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mercoledì 8 febbraio 2012

Memoria: impossibile se basata su parzialità e scorrettezza

Due settimane fa in occasione del Giorno della Memoria su questo blog avevo scritto un lungo commento nel quale spiegavo perchè la Shoah doveva venire considerata un "unicum" e non confusa con le altre stragi, genocidi, pulizie etniche, massacri di massa e orrori di ogni tipo e colore che nel mondo purtroppo sono avvenuti e si ripetono.
Avevo sentito il bisogno di argomentare questo giudizio perché cosciente che su questo tema si era fatta e si fa molta confusione, anche nella sinistra dove non ci sono dei negazionisti, ma permane la tendenza su questo tema a mescolare cose diverse tra loro per ottenere verità radicali", più facili da affermare e ridurre a slogan. E dietro tale confusione si nasconde spesso la cattiva coscienza di chi vuole evitare di fare i conti fino in fondo con la storia e sceglie invece di portare avanti un'operazione scorretta usando questa confusione per "fare politica" .
Da questa falsa coscienza, frutto di scorrettezza, parzialità e radicalismo, nascono gli episodi sgradevoli come quello accaduto a Nova Milanese a una cerimonia dell'ANPI indetta per commemorare la Shoah nel Giorno della Memoria e sfociata in una brutta polemica scoppiata all'interno dell'associazione stessa, sul solito odioso e falso confronto: gli ebrei e Israele da una parte, il conflitto tra israeliani e palestinesi dall'altra. Di questo ci hanno informato i giornali e anche il blog La Scommessa
Parlare di tutto ciò mi dispiace perché coinvolge l'ANPI di Paderno Dugnano e alcune persone che conosco e considero amiche, ma sento il dovere di fare chiarezza su questo punto. Paragonare la Shoah e il genocidio nazista perpetrato da Hitler contro i cittadini tedeschi di origine ebraica prima, e i cittadini di origine ebraica dei paesi europei occupati dai nazisti (tra cui l'Italia) poi, è un grave errore storico, culturale e politico perché la Shoah è "unica". 

venerdì 27 gennaio 2012

Donne nei lager: cuori tenaci tra i reticolati

Questa mattina alla celebrazione della Giornata della Memoria” che si è tenuta a Calderara,la consigliera di Quartiere, Giovanna Baracchi, in rappresentanza dell'ANPI di Paderno Dugnano ha pronunciato il seguente discorso.

Il 27 gennaio 1945 è la data della liberazione del Lager di Auschwitz da parte delle truppe Sovietiche dell’Armata Rossa.
Oggi ricordiamo quel giorno come “Giorno della Memoria” per non dimenticare lo sterminio nazi-fascista perpetrato nei confronti di Ebrei (6 milioni di morti), di Rom e Sinti (almeno 500.000), di oppositori politici, di omosessuali, di scioperanti, di minorati fisici e mentali, di appartenenti ad altre religioni, di asociali e apolidi.
A questi la guerra, ha provocato vittime civili fino ad arrivare a 14 milioni di morti.
In questa immane tragedia, anche se non ben evidenziata dalla narrazione storica, le donne hanno subito soprusi e angherie, se possibile, anche maggiori degli uomini.
La stragrande maggioranza delle donne deportate, ebree e non ebree, partecipanti alla lotta politica o no, hanno provato traumi laceranti per gli orrori che subirono sui loro corpi e nelle loro menti.
All’odio razziale, le donne hanno contrapposto con grande dignità, in quelle circostanze drammatiche, il sentimento di solidarietà verso le loro compagne di sventura, tra le quali non esisteva discriminazione per differenze di religione, tradizioni, lingue, costumi, educazione. Questa stessa solidarietà ha permesso a molte di loro di resistere, di far fronte alle brutalità e, per alcune di loro, di far ritorno al mondo civile pacificato.
Tutte vissero tragicamente la perdita dell'identità: traumatico fu il denudarsi tra le brutalità degli aguzzini, impresso un numero tatuato sul braccio, vedersi rasate a zero. Non erano più donne, non erano più individui.

Shoah: la legalità dello sterminio è la sua "unicità"

"Basta con gli ebrei, ne abbiamo parlato abbastanza. Quest'anno, per il giorno della memoria ho deciso di concentrare la mia lezione sul genocidio del Ruanda" mi ha detto ieri sera un'amica insegnante descrivendo cosa avrebbe fatto oggi a scuola. Non solo gli ebrei, infatti, sono stati vittime nel corso della storia recente di un genocidio.
La lista è tragicamente lunga: Armeni, Tusti ruandesi, zingari, nativi americani, popoli africani e oceaniani durante le colonizzazioni, le vittime dei gulag staliniani e dei campi di lavoro cinesi, le pulizie etniche dei Balcani. Perché dunque parlare sempre della Shoah e non ricordare allo stesso modo gli altri genocidi, si chiedono molti educatori e cittadini? E' questo della "unicità della Shoah" un argomento difficile, che rischia di cadere nelle banalizzazioni se non si tiene conto delle differenze fondamentali che esistono tra lo sterminio degli ebrei tedeschi ed europei e quello subito da altri popoli. In che cosa è stato diverso e unico l'orrore nazista?
L'antisetimismo di Hitler era dichiarato a chiare lettere nel suo Main Kampf scritto nove anni prima della sua ascesa al potere e in questo libro egli aveva scritto: "Uno Stato che, in un'epoca di avvelenamento delle razze, si prende cura dei migliori elementi della propria stirpe deve diventare un giorno signore della Terra". E "prendersi cura della propria stirpe" voleva dire soprattutto spazzar via i tedeschi di sangue semita, accusati di essere i colpevoli della sconfitta della Germania nella prima guerra mondiale. Le camere a gas non furono una "soluzione finale" ideata dai nazisti nel 1942, ma un chiodo fisso che Hitler aveva fin dal 1924. Infatti nel "Mein Kampf" si rammaricava che durante il conflitto precedente non "si fossero tenuti sotto i gas venefici 12 o 15 migliaia di quegli ebraici corruttori del popolo".
La Shoah come programma politico del governo del paese più colto, più avanzato tecnicamente e scientificamente, il più moderno e più ricco d'Europa. Questo il primo elemento di unicità. Poi ed è ciò che rende davvero unico lo sterminio programmato degli ebrei e che non trova riscontro negli altri orrori conosciuti, c'è l'architettura giuridica e legislativa che lo stato tedesco si è dato per rendere questo sterminio non solo possibile ma "legale".

martedì 24 gennaio 2012

La memoria contro l'orrore razzista

Venerdì 27 gennaio, Giorno della Memoria, verranno ricordate, anche a Paderno Dugnano con diverse cerimonie organizzate dall'ANPI e dal Comune, le vittime dell'Olocausto. La scelta della data ricorda il 27 gennaio 1945, quando le truppe sovietiche dell'Armata Rossa, nel corso dell'offensiva in direzione di Berlino, arrivarono presso la città polacca di Oświęcim (il suo nome tedesco è Auschwitz), scoprendo così il campo di sterminio e liberandone i pochi superstiti.  Tra questi lo scrittore italiano Primo Levi che raccontò la sua tragica stagione nell'inferno del lager nel libro "Se questo è un uomo".
Una dura polemica politica che contrappone in questi giorni Turchia e Francia ci ricorda però che il grande genocidio degli ebrei attuato dai nazisti tedeschi e dai loro alleati, tra cui i fascisti italiani, nel periodo 1938-1945 era stato preceduto 30 anni prima da un altro genocidio: quello degli Armeni di cui si resero responsabili i "Giovani Turchi del regime nazionalista di Mustafa Kemal Ataturk.
Nella notte tra il 23 e il 24 aprile1915 vennero eseguiti i primi arresti tra l'élite armena di Costantinopoli. L'operazione proseguì l'indomani e nei giorni seguenti. In un solo mese, più di mille intellettuali armeni, tra cui giornalisti, scrittori, poeti e perfino delegati al Parlamento furono deportati verso l'interno dell'Anatolia e massacrati lungo la strada.
Arresti e deportazioni furono compiute in massima parte dai "Giovani Turchi". Nelle marce della morte, che coinvolsero 1.200.000 persone, centinaia di migliaia morirono per fame, malattia o sfinimento. Queste marce della morte furono organizzate con la supervisione di ufficiali dell'esercito tedesco in collegamento con l'esercito turco, secondo le alleanze ancora valide tra Germania e Impero Ottomano (e oggi con la Turchia) e si possono considerare come "prova generale" delle più note marce ai danni dei deportati ebrei durante la seconda guerra mondiale. Altre centinaia di migliaia di persone furono massacrate dalla milizia curda e dall'esercito turco 
(Wikipedia).

sabato 14 gennaio 2012

Memoria: mercoledì Moni Ovadia al Metropolis

Di memoria c'è un grande bisogno, soprattutto in una società e in un modello di vita travolto da milioni di informazioni spesso inutili e sbagliate che ci raccontano in modo distorto il nostro passato e dunque proiettano immagini false sul futuro. Le grandi tragedie del secolo scorso devono venire ricordate correttamente ai giovani, abbiamo già visto infatti che queste tendono a ripetersi perché le ideologie malate dalle quali sono state prodotte non sono state estirpate e come virus malefici continuano a minacciare la nostra vita. Vi segnalo le iniziative che dalla prossima settimana si terranno nella nostra città. 
La Sezione A.N.P.I. “A. Cazzaniga” di Paderno Dugnano e il Circolo Eco-Culturale “La Meridiana”, in collaborazione le scuole Allende e Croci, con i Centri Sociali ARCI di Calderara e Palazzolo intendono celebrare la “Giornata della Memoria” 2012 con alcune importanti iniziative secondo il seguente programma:
Mercoledì 18 gennaio
ore 10.00 presso il Cinema Metropolis – MONI OVADIA incontra gli studenti delle scuole secondarie di Paderno Dugnano
Venerdì 27 gennaio
ore 9.00: presso il Parco della Memoria di Via Sibelius presidio ANPI “A. Cazzaniga”
ore 9.30: corteo per le vie di Calderara dalla scuola Croci al Parco della Memoria.
ore 10.00: deposizione delle corone d’alloro da parte degli studenti alla presenza delle Autorità
- conclusione commemorativa da parte di Giovanna Baracchi (rappresentante ANPI).
ore 10.30 : presso il Centro Sociale ARCI di Calderara incontro con gli studenti a cura di Cristina Buraschi (Componente del Direttivo ANPI – Insegnante scuola Croci) con proiezioni e interventi commemorativi, a seguire rinfresco.
Sabato 28 gennaio
ore 21.00: presso l’Auditorium Tilane-Piazza della Divina Commedia (entrata libera) spettacolo di musiche e letture “Musiche per la Memoria” del gruppo “I RousetoFolk”.
Altre iniziative:
Domenica 5 febbraio
Ore 10.00: presso il Centro ARCI di Palazzolo – Congresso ANPI Sez. “A. Cazzaniga” di Paderno Dugnano.
Domenica 19 febbraio
dalle ore 8.00 – “Trofeo della Resistenza” – Torneo Nazionale di Judo