venerdì 23 marzo 2012

La povertà di chi sa dire solo "no"

Marco Alparone continua a dire di "no" alle richieste di sostegno concreto avanzate dai lavoratori Lares, persone con figli e famiglie a carico che da 1.207 giorni presidiano la loro fabbrica chiusa e non si arrendono, perché vogliono pervicacemente difendere "il lavoro, il salario e la dignità", come recita la loro bandiera.
Questa volta il "no" del sindaco, che da due anni si ripete come un disco rotto, è in risposta alla richiesta di concedere per un breve periodo alla costituenda cooperativa Lares 2012 una sede in uno dei numerosi locali sfitti di proprietà comunale. E anticipa l'ennesimo "no" che pronuncerà di sicuro alla richiesta di sostegno economico che i lavoratori (vittime di truffe e malversazioni di manager e commissari di governo) hanno avanzato un mese fa per poter seguire il processo sul fallimento dell'azienda che è stato spostato dalla Procura da Monza a Napoli. 
Alparone, insomma, i lavoratori Lares non intende e non ha mai voluto aiutarli, anzi, vorrebbe che per incanto sparissero come hanno fatto graziosamente e senza dir verbo quei poveri fantasmi della Metalli Preziosi. Ma non sarà così. Gli operai e i tecnici della Lares non sono dei vuoti a perdere, una massa indistinta di disperati alla ricerca di un sussidio. 
Sono riusciti in 1.207 giorni a rimanere nonostante tutto, una comunità di lavoratori che è stata in grado di difendere e tenere alta un'identità collettiva: Lares è un marchio che a tre anni dalla fine della produzione è ancora vivo solo grazie al loro coraggio e alla loro volontà e si spera avrà un futuro grazie alla cooperativa che i lavoratori stanno costruendo per dare concretezza al progetto di impresa da loro stessi realizzato.
Alparone questi valori, questi sentimenti, questo impegno collettivo, non li capisce e proprio per questo li respinge. Il suo "no" reazionario deriva da una povertà intellettuale e politica che è il riflesso dell'incapacità profonda di comprendere le ragioni di chi è diverso e apprezzare la ricchezza dell'uomo creatura sociale. 

10 commenti:

Gianni Rubagotti ha detto...

Lancio un'idea: se Alparone vuole la cooperativa senza casa, perché non fare la sua prima riunione nella piazza del comune magari durante un consiglio comunale?
Un po' di seggiole, la possibilità per i passanti di vedere e ascoltare, magari una diretta video su youtube...e chissà che all'ascolto ci sia qualche imprenditore a cui l'idea piacerà.

Carlo Arcari ha detto...

Rubagotti, ma tu ci sei o ci fai? Il problema di costituire una cooperativa di lavoro non si risolve con un eventino mediatico ripreso dalla tua videocamerina. Lares 2012 ha bisogno di una sede fisica per esistere diversamente per legge non si può costituire. Inoltre solo un cieco sordo e muto come te non si accorge che gli operai Lares in mezzo alla strada ci stanno già da tre anni.

Anonimo ha detto...

Signor Rubagotti, non Le pare che le lavoratrici e i lavoratori Lares siano stati "all'aperto" per tanto, troppo tempo!!
Ribadisco come nel mio commento all'altro articolo (Vergogna Alparone..)che l'A.C., Sindaco in testa, DEVE trovare un locale...e ,ribadisco, perchè non una delle salette del Centro Falcone Borsellino?
Magari nella stessa sede del Quartiere di Paderno. Non so se sia fattibile...ma di sicuro non sarebbe un grande costo e così il Signor Sindaco non avrebbe scuse!
Carola Colnago

Anonimo ha detto...

Una vergognosa amministrazione che mai ha dimostrato interesse per la collettività ..immagino siano i contenti anche gli elettori di questa giunta che ha dimostrato solamente di avere a cuore un solo bene: il proprio
Camilla

Anonimo ha detto...

La condotta del sindaco è veramente imbarazzante, arriva a rasentare perfino la cattiveria. Ma come si fa ad ignorare una richiesta così facile da esaudire quando a farla sono persone in grosse difficoltà? Perchè non vuole farsi carico dei loro problemi? Forse perchè farlo implicherebbe un grosso impegno? Perchè si tratterebbe poi di ascoltarli, patrocinarli, rappresentarli davanti alle istituzioni, cercare insieme a loro delle soluzioni,affiancarli nella loro battaglia legale etc etc. Una grossa seccatura...Non sarebbe esattamente la stessa cosa di deporre una corona davanti ad un monumento con relativo scatto fotografico o piantare un albero alla memoria con relativa foto ricordo, oppure consegnare una targa commemorativa e posare per l'ennesima foto. Queste si che sono le occasioni giuste per metterci la faccia!Ma poi metti che questi veramente riescono a realizzare qualcosa, ma che figuraccia farebbe l'amministrazione comunale che li ha sempre avversati?!!No, no! Meglio evitare ogni rischio e sperare che prima o poi si decidano a sparire....
M.R.

Anonimo ha detto...

Condivido la proposta di offrire la sede del PD di via gramsci ai lavoratori della Lares...so che se ne sta discutendo.
gianfranco massetti

Luca Ricaldone ha detto...

Come si fa ad ignorare una richiesta così facile da esaudire?
Lo si fa perchè si è scelto di farlo, e la scelta non è un problema di soldi o regolamenti, è una scelta politica.
Ma non nel senso che è di questa amministrazione, perchè ritengo che quella precedente non si sarebbe comportata in modo diverso.
E' una scelta politica, perchè con un governo come quello attuale che vuole ridurre alla schiavitù i lavoratori, un caso come quello della Lares, che dimostra che i lavoratori possono fare a meno dei padroni, è un esempio scomodo, che da fastidio.
E allora va fatto naufragare, ostacolato con ogni mezzo.

Carlo Arcari ha detto...

Luca, la tua affermazione su quello che avrebbe o non avrebbe fatto la giunta precedente è senza fondamento e potevi risparmiartela. Nel 2009 la prospettiva della cooperativa non c'era e la Lares non era ancora fallita. Da allora fino ad oggi il PD e RC che stavano in quella giunta hanno operato in Comune, in Provincia, in Regione e a Roma, sempre a fianco dei lavoratori Lares. Infine l'idea della Cooperativa nasce anche per iniziativa dell'attuale segretario del PD, Oscar Figus. C'è una bella differenza tra destra e sinistra, su questa come su altre questioni e si vede molto bene.

Gianni Rubagotti ha detto...

Il problema così non si risolverà ma se il sindaco il posto non lo dà non credo bastino i nostri commenti a fargli cambiare intenzione.
La mia idea era colpire l'immagine di sindaco che ascolta la città di Alparone rubandogli la visibilità mediatica che lui cerca.
Se questo non bastasse bisognerà fare appello alle forze sociali che hanno delle loro sedi a Paderno (partiti, sindacati, parrocchie) che in passato hanno mostrato generosità nei confronti di altre realtà. P.s.: abito vicino alla Lares, li vedevo i suoi lavoratori per strada.

Carlo Arcari ha detto...

Rubagotti, il PD ha già offerto la sua sede di via Gramsci come sede della cooperativa, ma questo non va bene perché fa apparire l'iniziativa come prevalentemente "politica" mentre è prevalentemente sociale ed economica. Ai lavoratori e alle forze politiche che li sostengono non interessa colpire l'immagine mediatica del sindaco che già si squalifica da solo, interessa aiutare concretamente i lavoratori che tra tre mesi entreranno in mobilità a cambiare in positivo la loro condizione. la cooperativa Lares 2012 è un piccolo-grande progetto sociale, produttivo, culturale e umano. La sua valenza politica è questa.