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mercoledì 30 maggio 2012

Brebemi: garantita l'apertura entro fine 2013

L'assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità Raffaele Cattaneo ha riunito oggi, a Palazzo Lombardia, il Collegio di vigilanza della Brebemi. Al centro dell'incontro una ricognizione puntuale dello stato di avanzamento dei lavori dell'autostrada, delle opere connesse e dei pagamenti degli espropri, alla luce del sequestro dello scorso novembre di alcuni chilometri del cantiere per la presunta presenza di materiale inquinante.
Il Tavolo ha inoltre fatto il punto sull'alta velocità ferroviaria tra Treviglio e Brescia.Il cantiere della direttissima Brescia-Bergamo-Milano è oltre il 40 per cento per quanto riguarda le opere in affidamento diretto ed è al 30 per cento per quanto riguarda l'opera complessiva. La società Brebemi ha garantito l'apertura al traffico entro la fine del 2013.
"Brebemi – ha spiegato l'assessore - ha riferito che le analisi già eseguite confermano che, nei campioni del terreno sotto sequestro, i materiali inquinanti non superano i limiti di legge: è una notizia positiva, perché consente di tranquillizzare i cittadini del territorio sulla sicurezza del cantiere". Si auspica dunque che il dissequestro degli ultimi 7,5 chilometri possa avvenire entro la metà di luglio.  Anche l'Osservatorio ambientale ha confermato che, dai primi rilievi effettuati, non ci sono problemi di inquinanti a monte e a valle dei terreni interessati dal materiale deposto dalla
ditta Locatelli coinvolta nell'inchiesta.
"Anche in questo caso - è stato il commento di Cattaneo – il Collegio di vigilanza ha preso atto con soddisfazione che non sono emersi motivi di preoccupazione". Le prossime tappe prevedono che i campionamenti terminino entro il 5 giugno e che il 5 luglio sia il nuovo termine per la consegna delle analisi di laboratorio. La nuova udienza di merito, infine, è fissata per il 16 luglio.
La società ha confermato il proprio impegno a chiudere le pratiche ancora aperte nei tempi più rapidi possibili. "Questo tema - ha detto Cattaneo - è per me della massima importanza e ho chiesto a Brebemi grande attenzione imprimendo un'accelerazione nei pagamenti in modo da rispettare gli impegni presi con i cittadini".

giovedì 17 maggio 2012

Blocco del tram: in ATM c'è un partito del pullman?


Per quale motivo da lunedì i pendolari della Milano-Limbiate, privati del loro tram, sono costretti a viaggiare nelle condizioni mostrate dalla foto? Per capire come vanno le cose in questo Paese, in questa Regione e in questa Provincia, bisogna leggere la cronaca della riunione di ieri pomeriggio che sembra aver sbloccato l'avvio dei lavori di messa in sicurezza già decisi da mesi e mai iniziati. L'autore del report, pubblicato sulla pagina facebook "Salviamo il tram della Comasina", è Stefano Archetti, consigliere comunale di Limbiate delegato alla Metrotranvia. La foto è di Claudia Tassan Pagnochit. L'immagine della pagina seguente è stata scattata da Simone Carcano stamattina alle 7,30 e riprende la "passeggiata pacifica" di protesta che ha visto decine di pendolari manifestare dalla fermata Max Mayer al capolinea di Comasina. 

Si inizia con il tentativo di capire a chi stanno in capo le responsabilità della chiusura della tranvia. Indagato n. 1 il Comune di Milano con diversi riferimenti ad ATM che invece sostiene di esserne vittima e di aver subito ingiustamente delle critiche dai giornali.
De Nicola (assessore provinciale ai trasporti) che all’inizio è il più animato a cercare di definire le responsabilità, quando inizia ad essere tra gli “indagati”, tenta di minimizzare, incalzato da Cattaneo (assessore regionale alle infrastrutture) che invece è molto incazzato. Dice di aver subito un danno politico importante e che da ora in poi sulla questione tranvia Milano Limbiate ci andrà con i piedi di piombo.
All’inizio la questione sembra di carattere tecnico, nel senso che le responsabilità sembrano essere imputate alla questione della burocrazia nel recupero delle traversine sulla Desio Seregno, ma con l’andare del tempo si capisce che c’è qualcosa di diverso, sebbene non così esplicito. Mentre Cattaneo e De Nicola insistono perché i lavori inizino da subito per essere conclusi prima dell’arrivo del Papa (2 e 3 giugno), ATM prende tempo, accampa scuse per ogni cosa, sostiene che non sia possibile finire entro quella data, che bisogna vedere di chi è la proprietà delle traversine, che in fondo con i pullman le cose non vanno malissimo, ecc.
Maran (assessore milanese a mobilità e trasporti) invece ribadisce che i soldi per la prima tranche dell’intervento di messa in sicurezza sono già deliberati da mesi e che non ci sono problemi ad iniziare subito, tenendo conto dei tempi tecnici, ma aggiunge che la seconda tranche è indissolubilmente legata alla firma dell’accordo definitivo sull’ammodernamento in metrotranvia.

mercoledì 16 maggio 2012

Rho-Monza, addio al "mostro" a 14 corsie?


La Rho-Monza con 14 corsie a cielo aperto molto probabilmente non si farà, almeno fino al 2015 quando nell'area di Rho-Pero si terrà l'Expo, manifestazione alla quale era legata la ristrutturazione della vecchia provinciale. 
Lo ha fatto capire nei giorni scorsi l'assessore regionale alle Infrastrutture, Raffaele Cattaneo, affermando pubblicamente che il progetto di Serravalle molto difficilmente riuscirà a rispettare i tempi di apertura dei cantieri.
Meglio così. Piuttosto che un "mostro" urbanistico, costruito per di più in economia, è di gran lunga preferibile un rinvio dell'opera a tempi migliori, dilazione che consentirà un ripensamento del progetto in termini più sostenibili realizzando finalmente un'autostrada interrata come chiedono i cittadini. Perché una cosa è certa, la Rho-Monza così com'è non è più accettabile perché pericolosa, illegale e insostenibile sul piano ambientale e viabilistico. 
Insomma, se non è un mostro" è un mostriciattolo insicuro e quasi impraticabile nelle ore di punta. Il blocco che si verifica nel tratto a due corsie tra Novate e Bollate produce infatti dei pesanti rallentamenti del traffico verso Rho e altrettanti in senso inverso che iniziano ben prima della rotonda di Bollate.
Se davvero Serravalle e Provincia di Milano saranno costretti a soprassedere fino a dopo il 2015, i cittadini e i comitati per l'interramento, dovranno farsi carico di una nuova campagna, questa volta non contro, ma a favore della nuova Rho-Monza sostenibile e con il più ridotto impatto ambientale possibile. Un'autostrada di cui Paderno Dugnano, Novate e Bollate insieme alle altre città del Nord Milano hanno urgente bisogno.