"Metà degli elettori di Renzi non
voteranno centro sinistra in primavera" afferma una delle
analisi del voto alle primarie di domenica scorsa che circolano sulla
stampa. L'affermazione ripropone l'interrogativo che mi faccio da tempo: chi sono gli elettori di Renzi a Paderno Dugnano?
Nonostante le dichiarazioni a favore del "rottamatorore" che sono state diffuse dal blog di
centro destra Paderno 7 On air prima del voto, e sul blog cattolico La Scommessa, a votare per lui a Paderno Dugnano sono stati sicuramente, molti elettori
“moderati”, ma di centrosinistra.
Molti sono tra quelli che
tradizionalmente votavano Margherita, e che alle primarie per il
segretario nel 2009 avevano votato Franceschini. Il leader locale di quello
schieramento, Ezio Casati, ha appoggiato e dato
indicazione di votare Bersani, ma gran parte dei suoi non lo
ha fatto.
In questo senso chi, come Francesco
Rienzo, ha affermato,
forse semplificando eccessivamente, che "ora di Pd ce ne sono
due", ha detto una cosa giusta e sbagliata nello stesso tempo.
Giusta, perché è vero che gli elettori di Renzi hanno espresso
un'idea diversa di "sinistra" e appaiono estranei alla
sinistra "reale", quella piaccia o meno che c'è ed è
maggioritaria, ma sbagliata perché questi sentiment e questa
posizione politica di una parte dell'elettorato (e degli eletti) del
Partito Democratico, in realtà stanno dentro il PD fin dalla sua fondazione.
Molti elettori di Renzi sono gli ulivisti
prodiani che sognavano e sognano di "superare" l'idea stessa di
sinistra per dar vita a una "cosa" che non si è mai
concretizzata, anche perché il suo programma politico si esauriva nell'idea del "superamento" del socialismo di origine marxista e cattolica oggi espresso e comunicato
da Renzi in termini di "rottamazione".
Ci sono poi tanti giovani che hanno votato il sindaco di Firenze più per il modo
in cui egli ha portato avanti il suo tentativo di conquista della
leadership del centro sinistra e del PD che per i contenuti del suo
programma, di cui in realtà non sanno molto. A questi si aggiungono alcuni vecchi esponenti ex
democristiani scontenti che combattono la dirigenza bersaniana del partito
perché questa ha marginalizzato le loro idee sul lavoro, sul rapporto coi movimenti, sul modo di fare opposizione
in consiglio comunale, sul confronto col mondo cattolico.
Renzi, insomma, si rivolge ai "borghesi" perché anche lui è estraneo e non condivide queste istanze ed è proprio per questo motivo che è stato sconfitto alle primarie. Se
le avesse vinte gran parte degli elettori della sinistra, ancora maggioritaria del centro sinistra, non avrebbe votato per lui
alle elezioni politiche e il centro destra avrebbe vinto a mani basse.
Egli si è imposto col nuovismo, con
l’attacco all’apparato (che aveva ed ha anche una qualche ragion
d’essere), ma non ha mai detto nemmeno per un momento delle cose di
sinistra. Anche commentando e ammettendo la sua
sconfitta ha fatto una battuta rivelatrice della sua
vera natura: "Ho fatto una cosa di sinistra, ho perso". E
il “popolo” del centro sinistra che è ancora, in netta
maggioranza, un popolo “di sinistra”, lo ha giustamente bocciato e respinto.
Il problema adesso per i vincitori
delle primarie è dimostrare a questi elettori che l'innovazione nel
partito e nella politica non è il nuovismo renziano. Bersani e i
suoi sostenitori dovranno mettere
in campo a breve un'alternativa programmatica all’agenda Monti che
dia un segnale chiaro in termini di occupazione, crescita,
equità e anche di moralità pubblica. Il PD bersaniano per essere credibile deve cancellare in fretta il sistema della cooptazione per cui nel
partito emergono solo “gli uomini di” questo o quello, deve dire
chiaramente no all’alleanza con Casini, che è più a destra di
Renzi anche se è contro Berlusconi.
Insomma la leadership uscita dalle
primarie deve dimostrare di voler tenere unito il partito riuscendo a innovare davvero e recuperando la collaborazione e il consenso di quella parte di elettorato "borghese", che non vota a destra, ma che, pur essendo moderatamente
"progressista", continua a nutrire un forte pregiudizio e sentirsi estranea alla sinistra. La sfida è difficile, ma obbligata.
8 commenti:
Stando all'analisi del voto delle primarie dico x fortuna che a Marzo la metà dei voti Renziani non confluiranno nel CSX.
Questo commento secondo me è la migliore spiegazione del perché una parte dei votanti di Renzi non si è presentato al secondo turno. Semplicemente hanno pensato che a una sinistra che li attaccava così non era posto per loro.
Mai infatti nelle primarie c'erano stati candidati che consideravano un male la vittoria di uno dei contendenti.
Prevedo qualche voto in più per Grillo...
Gianni, un calo dell'8% al secondo turno, cioè la metà circa di quello abituale, ti sembra così significativo? Ho l'impressione che scambi i tuoi pregiudizi per la realtà.
Il Centro Sinistra ha perso un'occasione per dimostrare di voler veramente cambiare.
In Italia i grandi Partiti sono conservatori, non amano il cambiamento... Troppi interessi in gioco.
Tant'è che alle prossime elezioni il Centro Sinistra si presenterà "malconcio" come al solito.
Per quanto riguarda Grillo, credo rimanga un bravo comico, un genio irriverente, ma solo un bravo comico "monologhista".
Su Berlusconi non mi esprimo... ho finito le parole...
Alan Fontana
Per quello che ho capito c'è sempre un calo di voti nel secondo turno, questo perché è ovvio che chi non è al ballottaggio è meno motivato a tornare a votare.
Che chi va al ballottaggio perda voti in assoluto rispetto a quelli che aveva preso singolarmente al primo turno non mi sembra così frequente.
Anche perché c'è sempre qualcuno che non lo aveva votato al primo turno che si aggiunge.
A Paderno come scrivevi Renzi ne ha persi 8, a livello nazionale 7865 dai risultati definitivi.
Contiamo che qualcuno si è aggiunto e si può andare oltre e questo nonostante la distanza al primo turno non fosse abissale.
Cmq la risposta vera credo che non l'abbiamo né io né te ma si potrà avere se si sente qualcuno di quelli che non è andato a votare.
Caro Alan, la tua critica al PD è molto superficiale. Il PD è molto cambiato rispetto all'era Veltroni. Grazie a tre anni di segreteria Bersani è riuscito a darsi un profilo tendenzialmente socialdemocratico europeo e dunque una prospettiva che va oltre i confini nazionali. La sconfitta di Renzi alle primarie sancisce con il voto questo riposizionamento del partito. Ti farò una domanda diretta. In primavera per chi voterai? Bersani no perché è conservatore, Berlusconi no perché è rincoglionito e sputtanato, Grillo no perché è un comico? Per chi voterai? Per Casini e Montezemolo?
Buongiorno Sig. Arcari, credo che se ci troviamo nella situazione attuale, dobbiamo ringraziare i Governi precedenti, di Sinistra e di Destra.
Ancora non sò per chi voterò ad Aprile, ma va detto, che Monti e i suoi ministri stanno portando avanti una "carretta", prendendo decisioni a volte impopolari (mi scuso per il termine "mettendo le palle sul tavolo"), ma necessarie per evitare che la stessa affondi per imperizie pregresse.
Non sono d'accordo con tutte le scelte di questo governo tecnico, ma sicuramente stanno svolgendo un lavoro difficile, senza false promesse, come abbassare il cuneo fiscale, che lo sa anche lei che le tasse non possono abbassarsi in modo percepibile a noi cittadini, ma possono purtroppo solo crescere o stabilizzarsi...
Le PMI chiudono non per colpa di 1 anno di governo, ma per quello che precedentemente non è stato fatto... promettendo il nulla impastato con niente...!!!
Questa è la situazione...
Tutto il resto è solo Demagogia...
Alan Fontana
Alan, non hai risposto. I governi precedenti sono quelli di Berlusconi dal momento che dal 2001 a oggi (se si esclude i 18 mesi del Prodi 2) ha sempre governato lui e questo significa qualcosa. Mentre tu ci pensi su, io invece farò di tutto per far vincere il centro sinistra, in Italia, in Lombardia e a Paderno Dugnano perché non vedo alternative valide a questo felice esito.
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