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lunedì 9 luglio 2012
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giovedì 22 marzo 2012
Confindustria: a sorpresa il presidente è Giorgio Squinzi (Mapei)
Tutti alla vigilia davano per scontata l'elezione di Alberto Bombassei, il padrone della Brembo di Bergamo, alla presidenza degli industriali italiani, ma a sorpresa lo ha battuto in volata Giorgio Squinzi della Mapei. Con soli undici voti di scarto, 93 a 82, l'imprenditore chimico che fino al 2002 ha legato il marchio della sua azienda al successo della sua famosa squadra ciclistica, ha ottenuto la designazione del parlamentino di Confindustria .
Il 19 aprile, il presidente designato, che sostituirà Emma Marcegaglia in un momento incandescente per le relazioni industriali, presenterà la squadra e il programma. L'elezione formale avverrà il 23 maggio, nel corso dell'assemblea privata degli industriali e il debutto pubblico il giorno successivo alla presenza di alcuni ministri del governo. Il nuovo presidente di Confindustria resterà in carica fino al 2016.
Ma chi è Giorgio Squinzi? Io ho avuto il piacere di intervistarlo nel settembre 2010 e vi propongo il testo dell'intervista realizzata per Italia Oggi. Non si tratta di un'intervista prettamente economica, ma di un ritrattino leggero, a metà tra il personale e il professionale. Buona lettura.
Squinzi: una vita in azienda, tra ciclismo e lirica
Vita e lavoro sono una cosa sola per Giorgio Squinzi, amministratore unico del Gruppo Mapei, una delle più significative multinazionali famigliari del made in Italy. Milanese purosangue (nato a Cisano Bergamasco dove era sfollata la sua famiglia nel maggio del ’43), laurea in chimica industriale all’Università di Milano nel fatale ’68 (ma Chimica era un mondo a parte e il movimento non ci toccava, dovevamo studiare), Giorgio Squinzi, è nato e cresciuto nell’azienda di famiglia l’unica nella quale ha lavorato e dove ha percorso tutta la sua carriera di imprenditore chimico. “Fondata da mio padre, Rodolfo, nel 1937, ho imparato a conoscerla fin da bambino e mi ricordo bene gli anni ‘50, lo stabilimento in periferia di Milano. con soli sette dipendenti, producevamo soltanto intonaci ed altri materiali per rivestimenti”. Allora, Mapei, si chiamava Materiali ausiliari per l'edilizia e l'industria. Oggi ha ridotto la ragione sociale al suo acronimo, ma è diventata una grande impresa internazionale, impiega 7mila dipendenti e di stabilimenti ne ha 57 in tutto il mondo.
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