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lunedì 29 aprile 2013

Editoria: addio scoop, anche l'agenzia diventa social.

Il giornalismo e l'editoria basati sulla produzione e vendita di news al pubblico sta cambiando. Un nuovo modello di business indotto dall'esplosione dei social media che trasformano i cittadini in "fonti" e produttori autonomi di notizie si sta imponendo a partire dalle grandi agenzie di stampa internazionali. Lo conferma questo servizio dell'inviato dell'Ansa al Festival del giornalismo di Perugia.

Festival di Perugia: Ap e Reuters aprono al citizen journalism
dell'inviato Michele Cassano-Ansa
Perugia, 27 aprile 2013. Sempre meno scoop, il compito dei giornalisti di agenzia sarà da un lato verificare le notizie che arrivano dalla rete, dall'altro svilupparle e arricchirle. La fonte prima dell'informazione, insomma, è destinata a mutare radicalmente, sulla spinta della crescita di social media e comunità virtuali. Una rivoluzione già iniziata, soprattutto nel mondo anglosassone, come testimonia la nascita della figura del social media editor nelle due principali agenzie in lingua inglese del mondo, Associated Press e Reuters. A ricoprirne il ruolo due giganti del web, come Anthony De Rosa e Eric Carvin, ospiti al Festival del giornalismo di Perugia.
De Rosa, definito dal New York Times un ''re'' della piattaforma di microblogging Tumblr, si occupa da due anni dell'integrazione dei prodotti Reuters con i social media. ''Sono nel ramo consumer dell'agenzia, ma c'è un'interazione continua con l'area business - spiega de Rosa -. Il mio compito è setacciare il web e verificare le notizie''. L'espansione dei social media ha portato alla creazione di una rete di utenti, diventati collaboratori dell'agenzia. ''Abbiamo gente in giro per il mondo che contattiamo - dice -. Alcuni non vogliono essere neanche remunerati, perchè si accontentano che il loro lavoro abbia visibilità'.