giovedì 8 marzo 2012

Consiglio comunale: maggioranza spaccata sul commercio

Maggioranza di centro destra spaccata ieri sera in Consiglio Comunale, non sull'attentato ai Vigili Urbani di cui non si è affatto parlato, ma  sul tema della liberalizzazione dell'orario dei negozi. 
A far emergere la rottura ormai dichiarata dell'alleanza tra Lega, PdL e Lista Di Maio, è stato un Ordine del Giorno presentato da Mauro Anelli, appoggiato da tutta l'opposizione e da parte della maggioranza, che chiedeva a sindaco e giunta: di confrontarsi con le associazioni dei commercianti e i sindacati per trovare un soluzione condivisa su orari domeniche e festività, in armonia con i bisogni dei cittadini; a sostenere la Regione nella difesa delle sue prerogative e quelle degli enti locali in materia; a procedere all'adeguamento di leggi e regolamenti dopo l'esito del confronto fra le parti sociali.
Prima di questo show down per tutta la serata si era assistito all'esibizione nell'aula consiliare di una nuova Lega "di lotta e di governo", a partire dalla richiesta di osservare un minuto di silenzio per commemorare l'ex Presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, che ha visto la pattuglia leghista uscire compatta dai banchi per non partecipare al gesto di omaggio. Dopo questa bella mossa si è assistito allo strano spettacolo di un partito di governo che fa interpellanze sulla viabilità contro la sua stessa giunta, come non fosse responsabile di quella politica.
Il motivo principale della seduta è stato dunque il nuovo clima instauratosi nella maggioranza. Una tensione che è poi esplosa al momento di votare l'Odg sul commercio. Prima di questo episodio c'erano stati l'approvazione del nuovo regolamento sulla Cosap, l'adesione allo schema di convenzione del sistema bibliotecario Nord Ovest e l'illustrazione dello schema di Bilancio 2012. Un documento che a detta della minoranza, nonostante tenga palesemente conto degli emendamenti già presentati dal PD allo schema di bilancio illustrato a novembre e poi ritirato, contiene molti numeri pochi chiari sui quali l'opposizione cercherà di fare luce in fase di discussione.
A fine serata è stata data lettura dell'ordine del giorno di Anelli e nella discussione che ne è seguita somo emerse tutte le fibrillazioni e le fratture interne alla maggioranza di destra. Il capogruppo del Partito Democratico, Marco Coloretti ha annunciato il voto favorevole non per motivi ideologici o di schieramento, ma perché condivideva in toto il dispositivo dell'Odg dove questo faceva riferimento all'art. 31 della legge 214 (22 dicembre 2011) ritenendola "lesiva delle competenze costituzionali e statutarie degli enti locali e delle regioni" e il comma 2 della stessa legge "in contrasto con i diritti alla salute dei cittadini, dei diritti dei lavoratori, della tutela dell'ambiente e del territorio". Sulla stessa linea l'intervento pronunciato dal capogruppo Sorrentino, della Lista Di Maio (l'assessore al Commercio era assente), che annunciava il suo voto favorevole all'ordine del giorno. L'intervento di Caldan per la Lega era un capolavoro di doppiezza. Favorevole al contenuto dell'ordine del giorno di Anelli contro la liberalizzazione degli orari, ma impossibilitato a votare si perché la richiesta di Anelli non era accompagnata da un chiaro attacco al governo Monti. 

A questo punto si è assistito al grottesco e tonitruante intervento del capogruppo del PdL, Rimoldi, che ha "dato fuori" definendo senza mezzi termini l'ordine del giorno "comunista" e dichiarando che il suo partito "essendo liberale" non poteva che respingere per principio un documento liberticida. Grande ilarità tra il pubblico e tra i banchi dell'opposizione sottolineata nell'intervento a favore del capogruppo dell'Italia dei Valori, Cerioni.
Al momento del voto i cinque rappresentanti leghisti si sono astenuti, il capogruppo Sorrentino ha votato a favore e i consiglieri del PdL con qualche visibile mal di pancia tra le fila, hanno votato contro per obbedire al loro capogruppo. Risultato 11 favorevoli, 11 contrari e cinque astenuti.
La spaccatura della maggioranza di centro destra è stata così conclamata anche se l'ordine del giorno è stato respinto a termini di regolamento grazie alla provvidenziale uscita dall'aula del consigliere Boggia del PD che ha voluto "graziare" una maggioranza che non c'è più, solo per marcare una posizione politica, incomprensibile ai cittadini, ma dietro la quale si intravede la linea di chi è contrario alla segreteria Bersani e allo schema di alleanze di un centro sinistra che si vorrebbe più vicino al centro e chiuso a sinistra. 
Cosa c'entri poi tutto questo con l'orario dei negozi di Paderno Dugnano solo Boggia lo sa.

6 commenti:

Gianni Rubagotti ha detto...

Signor Arcari bisogna avvisare i leghisti che c'è un errore! Era la Lega nel 94 che quando era presidente Scalfaro era contro il ritorno alle urne e a favore della scelta di Scalfaro di mettere in piedi il governo tecnico ed era il PDL allora a chiedere il ritorno alle urne e a essere contro Scalfaro come si legge in questo articolo

http://www.gqitalia.it/viral-news/articles/2011/11/la-lega-era-a-favore-del-governo-tecnico-nel-1995-argomentazioni-opposte-a-quelle-contro-monti

dove si riporta anche l'elogio sperticato che faceva Bossi di Scalfaro.

Quindi suggerisco di ripetere la seduta e fare in modo che siano i consiglieri del PDL a uscire dall'aula e non quelli della Lega.

Intendiamoci, nulla di grave, quando si cambia la propria posizione sulle cose ogni giorno poi uno perde il filo.

Quanto alla liberalizzazione degli orari dei negozi spero che la scelta del PD, che con Bersani è quello che l'ha iniziata negli anni 90 mentre il centrodestra non ha mai fatto nulla in merito (forse perché è una misura tipica dei regimi comunisti come USA e Inghilterra) non sia un modo di bloccare questa liberalizzazione a Paderno, dove tra l'altro il Presidente della Confcommercio è molto aperto verso questo provvedimento.

Pasquale ha detto...

Gia' candidandosi alle primarie per il Sindaco di Paderno Dugnano,successivamente convinto al ritiro,ha appoggiato e sostenuto altre candidature e non quella di Massetti,Sindaco uscente.
Ed abbiamo perso Paderno Dugnano.
ELEMENTO DI DISGREGAZIONE.
Pasquale

Anonimo ha detto...

Mi ha stupito la scelta di Boggia!!
Se ci sarà il modo e l'occasione mi piacerebbe conoscere direttamente da lui le motivazioni.

Intanto mi premetto di dire che, noi cattolici (DI QUALUNQUE PARTITO) dovremmo essere per una società che ci permetta di "santificare le feste".

Domenica pomeriggio sono passata due volte da Piazza Castello/Cairoli per la manifestazione "European Sunday Alliance- La Domenica non ha prezzo"..non c'era tantissima gente però qualche famiglia che ha portato lì i bambini a vedere gli spettacoli degli artisti di strada c'era e sembravano tutti molto felici.

E poi ancora...dal 30 maggio a 3 giugno ci sarà a Milano il VII incontro mondiale delle famiglie, ci sarà a Milano anche il Papa che (tra l'altro) dice:
"Famiglia, Lavoro e GIORNO FESTIVO, sono doni e benedizione di Dio per aiutarci a vivere un'esistenza pienamente Umana".
CIAO Carola

Carlo Arcari ha detto...

Anch'io sono rimasto stupito. Avrei preferito che il consgliere si alzasse e facesse una dichiarazione di voto chiara sui motivi della sua contrarietà. Non mi è piaciuta la sua mossa che considero uno sgradevole retaggio di un passato politicante che non vorrei più vedere nel PD.

di modugno domenico ha detto...

Lo spettacolo che ha offerto il capogruppo pidiellino è stato esilirante. Liberismo,liberalismo,liberticismo e naturalmente comunismo sono stati ammucchiati in un discorso (sic!) fatto di nullità e di luoghi comuni. IL capogruppo pidiellino sapeva che sul tema vi erano contraddizioni evidenti dentro il suo partito e nella sua maggioranza. Egli sapeva che veniva disatteso un pezzo importante del programma di governo del centrodestra locale.Sapeva della modificazione in atto dei rapporti fra PDL e LEGA nord in sede nazionale e regionale temendo ripercussioni in ambito locale.
La LEGA nord in evidente affanno ha cercato di agganciarsi all'ordine del giorno di Mauro Anelli sapendo che gli veniva tolto spazio politico per il nuovo riposizionamento anche locale del dopo Berlusconi.
Incomprensibile l'atteggiamento del consigliere Boggia. Seduto in platea anzichè sui banchi dell'opposizione. Il suo voto assieme ai voti del suo partito, IDV,PdCI/PRC, Lista Di Maio e l'astensione leghista avrebbe causato un colpo pesante alle sorti dell' amministrazione alparoniana,

DI MODUGNO DOMENICO

adriano tominetti ha detto...

mi sembra di vedere il D'Alema o il Violante di turno, che appena il governo Berlusconi era ad un passo dal baratro, o appena prima delle ultime elezioni vinto di un soffio da Prodi, subito li a portargli la stampella per farlo ripartire. Chissà se cambierà la mentalità che si può anche governare e non averne solo paura.
adriano tominetti