giovedì 23 febbraio 2012

Attentato: 'ndrangheta o automobilista incazzato?

Si sono moltiplicati ieri gli attestati di solidarietà ai Vigili Urbani di Paderno Dugnano da parte di tutte le forze politiche locali e anche da esponenti politici della provincia di Milano. 
Dai loro comunicati emerge una lettura univoca dei fatti orientata dalle dichiarazioni del Sindaco che ha subito indicato uno schema semplice di interpretazione: attentato = vendetta della malavita. “Un atto gravissimo di intollerabile intimidazione. Massima solidarietà alla Polizia locale e all’amministrazione comunale”. Ha commentato Ezio Casati, vice presidente del Consiglio provinciale e ex sindaco di Paderno Dugnano. Gli ha fatto eco il presidente della Provincia, Guido Podestà: "Un gesto inaccettabile verso chi garantisce la sicurezza dei cittadini". Sulla stessa linea la dichiarazione dell'assessore regionale lombardo alla Protezione Civile, Polizia Locale e Sicurezza, Romano La Russa: “Negli ultimi tempi si è registrato un pericoloso aumento degli attacchi alla Polizia locale, dall’omicidio di Savarino ai danneggiamenti in vari Comandi della Regione. Segno che gli agenti stanno svolgendo al meglio le proprie funzioni, contrastando i gruppi criminali attivi in alcune realtà".  
Ma è questa la lettura corretta di ciò che è successo? Davvero l'attentato di Paderno Dugnano è stata una ritorsione della grande criminalità (viene evocata anche la 'ndrangheta) contro l'efficace azione di contrasto che i vigili padernesi avrebbero attuato? Io ho molti dubbi a questo proposito e sono più orientato invece a chiedere ai responsabili della Polizia Locale maggiori chiarimenti sul clima di crescente tensione che da un po' di tempo si è instaurato tra cittadini e agenti.
Consultando le rassegne stampa e i comunicati emessi dal Comune, nei confronti della nostra Polizia Locale si segnalano da più parti contestazioni, contenziosi e la notizia di veri e propri scontri (verbali e a volte anche fisici) tra padernesi e agenti per motivi attinenti la viabilità e le normali attività cittadine. Insomma i padernesi non sembrano molto contenti di come i Vigili Urbani interpretano il loro ruolo e della qualità dei rapporti che troppo spesso degenerano ogni volta che vengono a contatto con gli agenti. E se ne lamentano apertamente. Del resto ieri il sito Repubblica.it nella didascalia della fotonotizia dedicata all'attentato scriveva: "I Carabinieri stanno seguendo la pista della vendetta da parte di un automobilista dopo una multa particolarmente salata". Altro che 'ndrangheta, dunque.
A trasformare i mei dubbi in qualcosa di più concreto è stata anche la dichiarazione che l'assessore Di Maio ha rilasciato ieri al blog Paderno7Nella video intervista l'assessore, dopo aver definito la bomba "un atto vandalico", riferendosi ai possibili autori dell'attentato dice testualmente: "C'è sempre qualcuno che si sente toccato nel vivo, però più che fare atti di questo genere viene a chiarire, la cosa si chiarisce e si dà la possibilità all'autorità di mettere in chiaro le cose". E aggiunge "Noi abbiamo sempre improntato con la vigilanza il discorso sul dialogo. Se il dialogo c'è le cose si possono anche chiudere, ma se il dialogo non c'è, se si pensa con questi atti intimidatori di farci fare passi indietro non troveranno terreno facile, che questo sia ben chiaro".
Il discorso di Di Maio mi lascia francamente sbalordito e credo che tutte le forze politiche e i cittadini padernesi, dopo le manifestazioni di solidarietà, debbano chiedere con forza al responsabile politico e amministrativo della Polizia Locale qualche doveroso chiarimento al riguardo.

7 commenti:

Anonimo ha detto...

concordo con te e penso all'automobilista arrabiato e non 'ndrangheta perchè ho assistito a tanti atteggiamenti intransigenti da parte dei vigili e senza la possibilità di replicaa da parte del cittadino .Da tanti elementi si evince che l'impostazione è cambiata da 2 anni a questa parte è più punitiva che educativa è puù polizia che vigilanza verificare numeri dei conteziosi aumento vertiginoso delle multe ,opuscolo distribuito sulla sicurezza terrorismo psicologico,cambiano orario lavaggio strade senza 2 righe d'avviso con i vigili appresso prontia dar multe e guai se chiedi + informazione sembrano sempre pronti a dirti attenti "oltrggio pubblico ufficiale".Forse occorre rivedere qualcosa

Anonimo ha detto...

Recentemente mi hanno messo multa per divieto di sosta con il custode che diceva di aspettare un attimo, mia moglie dalla finestra che li avvisava che stavo facendo le scale. Inizio divieto ore 9.00, orario della multa ore 9.05. Certo, ero in torto come è in torto il folle che ha messo la bomba, però a volte i vigili si rendono odiosi...

Anonimo ha detto...

Ci sono multe e multe partendo da una ventina di euro fino alle migliaia. Ci sono i sequestri dei veicoli, i fermi e provvedimenti assai pesanti anche senza andare nel "reato".
Nessuno é mai contento di prendere una multa, spesso però il meccanismo psicologico scarica la responsabilità sul "controllore". Certo ci vuole professionalità ed educazione, ma forse nel rapporto con la cittadinanza il problema é legato alla costante presenza dei vigili sulle strade, ad una presenza maggiore corrisponde probabilmente un aumento percepito della severità oltre alla disabitudine a confrontarsi con una figura giuridica erroneamente ritenuta tanto vicina alla cittadinanza da poter consentire atteggiamenti irrispettosi (a volte sfocianti in un reato). I numeri sono aridi e possono essere interpretati in molti modi per confutare od avvalorare qualunque tesi. Penso comunque di preferire un controllore severo ad uno lassista.

Carlo Arcari ha detto...

Ma se cominciamo a utilizzare le categorie della psicologia per spiegare il gran numero di ricorsi, denunce, contenziosi che l'azione della Polizia Locale ha provocato da due anni a questa parte forse non andiamo molto lontano. Se i cittadini si lamentano (800mila euro di multe nel 2011) e fanno ricorso o sporgono denuncia forse qualche ragione concreta e non psicologica ci sarà

Anonimo ha detto...

Ogni multa é un contenzioso... in cui ognuno avrà la sua opinione. Al di là di quello che si può leggere sulla stampa locale, mi chiedo su quale dato si basi l'affermazione del "gran numero di ricorsi e denunce" che viene citato. Io non dico che il rapporto tra la Polizia Locale e la cittadinanza sia tutto rose e fiori, ma se da un lato, ribadisco, ci deve essere educazione e professionalità, dall'altro ci deve essere la consapevolezza che ci si rapporta con pubblici ufficiali.
Mi permetto anche di criticare l'uso del verbo "provocare" che trovo inadatto al ruolo che la Polizia Locale in generale ha sul territorio; é un verbo che può generare contrapposizione preconcetta, al di la di singoli casi che possono essere accaduti.

Carlo Arcari ha detto...

Caro anonimo, giochi con le parole, ma non puoi smentire i fatti. I giornali sono comunque fonti. Un titolo de il Notiziario della scorsa settimana diceva: "Vertenze stradali a iosa" e testimoniava che "I Cittadini che contestato sanzioni e sequestri amministrativi sono sempre di più" citando gli ultimi quattro casi. Inoltre la fonte sono anche gli atti della giunta che autorizza la resistenza in Tribunale contro le querele "provocate" dal comportamento di alcuni agenti. Informati e magari mettici la faccia come me che non mi nascondo mai dietro l'anonimato per fare affermazioni.

Anonimo ha detto...

Io non sto giocando con le parole. Certamente anche i titoli dei giornali sono fonti ma forse affrontare un discorso come quello del rapporto della Polizia Locale con la cittadinanza sulla base di titoli di giornale é alquanto semplicistico.
Io affermo che la maggior presenza dei vigili sulla strada ha portato ad un aumento delle sanzioni e quindi ad un aumento dei contenziosi, ma non basta il numero assoluto per dare una idea chiara di ciò che sta accadendo. É necessario fare un rapporto tra l'aumento delle sanzioni e l'aumento dei contenziosi. Non Apprezzo il preconcetto per cui i vigili provochino, anche se non ho la minima intenzione di negare fatti di cui si abbia prova dell'effettivo accadimento. Certo é che sulla stampa locale non ho mai letto un articolo di un vigile che si lamenta delle intemperanze dei cittadini, mentre leggo spesso di cittadini che si lamentano dei vigili. La differente possibilità di far suonare la propria campana rende impari il confronto.
Ricorrere ad una sanzione, qualsiasi essa sia é un diritto del cittadino e direi che va anche molto di moda, però il passo dal conteggiare i ricorsi ad insinuare che tutti i ricorrenti abbiano ragione é molto lungo.
Se é vero che sono accaduti episodi spiacevoli tra agenti e cittadini, non é vero, come si suggerisce, che la Polizia Locale agisca secondo il suo arbitrio.

In merito al mio anonimato: può crederci o no ma anche a me secca il mio anonimato, ma come credo di essere stato corretto nell'intervenire in questo blog, così ho doveri di correttezza verso l'esterno del blog. Ringrazio per lo spazio concesso.