"La Cassazione ha confermato la condanna a 9 anni e 4 mesi per l'agente della Polstrada Luigi Spaccarotella, dichiarato colpevole dell'omicidio volontario del tifoso della Lazio Gabriele Sandri, avvenuto l'11 novembre 2007 sull'A1 nei pressi di Arezzo. Spaccarotella potrebbe finire in carcere già nelle prossime ore per scontare la pena".
Questo lancio ANSA di oggi, su un fatto di cronaca del recente passato, unito alla notizia di ieri del vigile urbano milanese che durante un inseguimento ha ucciso a colpi di pistola un pregiudicato cileno disarmato, mi ha fatto pensare a un film "A.C.A.B. - All Cops Are Bastard", uscito in Italia il 27 gennaio e che vi consiglio di andare a vedere.
In breve la trama del film. Dopo uno scontro con i pescatori sardi che protestavano contro il governo, sul pulmino che li riportava in caserma, il poliziotto anziano chiede alla recluta che ha fatto il suo battesimo del fuoco: "Bella Spina, ar primo giorno de lavoro hai già rotto la capoccia a du' operai, come te senti?" e il giovane risponde "'na favola".
A.C.A.B, film di Stefano Sollima, con Pierfrancesco Favino, Filippo Nigro, Marco Giallini, Andrea Sartoretti, Roberta Spagnuolo, Domenico Diele, sta tutto dentro questo scambio di battute. Se fai per anni un lavoro quotidiano a contatto fisico con la violenza come i tre celerini di mezza età, protagonisti del film, hai voglia ad essere preparato, formato, addestrato. La professionalità non ti salva e la violenza diventa la tua vita, punto e basta.
Cobra, Negro e Mazinga sono diventati "fratelli" sulle piazza e negli stadi dove vanno per lavoro a scontrarsi con ultras, centri sociali, operai in sciopero, e altri proletari "ribelli", senzatetto che occupano le case, immigrati clandestini, delinquenti. Assorbono violenza e degrado e rispondono esprimendo violenza, legalizzata però. I tre anziani agenti sono uomini ormai perduti alla vita normale; le mogli li cacciano di casa, i figli li disprezzano, le donne normali li scansano. E loro per dimenticare questa condizione che li tiene prigionieri come in una galera diffusa, menano duro e si sfogano contro chi minaccia e viola l'ordine costituito, esercitando violenza e sopraffazione.