Visualizzazione post con etichetta polizia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta polizia. Mostra tutti i post

giovedì 11 ottobre 2012

Il bambino conteso - Video - Corriere TV


E' successo a Padova alle otto di mattina, all'inizio delle lezioni in una scuola media. Un bambino è stato prelevato con la forza dalla Polizia per ordine di un giudice che lo aveva affidato al padre. Guarda il filmato. Il bambino conteso - Video - Corriere TV
Come si fa dopo aver visto queste scene a non pensare che nel nostro Paese c'è qualcosa che non va nella convivenza civile, nell'amministrazione della giustizia, nella cultura e nella pratica dei tutori dell'ordine. Non entro nel merito della contesa tra genitori, ma le immagini dicono chiaramente a quale abiezione morale e materiale possono arrivare un padre e una madre (esito a definirli così) che litigano tra loro e passano sopra al corpo e all'anima dei loro figli trattati come ostaggi di questo o di quello. E la Magistratura e la Polizia dello Stato si prestano a questo. Ma ai diritti di quel bambino chi ci pensa?

domenica 15 aprile 2012

Diaz: dopo 11 anni la violenza di Stato continua

"Diaz, dopo 11 anni la ferita resta aperta", questo il titolo di un mio post con il quale annunciavo la proiezione di ieri sera al Metropolis del film dedicato agli avvenimenti di Genova del luglio 2001, al massacro poliziesco nella scuola Diaz e alle torture di Bolzaneto.
 Il film è molto crudo, ma se qualcuno, dopo averlo visto, per ridurre l'impatto dell'orrore provato guardando sullo schermo una fiction su quanto è accaduto al G8, fosse tentato di pensare: "oggi è diverso", è bene che rinunci a questo pensiero consolatorio. Oggi le cose, per quanto riguarda i comportamenti polizieschi tollerati e coperti dalle autorità dello Stato, sono rimaste identiche. Per convincersene basti ricordare quello che è capitato nel luglio 2011, dopo gli scontri in Val di Susa, a un giovane dimostrante catturato dagli agenti. 
I giornali in quei giorni pubblicarono la notizia che Fabiano Di Berardino, un ragazzo bolognese ricoverato al CTO di Torino dopo gli scontri, aveva lasciato su Youtube una testimonianza del suo arresto, della violenza e delle torture che aveva subito una volta nelle mani dei poliziotti. Il testo che segue e il filmato è stato ripreso dal Corriere.it.
"Il giovane era stato massacrato di botte quando era già a terra semisvenuto. Gli hanno spaccato un braccio con il quale cercava di difendersi e rotto il setto nasale con un tubo di ferro, lo hanno picchiato a lungo con pugni, calci e manganelli quando era già ferito in tutto il corpo, gli hanno sputato in faccia e versato dell’urina addosso per sfregio, lo hanno lasciato su una barella al sole per tre ore e solo quando un medico lo ha visto e lo ha dichiarato in gravi condizioni lo hanno portato via con un elicottero all’ospedale".
In Italia, dopo 11 anni, la "macelleria messicana" inaugurata a Genova continua indisturbata.

martedì 14 febbraio 2012

A.C.A.B: il cuore di tenebra dell'Italia democratica

"La Cassazione ha confermato la condanna a 9 anni e 4 mesi per l'agente della Polstrada Luigi Spaccarotella, dichiarato colpevole dell'omicidio volontario del tifoso della Lazio Gabriele Sandri, avvenuto l'11 novembre 2007 sull'A1 nei pressi di Arezzo. Spaccarotella potrebbe finire in carcere già nelle prossime ore per scontare la pena".
Questo lancio ANSA di oggi, su un fatto di cronaca del recente passato, unito alla notizia di ieri del vigile urbano milanese che durante un inseguimento ha ucciso a colpi di pistola un pregiudicato cileno disarmato, mi ha fatto pensare a un film "A.C.A.B. - All Cops Are Bastard", uscito in Italia il 27 gennaio e che vi consiglio di andare a vedere. 
In breve la trama del film. Dopo uno scontro con i pescatori sardi che protestavano contro il governo, sul pulmino che li riportava in caserma, il poliziotto anziano chiede alla recluta che ha fatto il suo battesimo del fuoco: "Bella Spina, ar primo giorno de lavoro hai già rotto la capoccia a du' operai, come te senti?" e il giovane risponde "'na favola".
A.C.A.B, film di Stefano Sollima, con Pierfrancesco Favino, Filippo Nigro, Marco Giallini, Andrea Sartoretti, Roberta Spagnuolo, Domenico Diele, sta tutto dentro questo scambio di battute. Se fai per anni un lavoro quotidiano a contatto fisico con la violenza come i tre celerini di mezza età, protagonisti del film, hai voglia ad essere preparato, formato, addestrato. La professionalità non ti salva e la violenza diventa la tua vita, punto e basta.
Cobra, Negro e Mazinga sono diventati "fratelli" sulle piazza e negli stadi dove vanno per lavoro a scontrarsi con ultras, centri sociali, operai in sciopero, e altri proletari "ribelli", senzatetto che occupano le case, immigrati clandestini, delinquenti. Assorbono violenza e degrado e rispondono esprimendo violenza, legalizzata però. I tre anziani agenti sono uomini ormai perduti alla vita normale; le mogli li cacciano di casa, i figli li disprezzano, le donne normali li scansano. E loro per dimenticare questa condizione che li tiene prigionieri come in una galera diffusa, menano duro e si sfogano contro chi minaccia e viola l'ordine costituito, esercitando violenza e sopraffazione.