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domenica 15 aprile 2012

Diaz: dopo 11 anni la violenza di Stato continua

"Diaz, dopo 11 anni la ferita resta aperta", questo il titolo di un mio post con il quale annunciavo la proiezione di ieri sera al Metropolis del film dedicato agli avvenimenti di Genova del luglio 2001, al massacro poliziesco nella scuola Diaz e alle torture di Bolzaneto.
 Il film è molto crudo, ma se qualcuno, dopo averlo visto, per ridurre l'impatto dell'orrore provato guardando sullo schermo una fiction su quanto è accaduto al G8, fosse tentato di pensare: "oggi è diverso", è bene che rinunci a questo pensiero consolatorio. Oggi le cose, per quanto riguarda i comportamenti polizieschi tollerati e coperti dalle autorità dello Stato, sono rimaste identiche. Per convincersene basti ricordare quello che è capitato nel luglio 2011, dopo gli scontri in Val di Susa, a un giovane dimostrante catturato dagli agenti. 
I giornali in quei giorni pubblicarono la notizia che Fabiano Di Berardino, un ragazzo bolognese ricoverato al CTO di Torino dopo gli scontri, aveva lasciato su Youtube una testimonianza del suo arresto, della violenza e delle torture che aveva subito una volta nelle mani dei poliziotti. Il testo che segue e il filmato è stato ripreso dal Corriere.it.
"Il giovane era stato massacrato di botte quando era già a terra semisvenuto. Gli hanno spaccato un braccio con il quale cercava di difendersi e rotto il setto nasale con un tubo di ferro, lo hanno picchiato a lungo con pugni, calci e manganelli quando era già ferito in tutto il corpo, gli hanno sputato in faccia e versato dell’urina addosso per sfregio, lo hanno lasciato su una barella al sole per tre ore e solo quando un medico lo ha visto e lo ha dichiarato in gravi condizioni lo hanno portato via con un elicottero all’ospedale".
In Italia, dopo 11 anni, la "macelleria messicana" inaugurata a Genova continua indisturbata.

venerdì 13 aprile 2012

Diaz; dopo 11 anni la ferita resta aperta

Domani pomeriggio (ore 18,30 e ore 21) il regista del film "Diaz – Don’t clean up this blood", Daniele Vicari, incontrerà il pubblico allo Spazio Metropolis di via Oslavia.
Si tratta di un appuntamento importante per Paderno Dugnano che consentirà ai più giovani e a chi non conosce quelle vicende di prendere atto di una realtà molto scomoda per tutti. Il film di Vicari, ci sbatte in faccia con la violenza delle immagini, la realtà della violenza criminale scatenata a Genova nel luglio 2001 contro i giovani del G8 da uno squadrone di 200 agenti della Celere, mandati appositamente alla scuola Diaz per fare una strage che solo casualmente non si è verificata.
La "macelleria messicana" perpetrata dentro la scuola e le torture che sono seguite nella caserma di Bolzaneto sono una vergogna che ha infangato e ancora infangano l'Italia e le sue istituzioni di cui sono politicamente responsabili l'allora capo del governo, Silvio Berlusconi e i suoi ministri, i funzionari della Polizia di Stato e gli agenti autori del massacro. A Genova si è verificata una gravissima sospensione della democrazia e dei diritti umani che rappresentano ancora oggi a 11 anni di distanza una ferita aperta che non si rimarginerà mai a meno che la politica, tutta la politica, non sappia fare ammenda delle sue colpe e riconoscere ciò che è avvenuto per quello che è stato.
Il film, un documentario sull'orrore poliziesco, ricostruisce minuziosamente e con molto verismo quanto è successo in quei due luoghi, la scuola e la caserma, ma purtroppo non chiarisce e non denuncia adeguatamente le responsabilità politiche e istituzionali dell'accaduto, quasi si sia trattato di una serie di episodi casualmente avvenuti tra poliziotti invasati e violenti, dirigenti incompetenti e giovani vittime.