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lunedì 6 ottobre 2014

La grande arte sul grande schermo

Comunicato stampa

I PIÙ IMPORTANTI MUSEI DEL MONDO E LE MOSTRE PIÙ ATTESE 
DELLA STAGIONE RACCONTATI DALLA SETTIMA ARTE


Presso Area Metropolis 2.0, dal 14 ottobre 2014 al 26 maggio 2015, Fondazione Cineteca Italiana presenta, in collaborazione con Nexo Digital, La Grande Arte sul grande schermo, sette appuntamenti dedicati ai più importanti musei del mondo e alle mostre più attese della stagione, raccontati dalla settimana arte. Prenderanno vita al cinema sette visite esclusive: L’Hermitage di San Pietroburgo, i Musei Vaticani in 3D, Matisse, Vermeer, Rembrandt, Van Gogh e Gli Impressionisti.
Un’inedita serie di eventi cinematografici che, grazie alla tecnologia del cinema digitale, faranno condividere ancora una volta in contemporanea mondiale tutta la ricchezza dell’arte e dei luoghi che ne sono custodi. Dalla storia affascinante e misteriosa del Museo dell’Hermitage, che quest’anno celebra il suo 250esimo anniversario, ai “dipinti con le forbici” di Matisse; dagli stupefacenti Musei Vaticani al grande ritorno a casa de La ragazza con l’orecchino di perla di Vermeer; dalla grandiosa retrospettiva su Rembrandt all’attesissimo appuntamento dedicato a Vincent Van Gogh a 125 anni dalla sua morte. Per chiudere trionfalmente con tutta la poesia dell’arte degli Impressionisti.
Questi tour cinematografici esclusivi, firmati dalle più importanti produzioni internazionali, guideranno la platea delle sale alla scoperta di artisti, dipinti e spazi museali d’eccezione in sette straordinari appuntamenti: sarà come essere in quei luoghi e di fronte a quelle opere come ospiti d’eccezione e con guide assolutamente fuori dal comune. Osservare quadri e sculture nel dettaglio, ascoltare il racconto degli organizzatori, entrare nelle segrete stanze e negli spazi in genere inaccessibili che hanno visto la mostra prendere forma: un’occasione unica per tutti gli appassionati d’arte, di viaggi e di cultura alla scoperta di storie che segnano il nostro modo di essere e di vivere.

martedì 27 maggio 2014

Filmology al Metropolis


Martedì 3 giugno 2014 ore 21 presso il foyer del Cinema Area Metropolis 2.0 inaugura FILMOLOGY, LA MOSTRA DI CINEMA PIU’ PAZZA DEL MONDO, composta dalle celebri tavole di Filmology, un metodo che consiste nel rappresentare i più grandi film della storia del cinema nel modo più sintetico possibile e usando solo icone grafiche.
In tempi in cui l'immagine risulta vincente, il format delle ministorie dei creativi milanesi Matteo Civaschi e Gianmarco Milesi, noti per Shortology, volume basato sullo stesso meccanismo della sintesi grafica e dedicato a fatti storici e personaggi famosi,  ha conquistato notevole successo per genialità, intelligenza, divertimento e…brevità!
La mostra rimarrà esposta sino al 28 settembre 2014.

venerdì 29 novembre 2013

Cacao al cinema

 
STASERA VA IN SCENA IL CACAO
In collaborazione con Tutti nello stesso piatto - Festival internazionale di cinema cibo e videodiversità Associazione Effetto terra e Cineteca Italiana propongono i docufilm The Dark Side of Chocolate e Shady Choco­late, realizzati dal regista e giornalista danese Miki Mistrati per approfondire il tema delle condizioni di lavoro nelle piantagioni di cacao, che raccontano di un viaggio – quello del regista – alla ricerca di risposte su responsabilità e meccanismi legati al lavoro minorile nelle piantagioni di cacao della Costa d’Avorio.
A seguire piccola degustazione di cioccolato equo e solidale MASCAO

THE DARK SIDE OF CHOCOLATE / Il lato oscuro del cioccolato     
R.: Miki Mistarti e Roberto Romano. USA, 2010, 47’. Vers. orig. sott. it.
La cioccolata non è sempre dolce per tutti. È questa la scioccante verità che emerge dal viaggio-inchiesta compiuto da Miki Mis­trati, pluripremiato giornalista danese, che partendo dal Mali e giungendo fino in Costa d’Avorio ripercorre le rotte degli scambi attraverso i quali i bambini vengono ridotti in schiavitù ed obbligati a lavorare nelle piantagioni di cacao rischiando ogni tipo di incidente e spesso senza nessuna retribuzione.

SHADY CHOCOLATE
R.: Miki Mistarti. Co-regia: Roberto Romano. USA/DK, 2012, 45’. Vers. orig. sott. it.
Da quando si è divulgata la notizia che l’industria cioccolatiera è coinvolta in una vera e propria riduzione in schiavitù di bambini in Costa d’Avorio, l’industria si è prodigata – grazie alle pressioni dei consumatori – a spiegare esattamente tutto quello che fa per combattere attivamente il traffico e lo sfruttamento del lavoro minorile. Ma l’industria tiene fede alle sue promesse? In questo documentario investigativo, il regista Miki Mistrati cerca di scoprire se l’industria cioccolatiera rispetta l’impegno contro lo sfruttamento del lavoro minorile


Martedì 3 dicembre ore 21 area Metropolis 2.0 via Oslavia Paderno Dugnano
Ingresso € 5,00 /Ingresso ridotto € 4,00 per Cinetesserati Area Metropolis 2.0 e soci Effetto Terra.

sabato 28 aprile 2012

The help, l'america dei wc bianchi

La grande lotta per i diritti civili dei neri afroamericani è stata iniziata da una donna: Rosa Parks, una cucitrice dell'Alabama di 42 anni. Per il suo rifiuto di lasciare il posto a un uomo bianco su un autobus, a Montgomery, Rosa fu arrestata, giudicata colpevole di aver violato le leggi sulla segregazione razziale, e multata. La risposta della comunità di colore furono i tredici mesi di boicottaggio degli autobus e gli eventi che iniziarono con la disobbedienza civile di Rosa nell'inverno del 1955 trasformarono il ventiseienne Martin Luther King Jr. nella guida del movimento per i diritti civili.
Inevitabile pensare al gesto di Rosa Parks vedendo "The help",  film del 2011 scritto e diretto da Tate Taylor, adattamento cinematografico del romanzo di Kathryn Stockett "L'aiuto" edito in Italia da Mondadori. Tra gli interpreti principali del film, che è stato proiettato due settimane fa al Metropolis all'interno della rassegna "Tutti per uno", figurano Emma Stone, Bryce Dallas Howard, Viola Davis e Octavia Spencer. Il film ha ottenuto numerosi riconoscimenti internazionali, tra cui Golden Globe e quattro candidature ai premi Oscar 2012. Le protagoniste della storia sono, come Rosa, delle donne di colore di mezza età, cameriere che lavorano presso le famiglie bianche della città di Jackson nel Mississippi. L'azione si svolge nella prima metà degli anni 60.
Eugenia Phelan, detta Skeeter è una giovane ragazza bianca che, dopo aver conseguito una laurea a New York City, torna a casa dai suoi genitori, ma iversamente dalle sue coetanee, ormai sposate e dedite completamente alla famiglia, Skeeter ha come obiettivo la sua realizzazione professionale. Per questo, si concentra sul lavoro di assistente redattrice presso una rivista di Jackson, e cerca di mandare in porto un progetto editoriale a New York, coinvolgendo la responsabile di un'importante casa editrice: Miss Stein.
L'idea per il progetto non tarda ad arrivare. Skeeter vive in uno stato ancora profondamente caratterizzato da segregazione e razzismo. Molte donne afroamericane lavorano come domestiche presso le famiglie bianche e sono costrette a subire stupidi ed avvilenti trattamenti discriminatori, come quello di non usare il bagno della casa, di mangiare utilizzando stoviglie proprie, per giunta lontani dal tavolo dove tutta la famiglia si serve e di subire ingiuste accuse.

martedì 24 aprile 2012

A Roma con amore

Ma si, andatevelo a vedere "To Rome With Love" (sarà in programmazione al Metropolis fino a domani sera), l'ultimo film di Woody Allen. Con lui sullo schermo un cast di attori straordinario, tra cui gli italiani Roberto Benigni,Riccardo Scamarcio, Antonio Albanese più un cammeo di Ornella Muti e gli hollywoodiani Alec Baldwin, Penélope Cruz, Judy Davis, Jesse Eisenberg, Greta Gerwing, Ellen Page.
La critica lo ha stroncato severamente, ma non curatevene troppo. Non è un capolavoro, sia chiaro, ma una commediola spensierata, di quelle che è sempre piacevole vedere. Un film fatto di tanti coriandoli di storie lievi, ambientato in una delle città più affascinanti al mondo. Perché Roma è indubbiamente uno dei set più importanti della storia del cinema e il vecchio Woody la tratta esaltandone le bellezze come ha già fatto decine di volte con la sua Manhattan (nelle foto il regista sul set con Benigni e la Cruz).
La storia è costruita attorno a quattro episodi: un architetto americano di mezza età molto noto che rivive la sua gioventù; un romano qualunque che all’improvviso si trova ad essere la massima celebrità di Roma; una giovane coppia provinciale divisa dal caso che ha incontri romantici separati e infine un regista americano di opere liriche che tenta di far salire sul palcoscenico il suo futuro consuocero, un impresario di pompe funebri con una voce eccezionale, ma che canta solo sotto la doccia.
Fellini, che il regista ama molto, è l'ispiratore evidente di questa pellicola a cominciare dall'episodio dei due sposini, una citazione da Lo Sceicco Bianco.
Guardando il film ho pensato che non ci sono più registi italiani che amano Roma e la rappresentano come Allen è riuscito a fare nel suo film. Facile, direte, Roma è bellissima, ma allora perché il nostro cinema non la rappresenta con lo stesso amore?

lunedì 16 aprile 2012

The help: quando il razzismo era "democratico"

Nell’ambito di "TUTTI PER UNO!", la rassegna cine-teatrale a cura della Rete Intercultura delle scuole di Paderno Dugnano e realizzata in collaborazione con l’Amministrazione Comunale e Cineteca Italiana, mercoledì 18 aprile alle ore 21, Area Metropolis 2.0 presenta "The Help", di Tate Taylor.
Il film, rievocando un’epoca in cui il razzismo era legalizzato, s’inserisce perfettamente all’interno del progetto "TUTTI PER UNO!" il cui obbiettivo è la prevenzione della discriminazione attraverso lo sviluppo di un dialogo interculturale tra le diverse culture presenti sul nostro territorio.
Scheda del film: Mississipi, anni Sessanta. Una ragazza della buona società di Jackson torna a casa dopo aver finito l’università a New York, dove ha studiato per diventare scrittrice e giornalista. L’incontro con le sue amiche di un tempo la rendono consapevole di quanto forte sia ancora il sentimento di razzismo nei confronti delle donne di colore che da sempre si sono prese cura delle famiglie della zona e, indignata, decide di raccontare le loro storie. Per realizzare il suo progetto la giovane, superata l’iniziale diffidenza, troverà la complicità di due domestiche che insieme a lei metteranno nero su bianco le discriminazioni razziali subite.

domenica 11 marzo 2012

Rete Intercultura porta via Padova al Metropolis

Una volta si chiamava "cinema militante autoprodotto".
"Via Padova - Istruzioni per l'uso", il film girato in un mese da Anna Bernasconi appartiene a pieno titolo a questa tradizione. Dopo averlo girato, Anna, ha portato il film a Giulia Ciniselli che questa strada la conosce da 25 anni perché ci abita, per il montaggio. 
Alle due cienaste si è aggiunto alla fine un produttore, Gianfilippo Pedote della Mir Cinematografica, e "Via Padova – Istruzioni per l'uso" è diventato un film in cui non c'è nessuna invenzione perché la realtà da sola basta per raccontare la bellezza. Un film documentario sul mondo dell’immigrazione in Italia di questi ultimi anni. 
Si parte da una via (e ce ne sono molte altre in Italia) che rappresenta al meglio una buona parte dei nostri immigrati: quella fatta dagli ultimi arrivati. Volti senza nome, che si esprimono con difficoltà, di chi in bocca sente di avere una lingua lenta, perché con difficoltà riesce ad esprimersi in un italiano comprensibile. Ma è l’immagine, che più di altra cosa riesce a farci entrare nella loro vita. Con molta semplicità e discrezione, Anna Bernasconi con una piccola telecamera alla mano, insieme a Giulia Ciniselli, ha osservato, ripreso e testimoniato una realtà difficilmente rappresentata oggi nei media per quello che è, senza pregiudizi, partendo da un luogo emblematico, un luogo dove si manifesta la crisi di convivenza.

Mercoledì  14 Marzo, ore 21 
presso l’Area Metropolis 2.0
via Oslavia 8, Paderno Dugnano (MI)
"VIA PADOVA - ISTRUZIONI PER L’USO"
Dopo la proiezione del film seguirà l'incontro con le registe Anna Bernasconi e Giulia Ciniselli
PS: chi presenta la brochure della rassegna ha diritto a uno sconto.  

sabato 25 febbraio 2012

Murì Patò o s'ammucciò?

All'Uci Cinemas Bicocca di viale Sarca 336 è in programmazione un film di Rocco Mortelliti con Neri Marcorè e Nino Frassica che sono ansioso di andare a vedere. Il titolo è "La scomparsa di Patò", tratto dal romanzo omonimo di Andrea Camilleri che considero un capolavoro della nostra letteratura. Un romanzo che ho scoperto casualmente nella biblioteca della casa di mio fratello a Chiavari nell'estate del 2005.
La biblioteca di mio fratello è un magazzino di libri messi insieme alla rinfusa. Divertente e sorprendente. Leggo da sinistra a destra su uno scaffale basso i nomi di: Saramango, Simenon, Cesare Marchi, Nabokow, Lawrence, Celine, Queneau, Tassinari, Conrad, Eco, James Cook, Leroux, Dickens, Kahil Gibran, Rondolino, Shakespeare, Shopenhauer, Hesse, Palazzeschi, Calvino, mescolati a vecchi Urania, un Dizionario Medico (A-Can), un trattato sui bastimenti e una storia del Santuario delle Grazie di Chiavari.
Leggere in vacanza spigolando tra questi che sembrano resti di altre biblioteche più che una raccolta personale di libri, è per me sempre stimolante. “La scomparsa di Patò” è un piccolo capolavoro costruito su un solo capoverso del famosissimo romanzo di Sciascia “A ciascuno il suo”. Nove righe nelle quali è magistralmente concentrata la “notizia”, cioè la misteriosa scomparsa di un attore, tale Antonio Patò, avvenuta durante una sacra rappresentazione teatrale in piazza, davanti a centinaia di persone.
E’ un giallo, ambientato sempre tra Vigata e Montelusa (ma senza Montalbano) nel 1890, scritto in forma epistolare, cioè basato esclusivamente sullo scambio di lettere, verbali di polizia e rapporti ufficiali tra gli inquirenti che indagano sul mistero, i loro superiori, le autorità a vario titolo coinvolte, i testimoni, gli articoli dei giornali locali, manifesti, volantini e scritte murali. 250 pagine gustosissime perché la babele di linguaggi riprodotti e riportati dall’autore provoca leggendoli, ammirazione e invidia sconfinati in chi come me si guadagna da vivere scrivendo parole e raccontando storie.
Nei documenti attraverso i quali si dipana il racconto si alternano campioni di dialetto, linguaggio burocratico, borghese, popolare, gergo politico, giornalistico ecclesiastico e militare dell’epoca. Grandissimo Camilleri, se ve lo siete perso cercatelo e godetevelo prima di vedere il film, mi raccomando. Così potrete godervelo meglio.
La scomparsa di Patò
Oscar bestsellers Mondadori
di Andrea Camilleri
pag, 256 - euro 9,50

martedì 14 febbraio 2012

A.C.A.B: il cuore di tenebra dell'Italia democratica

"La Cassazione ha confermato la condanna a 9 anni e 4 mesi per l'agente della Polstrada Luigi Spaccarotella, dichiarato colpevole dell'omicidio volontario del tifoso della Lazio Gabriele Sandri, avvenuto l'11 novembre 2007 sull'A1 nei pressi di Arezzo. Spaccarotella potrebbe finire in carcere già nelle prossime ore per scontare la pena".
Questo lancio ANSA di oggi, su un fatto di cronaca del recente passato, unito alla notizia di ieri del vigile urbano milanese che durante un inseguimento ha ucciso a colpi di pistola un pregiudicato cileno disarmato, mi ha fatto pensare a un film "A.C.A.B. - All Cops Are Bastard", uscito in Italia il 27 gennaio e che vi consiglio di andare a vedere. 
In breve la trama del film. Dopo uno scontro con i pescatori sardi che protestavano contro il governo, sul pulmino che li riportava in caserma, il poliziotto anziano chiede alla recluta che ha fatto il suo battesimo del fuoco: "Bella Spina, ar primo giorno de lavoro hai già rotto la capoccia a du' operai, come te senti?" e il giovane risponde "'na favola".
A.C.A.B, film di Stefano Sollima, con Pierfrancesco Favino, Filippo Nigro, Marco Giallini, Andrea Sartoretti, Roberta Spagnuolo, Domenico Diele, sta tutto dentro questo scambio di battute. Se fai per anni un lavoro quotidiano a contatto fisico con la violenza come i tre celerini di mezza età, protagonisti del film, hai voglia ad essere preparato, formato, addestrato. La professionalità non ti salva e la violenza diventa la tua vita, punto e basta.
Cobra, Negro e Mazinga sono diventati "fratelli" sulle piazza e negli stadi dove vanno per lavoro a scontrarsi con ultras, centri sociali, operai in sciopero, e altri proletari "ribelli", senzatetto che occupano le case, immigrati clandestini, delinquenti. Assorbono violenza e degrado e rispondono esprimendo violenza, legalizzata però. I tre anziani agenti sono uomini ormai perduti alla vita normale; le mogli li cacciano di casa, i figli li disprezzano, le donne normali li scansano. E loro per dimenticare questa condizione che li tiene prigionieri come in una galera diffusa, menano duro e si sfogano contro chi minaccia e viola l'ordine costituito, esercitando violenza e sopraffazione.

domenica 12 febbraio 2012

"Tutti per uno", i bambini non si arrendono

Martedì scorso mia figlia è stata portata dalla scuola al cinema Metropolis a vedere il film "Tutti per uno", all'interno della rassegna Cine-Teatrale curata della Rete Intercultura delle scuole padernesi. 
Mi ha detto che le era molto piaciuto e la storia così come me l'ha raccontata è questa: una donna anziana, Milana, in un futuro proiettato nel 2067 ricorda la sua infanzia quando mezzo secolo prima viveva a Parigi dove era arrivata all'età di 3 anni, immigrata clandestinamente dalla Cecenia, senza documenti.
Era un'epoca d'oro per una ragazzina come lei: passava i pomeriggi coi compagni della scuola elementare, bambini di tutti i colori e di origini diverse, a creare un piccolo commercio di dvd pirata e a rubare liquirizie dai negozi. Si divertiva molto. Ma un bel giorno le nuove politiche d'immigrazione francesi contro i"sans papier" causano l'espulsione di molti clandestini e lei rischia di dover abbandonare presto i suoi amichetti e tornare con la famiglia in Cecenia. Quando gli altri bambini si rendono conto della sua situazione, si organizzano per aiutare la loro amica. 

domenica 5 febbraio 2012

The Artist: l'amore che non ha bisogno di parole

Volete andare a vedere un bel film, dove si ride, si piange, dove si partecipa davvero con emozioni e sentimenti, e ci si consola alla fine? Allora dovete vedere "The Artist", un'opera di Michel Hazanavicius che porta sullo schermo, non un film sul cinema muto, ma un film ‘muto' che appare in tutto e per tutto identico nelle forme e anche nei contentuti, musiche, rumori, didascalie, a quelli che si giravano negli anni 20.
La storia in sintesi è la seguente. Hollywood 1927: George Valentin è una stella del cinema muto. I suoi film avventurosi e romantici hanno un enorme successo di pubblico, anche per via del suo partner, un eccezionale cagnolino (un jack russell che nel film non ha un nome, ma nella realtà si chiama Uggie ed è stato premiato meritatamente a Cannes col Palm Dog Award) che in scena recita in modo straordinario.
Un giorno, all'uscita da una prima, incontra casualmente una giovane aspirante attrice che lo avvicina e si fa fotografare sulla prima pagina del settimanale "Variety" abbracciata a lui. Pochi giorni dopo la ritroverà sul set di un suo film come ballerina. Per la starlette, Peppy Miller, simpatica, brava e determinata a sfondare solo con le sue doti, è l'avvio di una carriera tutta in ascesa. Carriera che prenderà il volo con la rivoluzione del sonoro mentre il divo del muto, George Valentin, verrà rapidamente dimenticato. Decade, sconfitto e povero, si ritira in solitudine abbandonato da tutti, dopo aver venduto tutti i suoi beni all'asta. Peppy, però, che lo ha sempre amato, lo segue da lontano e cerca di aiutarlo, ma lui per orgoglio respinge il suo aiuto, fino a quando prima di distruggersi non si arrende finalmente all'amore. E questa resa sarà la sua salvezza che lo riporterà al successo. 
Il film interpretato da Jean Dujardin e Berenice Bejo utilizza tutte le tecniche del cinema di un secolo fa per raccontare la storia vera ed eterna dell'amore che vince, l'unica forza che dà un senso alla nostra vita. Una film che sarebbe certamente piaciuto al grande Charlot (in programma a Milano: Anteo Spaziocinema e Apollo Spaziocinema)

mercoledì 1 febbraio 2012

Una poco romantica donna inglese

Una donna ambiziosa, decisa ad affermare la sua personalità, orgogliosa delle sue origini popolari, dei valori della sua famiglia e soprattutto di essere una donna inglese. Figlia di un droghiere Margaret Tatcher ha imparato a fare le sue scelte fin da giovanissima. Le altre ragazze del quartiere deridevano la sua serietà, il suo mettere il lavoro e lo studio davanti a tutto, ma la giovane Tatcher, figlia di un droghiere di Grantham nel Lincolnshire, incoraggiata da suo padre ha dedicato la giovinezza a formarsi e a prepararsi per migliorare se stessa e l'Inghilterra. Paese che ha amato e ama perché, nonostante molti la credano defunta, "la lady di ferro" che ha piegato i minatori più agguerriti d'Europa e sconfitto i generali fascisti argentini, è ancora tra noi anche se malata di Alzheimer.
Il film che ne celebra la figura ,"Iron Lady", ancora in programma al Metropolis fino al 2 febbraio è un film tutto femminile. Interpretato da una bravissima Meryl Streep, che per questo film è stata premiata con il Golden Globe come miglior attrice ed è neocandidata ai prossimi Oscar 2012, nasce dall’incontro di 3 super donne del cinema contemporaneo: la Streep, Phyllida Lloyd (la regista di Mamma mia!) e la sceneggiatrice Aby Morgan (Shame).
Il risultato è un film malinconico, ma bellissimo che racconta la vita attuale della donna che ha cambiato il volto della politica mondiale. Una vita in cui, a causa della malattia, passato e presente si confondono e si intrecciano in tempo reale rendendo il modo di raccontare straordinario.