Roberto Formigoni è un diffamatore ed
è stato eletto nel 2010 grazie a 926 firme false di cittadini raccolte a sostegno della presentazione della sua lista. Lo ha stabilito il giudice Carmen D’Elia che lo ha condannato a 110 mila euro di risarcimento per aver diffamato i Radicali
della lista Bonino-Pannella, nelle persone del candidato alle
elezioni regionali 2010 Marco Cappato e di Lorenzo Lipparini,
tacciandoli di aver partecipato a una macchinazione finalizzata a
escludere il centrodestra dalla competizione elettorale. Il
risarcimento è così costituito: 50mila euro a Marco Pannella come
rappresentante della lista, 30 mila euro a testa ai due militanti.
La reazione del "celeste"
governatore ciellino alla sentenza è stata degna di un capobanda impunito:
"Quando c'è di mezzo Formigoni si innovano anche le leggi. È
la prima volta - ha dichiarato - che un tribunale mette bocca in una
polemica tra politici. È una sentenza che istituisce un precedente". Insomma per il Presidente della Regione Lombardia i reati di falso e
di diffamazione di cui si è macchiato sarebbero solo "polemiche
politiche" perché questa è la sua visione della "legalità".
E' incredibile che la Lega ieri abbia
deciso di tenere ancora in piedi Formigoni e il suo sistema di potere in
cambio di qualche poltrona e di qualche improbabile riforma...padana.
Evidentemente Maroni, Salvini, Calderoli e company hanno deciso di suicidarsi e sparire per sempre. Detto questo complimenti ai Radicali che con la loro iniziativa a difesa della democrazia e della legalità hanno finalmente inchiodato questo arrogante ras clerico-fascista di una Italia che non ha più niente di normale.