Martedì
25/09 all’8° punto del Consiglio Comunale si è parlato del Piano
per il Diritto allo Studio (PDS) 2012/2013.
Per
il gruppo consigliare del PD hanno preso la parola Pietro Boggia e
Antonella Caniato.
Boggia
così riassume il suo intervento:
“Ho
preso la parola esprimendo il mio forte imbarazzo nel parlare
quest’anno del PDS, nonostante – come apprezzato e condiviso
negli anni precedenti - l’impianto generale ricalchi sulla carta
quello della precedente amministrazione, ritoccato con i naturali e
dovuti aggiustamenti derivanti dal proficuo confronto con le
direzioni delle scuole.
Ma
quest’anno è successa una cosa estremamente spiacevole che ha in
parte annullato i benefici previsti per gli alunni e per le scuole:
sono stati effettuati tagli consistenti sulla parte del fondo
relativa alla realizzazione dei progetti ideati e realizzati dalle
singole istituzioni scolastiche. Tagli per ben 11.000 euro, che hanno
creato e stanno tuttora creando seri problemi alle scuole.
Ho
voluto ribadire in Consiglio quanto avevo già espresso in
Commissione perché ritengo giusto che tutti i consiglieri e tutti i
cittadini sappiano come sono realmente andate le cose e possano
comprendere la portata negativa dei tagli effettuati dalla Giunta e
dal Consiglio.
In
fase di discussione del PDS, lo scorso anno (settembre 2011) noi
avevamo apprezzato il mantenimento di molte delle positività
previste sia in termini di servizi, sia in termini di contributi per
lo sviluppo dell’offerta attraverso i fondi destinati ai progetti.
Avevamo però invitato Sindaco e Giunta a garantire il rispetto di
quegli impegni attraverso l’adeguata copertura finanziaria durante
la stesura del Bilancio di Previsione, previsto entro Dicembre 2011.
Sindaco e Assessori si erano prodigati a dire che il loro impegno
sarebbe andato in quella direzione. Come tutti sanno il Bilancio di
previsione 2012 è poi slittato da dicembre 2011 a marzo 2012. In
sede di discussione del bilancio abbiamo criticato la riduzione dei
fondi per il diritto allo studio, proponendo anche emendamenti che –
ovviamente – la maggioranza si è ben sognata di approvare.