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mercoledì 3 aprile 2013

Caso Salgaro, il PD segnala nuovi sviluppi

Ricevo dal Partito Democratico di Paderno Dugnano questo comunicato stampa sullo "scandalo Salgaro" che segnalo ai lettori. Una Commissione d'Inchiesta che faccia piena luce sulla vicenda è sempre più necessaria.


Aggiornamento sul caso Salgaro
Paderno Dugnano, 3 aprile 2013 - Richiedendo un'integrazione dei documenti agli uffici è saltato fuori un NUOVO debito dell'ex assessore - in parte personale in parte societario - risalente al 2006 (sul quale esiste un parziale rientro) ma che peggiora la situazione di debito nei confronti del nostro comune ad oltre 31mila euro.
Noi ci chiediamo: visto che l'ultima parte del debito di cui siamo venuti a conoscenza risale al 2006 ed è già in recupero coattivo, se non avessimo proceduto con l'accesso agli atti, avremmo saputo tutto questo?
E soprattutto: si è provveduto ad informarne il Sindaco?
E come giudica il Sindaco questo nuovo sviluppo della vicenda? E come giudica l'intervista al suo ex assessore?
A leggere quanto l'ex assessore afferma, infatti, emergerebbe che per lui non c'è stato alcun problema. Per quello che lui ha potuto appurare, non esiste incompatibilità tra la morosità verso l'ente e la carica di assessore, quindi perché rimuoverlo?
Ma può essere questa l'etica che ha guidato un amministratore pubblico, ora tardivamente allontanato, ma che per quattro anni è rimasto imperterrito al suo posto, cumulando debiti con l'ente che avrebbe dovuto rappresentare mentre questa maggioranza, Sindaco in testa, non si accorgeva di nulla?
Per questi motivi noi pensiamo che questa non sia una vicenda privata tra un Sindaco e un suo ex collaboratore, ma un fatto pubblico vergognoso che ha incrinato il rapporto di fiducia tra chi amministra o ha amministrato e i propri cittadini.
Noi le risposte continuiamo a chiederle agli uffici come ci compete, ma restiamo sempre in attesa della commissione consiliare speciale, per ristabilire quel rapporto di fiducia tra amministratori e cittadini che è stato fortemente compromesso e che la doverosa reazione del Sindaco non è sufficiente a ricostruire.

Marco Coloretti e Oscar Figus
Capo Gruppo Consiliare e Coordinatore cittadino
Partito Democratico Paderno Dugnano

martedì 26 marzo 2013

Salgaro: uno scandalo sul quale fare luce è urgente e necessario

Lo scandalo Salgaro e il botta risposta di ieri tra il PD e il Sindaco, appoggiato molto scompostamente dai due segretari del PdL, ha reso visibile a tutti l'enorme distanza che c'è tra una corretta  etica pubblica e questa destra impresentabile. Oltre a ribadire l'inaffidabilità del modello di gestione amministrativa del primo cittadino.
La lunga lista di diffamazioni e calunnie messe in campo dai due segretari del PdL nell'evidente tentativo di spostare l'attenzione dei cittadini dallo scandalo rappresentato dai sei anni di morosità fiscale dell'ex assessore Salgaro, coperti inopinatamente da settembre a oggi dall'amministrazione di Alparone, sono la gigantesca coda di paglia in fiamme che segnala il malgoverno della destra padernese, mentre le reticenze e la non trasparenza dietro le quali tenta di nascondersi il Sindaco dimostrano solo la sua errata concezione del potere.
La destra padernese e il suo Sindaco sono in difficoltà a causa della loro cultura politica non democratica. Basta leggere le cose che dicono nei loro "comunicati" per rendersene conto. Cominciamo dal duo Torraca-Cavalletto. Per questi bei personaggi, il diritto di accesso agli atti che la legge stabilisce per tutti non sarebbe un atto dovuto, ma una loro graziosa concessione di cui vantarsi, e il controllo pubblico dei documenti ufficiali che certificano i fatti viene da loro definito: "rovistare negli uffici". Proprio una bella concezione della democrazia.
Inoltre, al posto di chiedere anche a nome del loro partito di poter conoscere tutti i retroscena di questa storia poco chiara, tentano di chiudere il caso pretendendo che tutti credano sulla parola il Sindaco, il quale nega di essere stato messo al corrente nel settembre scorso della morosità fiscale continuata del suo assessore, ma non spiega la ragione della strana omissione da parte dei suoi collaboratori.
Il tentativo volgare e becero di intimidire l'opposizione che chiede una Commissione di inchiesta su questa storia, portato avanti rovesciando sul PD e sui suoi esponenti una montagna di calunniose diffamazioni, otterrà solo l'effetto di svergognare e squalificare ulteriormente i due "segretari" il partito che rappresentano.

lunedì 25 marzo 2013

Scandalo Salgaro: la "risposta" del Sindaco

Ricevo dall'Ufficio Stampa del Comune questo comunicato del Sindaco sul caso Salgaro che pubblico riservandomi di commentarlo in seguito.

COMUNICATO STAMPA
“Trasparenza, non accettiamo lezioni da Coloretti e il PD”
Paderno Dugnano (25 marzo 2013). “Sul caso dell’ex Assessore Salgaro non ho più niente da aggiungere. Ho spiegato pubblicamente in Consiglio Comunale come e quando sono venuto a sapere della vicenda: ho agito con trasparenza e tempestività.
Il Capogruppo Coloretti e il suo partito, il PD, invece continuano a fare illazioni e ricostruzioni retroscenistiche di basso profilo. Un atteggiamento che sicuramente chiude le strade al dialogo visto che continuano a dubitare delle mie dichiarazioni. Mi risulta che anche gli uffici abbiano spiegato a Coloretti di avermi informato solo qualche giorno prima del mio decreto di revoca. Per quanto attiene le procedure messe in atto dagli uffici comunali, non c’è stato nessun trattamento di favore verso l’ex assessore che ha usufruito dello stesso iter di un qualsiasi cittadino che si trova in difficoltà. C’è bisogno di una commissione d’inchiesta per appurare questo? 
Le carte che il capogruppo Coloretti ha consultato e avuto in copia e le dichiarazioni rese dai funzionari non bastano? In questa città di omertoso negli anni passati abbiamo visto altro e su vicende drammaticamente ben più gravi: il PD non venga a fare lezioni quando avrebbe bisogno di dosi massicce di ripetizioni su etica e trasparenza.
Mentre Coloretti e il suo partito sono impegnati sulle cartelle dell’ex assessore non fidandosi evidentemente nemmeno degli uffici comunali, noi ci occupiamo di lavoro analizzando i dati dello sportello Afol e del supporto psicologico alle famiglie senza lavoro, facciamo i tavoli con la Caritas e stiamo programmando la seconda edizione di incontri nei quartieri con le Forze dell’Ordine sulla criminalità. Basta lo dico io adesso: basta con le menzogne, basta con le manie investigative quando tutto è alla luce del sole, basta con gli atteggiamenti da professori dell’etica da parte di chi ha responsabilità politiche su fatti per i quali non ha mai nemmeno chiesto scusa o fatto autocritica. Basta”.
Il Sindaco
Marco Alparone

Scandalo Salgaro: la "risposta" del PdL

Ricevo da Elia Torraca, coordinatore del PdL questo comunicato che intende rispondere alla richiesta del PD di fare luce sullo scandalo rappresentato dalla gestione non trasparente della cosa pubblica, emerso con "l'affare Salgaro". Lascio ai lettori il giudizio sui contenuti di questo documento che non voglio commentare (per ora), ma mi limito a riportare.
Comunicato Stampa

A PROPOSITO DI ETICA E TRASPARENZA
Cosa pensa di dover ancora scoprire il Partito Democratico sulla revoca della nomina dell’ex assessore Salgaro? Hanno appurato a quanto ammontano le spettanze del Comune nei sui confronti, ora il capogruppo Coloretti e il segretario Figus richiedono congiuntamente che si faccia una commissione di inchiesta. Perché? Perché vogliono scoprire da quando il Sindaco e la Giunta sapevano delle bollette non pagate da un assessore! Il Sindaco ha già spiegato i tempi della vicenda: appena ne è stato informato ha fatto fare le opportune verifiche, ha dato 48 ore di tempo all’interessato e poi lo ha sbattuto fuori dalla Giunta senza pensarci, con il plauso di tutta la maggioranza. 
Ma il PD non ci crede vuole andare a fondo e allora ci chiediamo: visto che il capogruppo Coloretti è andato a rovistare negli uffici comunali per leggere le carte di Salgaro perché non ha chiesto direttamente agli stessi funzionari e dirigente che glieli hanno mostrati, quando e in che tempi hanno informato il Sindaco su questa vicenda?
C’è bisogno di una commissione di inchiesta per scoprirlo e fare definitivamente luce? Noi non abbiamo problemi e agiamo in modo trasparente tanto da mandare l'opposizione direttamente negli uffici e siamo orgogliosi di un Sindaco che caccia via un assessore che non paga le bollette.

domenica 24 marzo 2013

Salgaro: troppe domande senza risposta

Sulla  vicenda del "licenziamento" dell'assessore Salgaro il Partito Democratico di Paderno Dugnano ha diffuso questo comunicato stampa che segnalo ai lettori.

TRASPARENZA
Paderno Dugnano, 24 marzo 2013 - Come “consigliatoci” dal Presidente Papaleo abbiamo effettuato l’accesso agli atti e, come previsto, troviamo qualche conferma, ma anche troppe domande che rimangono senza risposta.
Trova conferma che l’importo totale del debito è di diverse decine di migliaia di euro (29.729,19€ per l’esattezza) e fa riferimento al periodo 2007-2012.
Si scopre inoltre che il debito riguarda solo in parte l’attività imprenditoriale di Salgaro mentre in parte sono tributi personali non versati e che gli uffici sono a conoscenza del fatto almeno dall’estate scorsa, periodo in cui, presa in mano la pratica, hanno convocato l’ex Assessore Salgaro per discutere della situazione debitoria.
Risulta anche che sia stato stabilito un piano di rientro, mai onorato.
Ora però le domande.
E’ possibile che gli uffici abbiano convocato un assessore in carica senza informare il Sindaco o almeno l’Assessore al bilancio e ai tributi ?
Può essere che i tecnici operino senza informare la parte politica ?
Può essere che, oltre al Sindaco, né l’ex assessore al Bilancio Ruzzon, ancora in carica quando viene concessa la dilazione al pagamento dei debiti emersi, né l’attuale Assessore al Bilancio e Tributi Torraca, non ne sapessero niente ?
Le dimissioni dell’ex Assessore Ruzzon hanno a che vedere con questa faccenda ?
Quanto ha guadagnato nel frattempo l’ex Assessore Salgaro per lo svolgimento del suo ruolo in Giunta ?
Lordo e netto, perché il lordo è la parte pagata da tutta la collettività, mentre il netto è ciò che l’ex Assessore Salgaro ha percepito, peraltro senza fare alcuno sforzo per rientrare dal proprio debito verso il comune.
Visto il perdurare e il protrarsi della situazione che porta all’avviso di ingiunzione di pagamento nel novembre del 2012, perché non gli è stato trattenuta almeno una parte dell’indennità ?
Perché dal novembre del 2012 si arriva al 14 marzo 2013 per rimuoverlo dall’incarico?
E in questo intervallo di tempo perché sembra non sia successo niente?

giovedì 21 marzo 2013

Scandalo Salgaro: il Pd chiede la Commissione

Se il Sindaco e il Presidente del Consiglio Comunale pensavano di essersela cavata lunedì scorso tentando di mettere malamente il coperchio allo scandalo Salgaro (il primo non rispondendo, il secondo  negando una Commissione dedicata a fare luce), hanno fatto male i loro conti.  
Il comunicato diffuso oggi alla stampa dal vertice del Partito Democratico parla chiaro: il problema è politico. Si tratta di accertare chi, tra l'ex assessore e il Sindaco, dice la verità: il primo cittadino era al corrente oppure no? La mancanza di trasparenza su questo punto lede la dignità del Consiglio Comunale.


IL SINDACO E L'ASSESSORE
Paderno Dugnano, 21 marzo 2013 - La risposta alla nostra richiesta urgente di chiarimenti sui motivi del licenziamento dell’Assessore Salgaro da parte del Sindaco Alparone è stata assolutamente insufficiente.
L’Assessore, improvvisamente rimosso dal proprio ruolo con un comunicato stampa del Sindaco la scorsa settimana, ha - a sua volta - rilasciato delle dichiarazioni ai giornali in cui ha affermato che sia il Sindaco che altri erano a conoscenza da tempo della sua situazione debitoria.
Ma il Sindaco, in Consiglio Comunale, lo ha smentito, dichiarando di esserne venuto a conoscenza solo la scorsa settimana, di aver chiesto all’Assessore una scelta di responsabilità e – dopo 48 ore – non avendone ricevuta risposta lo ha rimosso.
Questo senza chiarire null’altro (in nome della riservatezza) ad esempio se e chi - in Giunta o in Consiglio – sapeva della situazione, mentre il Presidente Papaleo (apparso questa volta figura di parte più che di garanzia) contestava la legittima richiesta delle opposizioni di una Commissione Consiliare o dei Capigruppo.
Non si capisce, quindi, come sia possibile che un assessore comunale per anni non paghi le tasse al Comune, accumulando decine di migliaia di euro di debiti, e negli stessi anni incassi l’indennità per una funzione pubblica, oltretutto mal svolta, senza che il Sindaco se ne accorga.
Solo che a questo punto la questione non è più solo il problema finanziario, né da quanto dura, né come il Sig. Salgaro ha svolto il proprio ruolo di Assessore.
Il fatto stesso che l'ex Assessore Salgaro e il Sindaco Alparone affermino pubblicamente cose in palese contrasto fra loro lede la dignità del Consiglio Comunale.
Qualcuno ha mentito, e i Cittadini hanno diritto di sapere la verità, vogliamo delle risposte chiare e maggiore trasparenza e per questo chiediamo una Commissione Consiliare Speciale.
Non è una questione personale, è una questione politica.

Oscar Figus
Coordinatore cittadino
Partito Democratico
Paderno Dugnano

martedì 19 marzo 2013

Alparone reticente sullo scandalo Salgaro

Molta curiosità ieri sera in Consiglio comunale per l'atteso chiarimento sullo scandalo Salgaro. Scandalo, sì, perché così in qualsiasi altra città verrebbe definita la vicenda poco trasparente di un assessore in carica che come imprenditore accumula nel tempo un debito fiscale non pagato nei confronti dell'amministrazione di cui fa parte e dalla quale riceve uno stipendio.
Attesa delusa. Chi sperava che il Sindaco avrebbe fatto doverosa chiarezza si è dovuto scontrare contro la sua pervicace reticenza e il solito muro di gomma, tipico comportamento di chi ha una concezione privatistica della politica e della gestione della cosa pubblica.
Nelle sue comunicazioni in apertura di seduta, Alparone, non ha risposto per niente alle domande sulla brutta e ancora limacciosa faccenda. Si è limitato a ripetere le poche cose che tutti hanno letto sulla stampa e cioè che lui non ne sapeva niente, che quando l'ha saputo pochi giorni fa ha chiesto a Salgaro di dimettersi perché non poteva restare al suo posto nelle condizioni di morosità fiscale in cui versava, che non avendo l'assessore colto il suo invito ha proceduto a ritirargli le deleghe. Il tutto condito con grandi espressioni di comprensione umana e solidarietà per "l'amico Angelo" che come molti altri imprenditori combatte contro la crisi, ecc. 
Naturalmente sulla realtà del fantomatico debito tributario, cosa, quanto, da quanto tempo, come mai lui ne è stato informato solo ieri, e altre domande interessanti del genere, ha invocato il rispetto della riservatezza dovuta a Salgaro come se questi non fosse un amministratore in carica, titolare dei lavori pubblici e altre deleghe importanti, sfiduciato per comportamenti non corretti, ma un comune cittadino in difficoltà. Un capolavoro di reticenza e ipocrisia travestite da "sensibilità".

lunedì 18 marzo 2013

L'affare Salgaro in Consiglio comunale

Questa sera l'affare Salgaro sbarca in Consiglio comunale e il Sindaco, sollecitato anche da una interrogazione urgente protocollata nei giorni scorsi dal Capogruppo del PD, Marco Coloretti, dovrà offrire all'assemblea cittadina spiegazioni e chiarimenti su un caso molto delicato che riguarda il suo assessore e i debiti tributari da questi accumulati nei confronti dell'amministrazione comunale.
La storia che, stando a fonti vicine al Palazzo, era nota agli uffici (e dunque alla giunta), già dall'anno scorso, è esplosa fragorosamente il 14 marzo, con il comunicato di Alparone che annunciava il ritiro delle deleghe a Salgaro. Ma c'erano già state delle avvisaglie che qualcosa tra l'assessore ai Lavori Pubblici, la giunta di destra e la maggioranza che la sostiene, non andava per il verso giusto.
E' da metà gennaio infatti che il PdL e Alparone avevano chiesto più o meno ufficialmente a Salgaro di dimettersi lasciando intendere che alla base della richiesta c'erano non ben precisati "motivi politici" legati alla presentazione dell'assessore (già esponente della destra ex missina locale che non era stato eletto, ma nominato dal sindaco per accordi politici) alle elezioni del 24-25 febbraio. 
Stasera, si spera, ne sapremo qualcosa di più e ci auguriamo venga fatta un po' di chiarezza (si parla di un debito di alcune decine di migliaia di euro) anche alla luce delle ultime dichiarazioni rilasciate  alla stampa dall'assessore che ha affermato in merito alla sua situazione: "Il Sindaco era al corrente della cosa e non ha mai avuto nulla da obiettare". Affermazione che contrasta con quanto va dicendo in questi giorni il primo cittadino che al contrario sostiene di essere sempre stato all'oscuro di questa faccenda. Chi dice la verità?

venerdì 15 marzo 2013

Salgaro-Alparone: basta giochetti, fuori la verità

Adesso basta con i giochetti di parole, col dire e non dire, la cittadinanza ha diritto di sapere come stanno le cose tra l'assessore Salgaro e il sindaco Alparone che per motivi non dichiarati ufficialmente gli ha improvvisamente  tolto la fiducia e le deleghe.
Oggi sulle pagine de il Giorno l’ex Assessore Salgaro, fornisce la sua versione dei fatti dalla quale emerge un quadro che di politico non ha niente e che getta un'ombra limacciosa sulla correttezza dei rapporti tra amministratori e cosa pubblica, cioè tra signori del Palazzo e cittadini.
“Ero stato chiamato dal Comune per sistemare la situazione tributaria della mia società, che aveva dei debiti con le casse municipali - dichiara Salgaro a Il Giorno –. Il Sindaco era al corrente della cosa e non ha mai avuto nulla da obiettare. Comunque ero riuscito a fare un normale piano di rientro come qualunque altro semplice cittadino. Poi il primo cittadino ha cambiato idea e mi ha proposto le dimissioni. Oggi mi è arrivata la revoca in cui si parla di fiducia. I problemi tributari legati alla mia società non erano motivo di incompatibilità, anche secondo gli uffici. Sto rientrando, e in un momento simile non credo di essere l’unico. Il mio operato all’interno dell’Amministrazione è stato irreprensibile, ho sempre lavorato per il bene della città“.
Insomma, veniamo a sapere che l'assessore Salgaro ha accumulato nel tempo dei debiti (quanti?) tributari, cioè tasse o concessioni (quali?) non pagate, nei confronti del Comune, cioè nei confronti nostri, che gli versiamo tutti i mesi uno stipendio. Veniamo a sapere che il sindaco Alparone, stando alle dichiarazioni del suo ex assessore, "era al corrente e non ha mai avuto nulla da obiettare". Veniamo a sapere, sempre da Salgaro, che dopo aver tollerato questa situazione di oggettiva incompatibilità (un assessore debitore moroso della sua stessa amministrazione), il sindaco avrebbe "cambiato idea" e chiesto prima le sue dimissioni e poi (non avendole ottenute) rimosso l'assessore.
La cosa appare gravissima e inaccettabile. Alparone non si fida più di Salgaro e lo rimuove, ma noi possiamo fidarci di lui che fa questo con grave e colpevole ritardo? Perché non vorrà venirci a dire che lui si è improvvisamente svegliato ieri mattina? La vicenda va avanti da tempo, mesi come minimo. Perché?
Il sindaco deve dare molte spiegazioni a noi cittadini che abbiamo il diritto di conoscere tutti gli aspetti di questa vicenda dai contorni poco chiari. Lunedì farà bene a non raccontare storie in Consiglio comunale. Qui a rischio non è più solo la poltrona di Salgaro.

Coloretti: fanno pagare a Salgaro il loro fallimento

La defenestrazione brutale dell'assessore Salgaro da parte del Sindaco, ha una qualche motivazione politica e gestionale, come vorrebbe far credere il comunicato ufficiale, o è solo il furbesco tentativo di scaricare su un personaggio incolore la perdita di consenso che invece è da attribuire ad Alparone e alla sua coalizione? Lo abbiamo chiesto al capogruppo del PD in consiglio comunale, Marco Coloretti.
La faccenda è tutta da chiarire e per capire cosa c'è sotto questa mossa ho appena inoltrato un'interrogazione urgente al Sindaco perché mi risponda lunedì sera in consiglio comunale - premette il Capogruppo PD.
Quali sarebbero le "colpe" dell'assessore che non è stato eletto dai cittadini, ma nominato direttamente da Alparone?
Il giudizio su Salgaro è inutile che lo ripeta: non è stato capace di "difendere" le proprie deleghe, a partire da quella dei Lavori Pubblici dove c'è stato l'accanimento finanziario di Ruzzon (tutte le risorse usate per asfaltare i mutui, penalizzando gli investimenti - leggasi strade, ma anche scuole, patrimonio dell'ente e verde pubblico). In tutto questo è apparso un assessore amorfo, più preoccupato di tenere una posizione piuttosto che svolgere un compito. Epperò, se Salgaro ha le sue colpe, non è scaricandolo che si risolve il problema. Come si intende procedere? C'è un cambio di indirizzo alla base? Sono curioso di sapere cosa dirà il Sindaco in merito.
La cacciata dell'assessore avviene dopo l'uscita di scena in autunno della signora Ruzzon. La giunta Alparone sta andando a pezzi?
Con Salgaro fan due, ed entrambi gli assessorati coinvolti (Bilancio e Lavori Pubblici) sono di peso e strategici per la programmazione di una città. Casuale? Segno di forza o di debolezza di questa giunta? Secondo me, segno di annebbiamento collettivo: prima Ruzzon se ne va "sbattendo la porta" e il Sindaco fa finta che sia tutto normale, ora solleva dall'incarico Salgaro come se fosse un atto dovuto, ma dovuto da cosa? Nel leggere il comunicato mi colpisce il linguaggio "è venuto meno il rapporto di fiducia alla base della nomina" - raccontarla come un accadimento politico (la scelta di Salgaro di presentarsi con Fratelli d'Italia) fa veramente ridere: nel 2009 è diventato assessore senza neanche presentarsi alle elezioni e scopriamo adesso che Salgaro ha posizioni politiche non in sintonia con il PdL? Questa è una foglia di fico, qual è la vera ragione che spinge a scrivere "venuto meno il rapporto di fiducia"? A me sembra grave, le parole non si possono usare avventatamente.
Allora quale potrebbe essere la vera ragione di questa mossa?
Sentiremo il Sindaco in consiglio, ma far pagare a Salgaro che non ha preso voti la popolarità in picchiata di questa giunta rasenta l'infantilismo; alla stessa stregua allora PdL e Lega hanno meno voti del PD alla Camera: allora si dimettano tutti.  

giovedì 14 marzo 2013

Alparone liquida Salgaro

L'ufficio Stampa del Comune di Paderno Dugnano ha appena emesso questo scarno comunicato per informare ufficialmente i cittadini che il sindaco ha deciso di mettere fuori dalla sua giunta l'assessore ai Lavori Pubblici, Angelo Salgaro. La decisione di Alparone arriva a due settimane dalle elezioni politiche e regionali del 24-25 febbraio alle quali Salgaro si era presentato candidato nella lista Fratelli d'Italia. Salgaro è il secondo assessore che Alparone perde per strada. Ecco il testo del comunicato stampa.

Revocato dall’incarico l’Assessore Salgaro
Paderno Dugnano (14 marzo 2013). Oggi, il Sindaco Marco Alparone ha revocato la nomina di Assessore di Angelo Salgaro in quanto è venuto meno il rapporto di fiducia alla base della nomina stessa.
Le deleghe ai Lavori Pubblici, Edilizia Residenziale Pubblica e Patrimonio Pubblico saranno mantenute dal Sindaco.
Il Sindaco
Marco Alparone

mercoledì 23 gennaio 2013

Elezioni: Alparone chiede a Salgaro di dimettersi


Le elezioni si avvicinano e il momento della verità incombe. La destra cittadina è in fibrillazione e i boss locali del PdL hanno messo alla frusta i ragazzi del risorto megafonino comunale che, nelle ultime settimane, aveva pigolato sempre più piano. 
Da Natale alla metà di gennaio, infatti, avevano pubblicato quasi soltanto dei riempitivi: cartoline, ricette, comunicati sui servizi comunali, robetta. Poi, dopo la sortita del loro cavaliere nero in TV, si sono improvvisamente ringalluzziti: forse non tutto era perduto. 
Hanno cominciato a dare segni di vitalità pubblicando un sondaggio che mostrava Berlusconi in forte ripresa, naturalmente quello più spudoratamente ottimista tra i tanti disponili, poi hanno proseguito mettendo in scena la pantomima del "gran rifiuto" per amore della città del loro sindaco a una fantomatica candidatura "sicura" al Senato. Oggi confermano la ritrovata militanza pubblicando con grande evidenza la richiesta di dimissioni dell'assessore Salgaro da parte del segretario PdL, Elia Torraca.
La notizia dunque è la seguente: Alparone fa fuori Salgaro. Per quale motivo? Perché è assente, deludente, poco incisivo e privo di idee, inadeguato al compito, inaffidabile come amministratore, poco collaborativo ed estraneo? No, affatto, Salgaro deve dimettersi perché si è presentato alle elezioni regionali e politiche come candidato di un altro partito, la lista Fratelli d'Italia, messa in piedi a Roma da Crosetto-Meloni e a Milano dai fratelli Larussa. Una lista quasi civetta, di ex ministri ed esponenti fidati di Berlusconi, incaricati dal Cav di rastrellare qualche voto dell'elettorato di destra stanco del PdL. Come si vede la motivazione di questa richiesta di dimissioni non sembra proprio rispondere ad alte ragioni politiche. Tanto più che Salgaro non è un eletto dal popolo (nel 2009 non si era candidato), ma un assessore nominato direttamente dal sindaco.
La motivazione più probabile è forse un altra: Alparone vuole liberare in giunta una poltrona occupata da un personaggio incolore e inutile per assegnarla, in vista dei delicati passaggi elettorali che lo aspettano da qui all'anno prossimo, a qualche portatore di voti più interessante. E lo comunica alla città nel suo solito modo trasversale e ambiguo.
Quello che va sottolineato è che i boys di Paderno7, fino a ieri lamentosi e critici di fronte al degrado e allo sfacelo del loro ex partito, quelli che avevano inviato il 5 gennaio, via Twitter, a Mario Monti, una proposta di collaborazione, anzi una precisa richiesta di "venire coinvolti nel progetto", hanno risposto prontamente all'appello di Torraca, prestandosi alla bisogna quasi avessero ritrovato di colpo ruolo e identità perduti . In cambio di quali promesse non si sa, magari di nessuna. I giovani sono così generosi.

mercoledì 9 gennaio 2013

Elezioni regionali: scende Alparone, sale Salgaro

La febbre delle candidature alle elezioni regionali lombarde sale sempre di più anche a Paderno Dugnano in vista della imminente presentazione delle liste. 
Le ultime voci provenienti dal Pirellone sulle liste della destra ex berlusconiana dicono che probabilmente il sindaco Marco Alparone non si candiderà più. Ha cambiato idea o qualcuno dei suoi capicordata ha deciso per lui? Non si sa, ma l'ipotesi di candidatura al posto di Sante Zuffada rimane sospesa anche perché non è stata finora smentita. 
In compenso si fanno con insistenza i nomi di altri papabili in uscita dall'attuale giunta padernese. Quello dato per sicuro è il nome di Angelo Salgaro che da tempo svolazza nell'aria e oggi viene confermato anche dal sito Libero.it
Nell'articolo del quotidiano on line il suo nome, come quello di altri amministratori locali del milanese, risulterebbe uscito dalle "primarie" di Fratelli d'Italia, la lista civetta della destra messa in piedi, con il viatico di Berlusconi, dagli inevitabili fratelli Larussa ex sanbabibili e capimanipolo dei mai morti neofascisti milanesi.
L'ultimo nome che circola a Paderno è quello della leghista Laura Caldan, ex segretaria dei lumbard locali e improbabile assessore alle Politiche Giovanili della giunta Alparone. Ma la probabilità che si trasformi in una candidatura vera e propria sono basse e gli allibratori la danno in pista al 40%.

domenica 15 luglio 2012

Biblioteca Tilane: un parcheggio pubblico finito e mai aperto

All'ultima seduta del Consiglio comunale, una delle interrogazioni presentate dal consigliere Massetti del Partito Democratico chiedeva conto della mancata conclusione dei lavori delle opere previste dalla convenzione tra privato e Comune relative alla Biblioteca Tilane.
La biblioteca è ormai considerata da tutti il cuore culturale pulsante della città, e non solo dal momento che il suo bacino di utenza, costituito soprattutto da giovani studenti, riguarda anche i cittadini provenienti dai comuni limitrofi. L'importanza della struttura è dimostrata dalle numerosissime iniziative culturali che quasi ogni giorno essa offre e ospita, e dai servizi di formazione rivolti al pubblico.
Per questo non è accettabile vederla ancora, a tre anni dalla sua inaugurazione, versare in uno stato precario, con cantieri aperti e mai finiti che la rendono in parte inagibile.
L'interrogazione di Massetti poneva all'assessore Salgaro, titolare dei lavori pubblici, ed alla giunta, le seguenti domande:
Tutte le opere previste dalla Convenzione a carico dell’operatore privato sono state eseguite e consegnate alla Pubblica Amministrazione? Quali opere non sono state ultimate e perché? A che punto sono i lavori e quando è prevista la consegna del parcheggio pubblico interrato a servizio della Biblioteca stimato in €.552.869,27 e del parcheggio pubblico interrato dedicato al commerciale stimato in €.563.300,70?