I padernesi, con il ballottaggio di
domenica 8 giugno, hanno affidato per altri 5 anni la guida del
Comune a una coalizione di centro destra.
Una coalizione politicamente aliena
rispetto a quella che ha governato la città dal 2009 a oggi. Il
sindaco è il medesimo, Marco Alparone, ma le forze politiche che
compongono la sua nuova maggioranza sono molto diverse
qualitativamente e quantitativamente.
A seguito della scissione del PdL, sul
campo è rimasta infatti solo una parte dell'ex partito di
Berlusconi, Forza Italia (di cui non si capisce se Alparone ancora fa parte), mentre la componente ex missina, Fratelli d'Italia, e la
componente che fa capo ad Alfano non sono entrate in Consiglio
Comunale. La Lega, molto ridimensionata rispetto al 2009, ha eletto
solo 2 esponenti contro i 5 del 2009, mentre la lista Di Maio ha
ottenuto 1 solo consigliere.
In pratica la coalizione di Alparone si
configura come un'alleanza molto più centrista (socialmente non
politicamente) di quella precedente e il neo sindaco sembra
poterla dominare molto più strettamente di prima essendosi liberato
dei partiti ai quali oggi è lui a porre le condizioni.
L'aspetto interessante del
risultato delle urne è però anche un altro: l'assemblea cittadina
uscita dalle urne si presenta di fatto come una grande convergenza al centro.
Se da un lato la destra non c'è più, dall'altro è scomparsa la
sinistra perché la lista civica Sinistra per Paderno Dugnano non ha
ottenuto l'atteso consigliere. Il Partito Democratico padernese, dopo
la svolta di Renzi, ha marginalizzato la vecchia sinistra interna e
il suo unico alleato all'opposizione è la lista delle Coccinelle che con la sinistra ha poco o niente da spartire.
Se questo è lo scenario sarà
interessante capire come le due squadre interpreteranno i rispettivi
ruoli. Che tipo di dinamica maggioranza-opposizione ci dovremo
aspettare dal momento che gli unici non centristi (mi verrebbe da
dire non renziani) della nuova assemblea cittadina sono i due
grillini e i due leghisti? In realtà un po' della vecchia sinistra
PD è rimasto in Consiglio comunale,
ma da solo Coloretti non potrà pesare molto sulle scelte del partito e del
gruppo consiliare.
Il silenzio che avvolge in questi
giorni il Palazzo comunale nasconde dunque molte tensioni che
emergeranno quando si riunirà la nuova assemblea cittadina e si
vedrà come i partiti e le coalizioni si presenteranno ai padernesi.
Chi farà il Presidente del Consiglio Comunale? Chi sarà il
Vicesindaco? Chi saranno gli assessori chiave (bilancio, territorio,
ecc)? Forza Italia accetterà di subire la supremazia della lista del
sindaco? La Lega si accontenterà della poltrona di Bogani?
Anche sul fronte opposto, quello della
minoranza, gli interrogativi sono molti. L'opposizione deciderà di
stare in campo unita oppure ognuno andrà per conto suo? Il M5S a chi
farà più opposizione: ad Alparone e al PD? Chi sarà infine il
capogruppo del PD, il giovane Efrem Maestri o l'ex candidata
Antonella Caniato?

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