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mercoledì 18 giugno 2014

Alparone: la sua maggioranza già scoppia e l'opposizione affila le armi

Avevo parlato nei giorni scorsi di forti tensioni che stavano  esplodendo nel campo  della destra provocate dal vero e proprio  golpe politico attuato da Alparone ai danni della sue ex coalizione e oggi è deflagrato con fragore il dissenso della  Lega, il partito che più ha perduto dalle manovre del primo cittadino e dal modo brutale e arrogante con il quale egli ha comunicato i nomi della sua squadra. 
La Lega ne esce a pezzi  sia in termini di assessori che di presenza in Consiglio Comunale e non ci sta a vedersi trattata così. Anche Forza Italia pare non abbia affatto gradito le scelte del  sindaco e probabilmente nelle prime sedute dell'assemblea cittadina si assisterà a qualche violenta resa dei conti.
Sul  fronte opposto il centro sinistra sta decidendo  in questa settimana ruoli e incarichi e soprattutto come impostare l'attività di opposizione nel Palazzo e sul  territorio. 
"Decideremo venerdì sera - dice Antonella Caniato - Sceglieremo il nome del Capogruppo del  PD mentre probabilmente Giuranna costituirà il suo  gruppo". L'alternativa per il  PD è tra una figura giovane come Efrem Maestri che come consigliere anziano (è stato il più votato) presiederà probabilmente le prime sedute dell'assemblea o una  persona già sperimentata.
L'elezione del Presidente del Consiglio Comunale offre all'opposizione l'occasione di allargare le crepe che già si sono aperte nella maggioranza, proponendo ad esempio la candidatura di una figura affidabile e stimata quale l'ex assessore Tagliabue della Lega.
"Per quanto riguarda la coalizione dovremo trovare una forma per far continuare i  partiti del centro sinistra  a lavorare  insieme -  osserva Caniato -. Una soluzione potrebbe essere quella di tenere gruppi consiliari  aperti oltre a organizzare insieme eventi politici su temi importanti".

Ps. è giunta oggi la notizia che il neo eletto Consigliere della Lega, Rodolfo Tagliabue, ha dato le dimissioni dalla carica di consigliere. Evidentemente le  fibrillazioni dentro la Lega e la maggioranza uscita dalle  urne continuano e non accennano a placarsi.

lunedì 16 giugno 2014

Tutti al centro appassionatamente

I padernesi, con il ballottaggio di domenica 8 giugno, hanno affidato per altri 5 anni la guida del Comune a una coalizione di centro destra.
Una coalizione politicamente aliena rispetto a quella che ha governato la città dal 2009 a oggi. Il sindaco è il medesimo, Marco Alparone, ma le forze politiche che compongono la sua nuova maggioranza sono molto diverse qualitativamente e quantitativamente.
A seguito della scissione del PdL, sul campo è rimasta infatti solo una parte dell'ex partito di Berlusconi, Forza Italia (di cui non si capisce se Alparone ancora fa parte), mentre la componente ex missina, Fratelli d'Italia, e la componente che fa capo ad Alfano non sono entrate in Consiglio Comunale. La Lega, molto ridimensionata rispetto al 2009, ha eletto solo 2 esponenti contro i 5 del 2009, mentre la lista Di Maio ha ottenuto 1 solo consigliere.
In pratica la coalizione di Alparone si configura come un'alleanza molto più centrista (socialmente non politicamente) di quella precedente e il neo sindaco sembra poterla dominare molto più strettamente di prima essendosi liberato dei partiti ai quali oggi è lui a porre le condizioni.
L'aspetto interessante del risultato delle urne è però anche un altro: l'assemblea cittadina uscita dalle urne si presenta di fatto come una grande convergenza al centro. Se da un lato la destra non c'è più, dall'altro è scomparsa la sinistra perché la lista civica Sinistra per Paderno Dugnano non ha ottenuto l'atteso consigliere. Il Partito Democratico padernese, dopo la svolta di Renzi, ha marginalizzato la vecchia sinistra interna e il suo unico alleato all'opposizione è la lista delle Coccinelle che con la sinistra ha poco o niente da spartire.
Se questo è lo scenario sarà interessante capire come le due squadre interpreteranno i rispettivi ruoli. Che tipo di dinamica maggioranza-opposizione ci dovremo aspettare dal momento che gli unici non centristi (mi verrebbe da dire non renziani) della nuova assemblea cittadina sono i due grillini e i due leghisti? In realtà un po' della vecchia sinistra PD è rimasto in Consiglio comunale, ma da solo Coloretti non potrà pesare molto sulle scelte del partito e del gruppo consiliare.
Il silenzio che avvolge in questi giorni il Palazzo comunale nasconde dunque molte tensioni che emergeranno quando si riunirà la nuova assemblea cittadina e si vedrà come i partiti e le coalizioni si presenteranno ai padernesi. Chi farà il Presidente del Consiglio Comunale? Chi sarà il Vicesindaco? Chi saranno gli assessori chiave (bilancio, territorio, ecc)? Forza Italia accetterà di subire la supremazia della lista del sindaco? La Lega si accontenterà della poltrona di Bogani?
Anche sul fronte opposto, quello della minoranza, gli interrogativi sono molti. L'opposizione deciderà di stare in campo unita oppure ognuno andrà per conto suo? Il M5S a chi farà più opposizione: ad Alparone e al PD? Chi sarà infine il capogruppo del PD, il giovane Efrem Maestri o l'ex candidata Antonella Caniato?

giovedì 16 gennaio 2014

Consiglio Comunale: un OdG congiunto per gestire l'emergenza

Lunedì 20 gennaio si terrà il primo Consiglio Comunale dell'anno. Al centro dei lavori dell'assemblea cittadina il "caso" dell'inquinamento provocato dalla Leganti Naturali al Villaggio Ambrosiano e le scelte che l'amministrazione ha preso dal 12 dicembre 2013 a oggi per fronteggiare l'emergenza. 
Scelte che sono apparse molto discutibili e poco trasparenti fino a due giorni fa quando una volta emerse le prove che le scorie stoccate nell'impianto realizzato dall'azienda non avevano le caratteristiche previste dall'autorizzazione integrata ambientale rilasciata a suo tempo dalla Regione Lombardia, il Sindaco ha deciso di mettere online tutta la documentazione relativa alla vicenda, analisi delle scorie comprese, e di mettere la Regione di fronte alle sue responsabilità.  Non si trattava infatti di ceneri inerti post combustione non suscettibili di rilasciare emissioni gassose, ma di scorie inquinate all'origine da ammoniaca ed altre sostanze che hanno provocato l'inquinamento dell'aria mettendo in allarme i padernesi e provocando disagi alla popolazione di due quartieri.
L' assemblea discuterà e approverà quasi sicuramente all'unanimità un Ordine del Giorno congiunto presentato dal Sindaco, emendato ed integrato dalla Commissione Capigruppo i cui punti principali sono il mandato al Sindaco:
1) Di proseguire nell’attività di costante interlocuzione con gli enti preposti; 2) Di intensificare ogni forma di monitoraggio circa l’effettiva attività dichiarata e posta in essere dall’azienda per abbattere le emissioni fino al posizionamento dei necessari dispositivi per la definitiva risoluzione del disagio; 3) Di richiedere agli organi tecnici regionali l’ampliamento del monitoraggio delle scorie, oltre che dal punto di vista delle emissioni, anche da quello della composizione chimica e granulometrica della quantità stoccata in sito; 4) Di chiedere agli organi competenti della regione la revisione integrale dell’AIA anche in  funzione dei quantitativi relativi allo stoccaggio delle scorie; 5) Di riservarsi la facoltà, in quanto autorità sanitaria locale, di promuovere e adottare ogni iniziativa necessaria per l’eliminazione di ogni inconveniente connesso all’attività dell’azienda, ivi compresa l’eventuale assunzione di un’ordinanza di rimozione delle scorie.

venerdì 14 giugno 2013

PGT, la destra lo approva, PD contrario, Rimoldi vota con l'opposizione

Una "maggioranza" di 15 consiglieri su 30, resa legale nei numeri da un espediente regolamentare (vedi il mio post di ieri), ha approvato ieri sera il Piano di Governo del Territorio berlusco-leghista. Un piano che risponde ai soliti interessi forti e che non piace nemmeno a una parte consistente del centro destra.
Voti contrari quelli dei consiglieri della minoranza PD, PRC-PdCI, IdV, ai quali si è aggiunto quello dell'ex capogruppo Maurizio Rimoldi che a fine seduta, dopo aver sottolineato, motivato e confermato la sua decisa contrarietà a un "brutto PGT" che,  a suo dire, sembra un vecchio Piano Regolatore perché ne persegue la logica, ha affermato di non riconoscersi più nel PdL, nella maggioranza che sostiene la giunta e di considerarsi d'ora in avanti un consigliere "indipendente". 
"Qualcuno dovrà ricordare ad Alparone che la sua squadra dopo aver perso per strada ben due assessori, Bilancio e Lavori Pubblici, adesso ha perso anche il suo capogruppo. Un bel risultato politico che i cittadini hanno sotto gli occhi, ma che egli finge di non vedere" commenta il capogruppo Marco Coloretti che aggiunge "Non abbiamo fatto le barricate perché non serviva. Il PGT era blindato, la maggioranza era abulica e succube, anime morte che non ascoltavano niente e non avevano niente da dire, inutile perdere tempo".
La seduta del resto è stata caratterizzata dal comportamento abulico ed estraneo del sindaco il quale ha passato il tempo a twittare con il suo telefonino senza seguire minimamente la discussione in aula, guadagnandosi così un giusto rimprovero da parte del capogruppo del PD.
Il discorso finale di Alparone è incommentabile nella sua pochezza. Egli ha continuato imperterrito a vendere fumo, come ha sempre fatto. Ha cercato di presentare il libro dei sogni fasulli stampati sulla Calderina di febbraio (quella che scambiava sulle mappe Paderno con Dugnano ndr), come un "progetto di sviluppo" per la città. Ha lamentato di non aver ricevuto contributi dall'opposizione, mentre invece il PD, oltre a decine di Osservazioni, nei mesi scorsi aveva consegnato ben sei documenti estesi di suggerimenti concreti al PGT, nemmeno presi in considerazione dal sindaco. 
Una chicca su tutte: "faremo la mappa delle piste ciclabili" ha detto, per cercare di dimostrare la validità innovativa del "suo" PGT. Il centrosinistra a Paderno Dugnano ha costruito dal 2000 al 2009 oltre 25 chilometri di piste ciclabili, lui dopo averle sempre dileggiate le ha lasciate andare in malora, e adesso promette  che "farà la mappa". La manutenzione no, sarebbe troppo.

venerdì 15 marzo 2013

Coloretti: fanno pagare a Salgaro il loro fallimento

La defenestrazione brutale dell'assessore Salgaro da parte del Sindaco, ha una qualche motivazione politica e gestionale, come vorrebbe far credere il comunicato ufficiale, o è solo il furbesco tentativo di scaricare su un personaggio incolore la perdita di consenso che invece è da attribuire ad Alparone e alla sua coalizione? Lo abbiamo chiesto al capogruppo del PD in consiglio comunale, Marco Coloretti.
La faccenda è tutta da chiarire e per capire cosa c'è sotto questa mossa ho appena inoltrato un'interrogazione urgente al Sindaco perché mi risponda lunedì sera in consiglio comunale - premette il Capogruppo PD.
Quali sarebbero le "colpe" dell'assessore che non è stato eletto dai cittadini, ma nominato direttamente da Alparone?
Il giudizio su Salgaro è inutile che lo ripeta: non è stato capace di "difendere" le proprie deleghe, a partire da quella dei Lavori Pubblici dove c'è stato l'accanimento finanziario di Ruzzon (tutte le risorse usate per asfaltare i mutui, penalizzando gli investimenti - leggasi strade, ma anche scuole, patrimonio dell'ente e verde pubblico). In tutto questo è apparso un assessore amorfo, più preoccupato di tenere una posizione piuttosto che svolgere un compito. Epperò, se Salgaro ha le sue colpe, non è scaricandolo che si risolve il problema. Come si intende procedere? C'è un cambio di indirizzo alla base? Sono curioso di sapere cosa dirà il Sindaco in merito.
La cacciata dell'assessore avviene dopo l'uscita di scena in autunno della signora Ruzzon. La giunta Alparone sta andando a pezzi?
Con Salgaro fan due, ed entrambi gli assessorati coinvolti (Bilancio e Lavori Pubblici) sono di peso e strategici per la programmazione di una città. Casuale? Segno di forza o di debolezza di questa giunta? Secondo me, segno di annebbiamento collettivo: prima Ruzzon se ne va "sbattendo la porta" e il Sindaco fa finta che sia tutto normale, ora solleva dall'incarico Salgaro come se fosse un atto dovuto, ma dovuto da cosa? Nel leggere il comunicato mi colpisce il linguaggio "è venuto meno il rapporto di fiducia alla base della nomina" - raccontarla come un accadimento politico (la scelta di Salgaro di presentarsi con Fratelli d'Italia) fa veramente ridere: nel 2009 è diventato assessore senza neanche presentarsi alle elezioni e scopriamo adesso che Salgaro ha posizioni politiche non in sintonia con il PdL? Questa è una foglia di fico, qual è la vera ragione che spinge a scrivere "venuto meno il rapporto di fiducia"? A me sembra grave, le parole non si possono usare avventatamente.
Allora quale potrebbe essere la vera ragione di questa mossa?
Sentiremo il Sindaco in consiglio, ma far pagare a Salgaro che non ha preso voti la popolarità in picchiata di questa giunta rasenta l'infantilismo; alla stessa stregua allora PdL e Lega hanno meno voti del PD alla Camera: allora si dimettano tutti.  

mercoledì 12 dicembre 2012

PGT: il Partito Democratico contro il "golpe" di Alparone

Il Partito Democratico di Paderno Dugnano con questo comunicato stampa denuncia con forza l'inaccettabile "golpe" messo in atto da Alparone e da una parte della sua maggioranza che hanno deciso di portare domani sera in Consiglio Comunale, non il PGT discusso a lungo in Commissione Territorio, frutto del dibattito tra le forze politiche rappresentanti dei cittadini, ma un documento completamente diverso, stravolto da un maxi emendamento che non si potrà nemmeno discutere nel merito. Un PGT calato dall'alto, che non risponde agli interessi della città, con il quale si pretende di imporre ai padernesi scelte che rispondono solo alle necessità di sopravvivenza di una giunta ormai residuale e screditata. Un PGT contro il quale il Partito Democratico annuncia una intransigente opposizione dentro e fuori il Consiglio Comunale.

il Piano di Governo del territorio di PDL-LEGA
è sbagliato e dannoso
Paderno Dugnano, 12 dicembre 2012
Dopo tre anni di lavoro, centinaia di migliaia di euro spesi, sei mesi per tutti i quartieri raccontando la storiella dello zero consumo di suolo, la Giunta di Centrodestra di Paderno Dugnano emenda se stessa e il lavoro dei tecnici esterni pagati profumatamente con i soldi dei cittadini.
Il maxi emendamento che presenteranno giovedì in Consiglio Comunale stravolge la già pessima proposta di Piano di Governo del Territorio; venticinque macro interventi sul quadro d’insieme in altrettante zone della città più dieci modifiche sostanziali alla relazione di progetto che sconvolgono di fatto tutta l'impostazione fino a qui discussa senza migliorarla.
Il tutto solo in Commissione, tre giorni prima del Consiglio Comunale nel quale l'amministrazione pretende di adottare lo strumento urbanistico senza nessun ulteriore confronto con la cittadinanza e con, sul tavolo, le dimissioni dello stesso Capogruppo del PDL.
Questo comportamento è inaccettabile.
Maxi emendamento che la maggioranza si è rifiutata di presentare a voci separate (come da noi richiesto) impedendo di fatto, almeno in consiglio comunale, una discussione pubblica di merito su ogni singola voce.
Non ci stiamo a farci prendere in giro e non accettiamo che si prendano in giro i cittadini di Paderno Dugnano: basta con le menzogne, non si può raccontare che il maxi emendamento raccoglie le osservazioni fatte dalla cittadinanza pur di metterci dentro scelte che servono solo a mantenere la coesione della maggioranza PDL-Lega.
Questo è un altro PGT, non importa se ci sono anche alcune delle cose che abbiamo chiesto noi come l'aver tolto quella vergogna di ipotesi di centro commerciale dentro al centro sportivo (peraltro senza vietarlo esplicitamente), questo è un altro PGT.
A questo punto si poteva prendere la proposta del 2008 ed emendare quella, risparmiando tre anni di lavoro e centinaia di migliaia di euro.
La proposta di Piano di Governo del Territorio emendata è inaccettabile tanto quanto l’originale:
  • permette di costruire sul Grugnotorto,
  • prevede di trasformare aree produttive funzionanti in aree residenziali con l'alta trasformabilità,
  • sottovaluta le piste ciclabili e trascura il commercio
tutto questo senza un reale Piano dei Servizi per i Padernesi.
Noi questo documento, sbagliato e dannoso, presentato all'ultimo momento con modalità inaccettabili, non condiviso con la Città in disprezzo alla partecipazione,
NON LO ACCETTIAMO
e ci riserviamo tutte le possibili azioni in Consiglio Comunale, in Città e in qualsiasi altra sede per opporci.
Oscar FigusCoordinatore cittadino
Partito Democratico
Paderno Dugnano

mercoledì 5 dicembre 2012

PGT: un uccellino mi ha detto...

Uccellini attivissimi nonostante il freddo. Sul mio balcone è tutto un vai e vieni di piccoli pennuti che tra una briciola di pane fatto in casa e di biscotto al cioccolato del Mulino Bianco, riportano eccitati le voci sempre più forti che parlano di crisi nel palazzo padernese. 
I passerotti si scambiano l'un l'altro un fiume di cip dal significato inequivocabile: il sindaco Alparone, dicono,scivolerà e si farà male per eccesso di disinvoltura (presunzione e arroganza) e carenza di giudizio. A farlo cadere, infatti, secondo le voci raccolte dai miei amici volatili sarà la materia sulla quale egli ha finora ostentato una falsa sicurezza nonostante le tensioni che da oltre un anno scuotono la sua maggioranza : il PGT.
Pare che all'orizzonte dell'amministrazione di centro destra si stia profilando una grossa grana, molto grossa e dal nome spaventoso: maxi emendamento. Una di quelle parole che anche a Roma in Parlamento fanno alzare subito la febbre e scoppiare i termometri.
Nei corridoi del palazzo si dice che il sindaco abbia intenzione di portare al prossimo Consiglio comunale, previsto tra  il 13 e il 14 dicembre, il suo (e di Bogani) Piano di Governo del Territorio per l'adozione, ma contestualmente alla presentazione del documento urbanistico che ha visto faticosamente la luce dopo una decina di riunioni della Commissione Territorio, intenderebbe stravolgerlo e modificarlo personalmente presentando un suo maxi emendamento che conterrebbe diverse corpose novità rispetto alla versione approvata dopo molte discussioni dalla sua maggioranza. Si dice infatti che aumenterebbero di numero gli ambiti di trasformazione che attualmente sono 8 e cambierebbero molte altre cose.
Le proteste nella maggioranza a questa mossa del sindaco si annunciano fortissime e molto probabilmente si concretizzeranno in clamorose assenze in Consiglio comunale per far mancare ad Alparone quel numero legale in aula che l'opposizione, lo ha già annunciato, questa volta si guarderà bene dal garantire. 

giovedì 15 novembre 2012

Palazzolo: la Lega chiede a Di Maio la scomunica di Aliverti

Il Commissario della Sezione Cittadina di Paderno Dugnano della Lega ha diffuso oggi alla stampa il seguente comunicato sul conflitto politico tra il presidente Gaslini e il consigliere Aliverti "iscritto, eletto e tuttora facente parte della Lista Civica Di Maio" che ha fatto deflagrare la maggioranza al governo del Consiglio di Quartiere di Palazzolo.

Comunicato Stampa
I funambolismi eclettici
Paderna Dügnan, 14 de november 2012 - Confermando appieno l’appoggio all’attuale Presidente del Consiglio di Quartiere di Palazzolo Milanese, nella persona del signor Marco Gaslini, la Lega Nord per l’Indipendenza della Padania, Sezione Cittadina di Paderno Dugnano, acquisiti i verbali della seduta del citato Consiglio di Quartiere svoltasi martedì 6 novembre 2012, prende atto delle dichiarazioni del signor Daniele Aliverti, iscritto, eletto e tuttora facente parte della Lista Civica Di Maio, in merito alla volontà di sfiduciare la Presidenza del Consiglio di Quartiere.
Stigmatizza inoltre il fatto che il Consigliere, signor Daniele Aliverti, iscritto, eletto e tuttora facente parte della Lista Civica Di Maio, abbia indicato come degno successore un Consigliere eletto nelle liste del Partito Democratico a tutt’oggi all’opposizione in seno al Consiglio di Quartiere di Palazzolo Milanese.
Rende noto che quanto dichiarato dal signor Daniele Aliverti, iscritto, eletto e tuttora facente parte della Lista Civica Di Maio, non ci risulta essere dettato da alcun accordo con gli altri membri della maggioranza del Consiglio di Quartiere di Palazzolo Milanese.
Pertanto, le predette dichiarazioni, metodi e comportamenti del signor Daniele Aliverti, iscritto, eletto e tuttora facente parte della Lista Civica Di Maio, rappresentano una palese violazione dei patti di coalizione in essere.
In seguito a quanto emerso durante la citata seduta del Consiglio di Quartiere di Palazzolo Milanese, esige una presa di posizione in merito da parte della Lista Civica Di Maio, chiedendo una dissociazione ufficiale dalle posizioni espresse dal signor Daniele Aliverti.

Alessandro Gittani
Commissario Sezione Cittadina
Lega Lombarda – Lega Nord per l’Indipendenza della Padania  

martedì 23 ottobre 2012

Paderno 7: "Alparone, riprenda in mano la situazione"

La giunta di destra "guidata" (le virgolette sono obbligatorie) da Marco Alparone barcolla in modo sempre più vistoso. Ma a imprimere un moto sussultorio e ondulatorio insostenibile alla sua squadra di governo è la faglia in movimento che attraversa e spacca profondamente la sua maggioranza. E gli elettori padernesi cominciano ad accorgersene. Prova ne sia questa lettera pubblicata oggi dal blog dei giovani di destra notoriamente vicini alla giunta, ma ormai sempre più critici. La missiva firmata da "Luciano" parla chiaro: denuncia l'assenteismo di consiglieri ed assessori, ma anche l'incapacità di Alparone a tenere saldamente in mano le redini della sua carretta che avanza sempre più lentamente e faticosamente. Ripubblico il messaggio apparso su Paderno7 on air.

Questa mattina il sindaco Alparone cosa ha fatto?! Ha convocato assessori e consiglieri di maggioranza, indistintamente tra PdL e Lega e ha fatto presente che così non si può più andare avanti?! Ha fatto notare loro che non è la prima volta che non ha la maggioranza o è costretto a ritirare ordini del giorno dal consiglio comunale a causa del loro assenteismo diffuso? Se questi signori non hanno più tempo o non si riconoscono più nel partito che se ne vadano e lascino il posto a gente più motivata, propositiva e meno burattina. Non è sufficiente rinunciare al telefono di servizio, qualcuno è bene che inizi a rifiutare il proprio compenso o il gettone di presenza a seconda delle cariche. E’ inammissibile che all’ordine del giorno è prevista la discussione del piano triennale dei lavori pubblici e l’assessore preposto sia assente! Oltre a non sapere neanche il nome delle strade del suo comune, almeno che si presenti e si sieda al tavolo della presidenza (anche se poi quando legge non riesce a fare neanche quello e gli vengono cali di pressione). Oltre a presenziare alle messe con il vano tentativo di chiedere un miracolo dai piani alti, il Sindaco è consapevole che ha una giunta di sfaticati nullafacenti e che lui da solo non può fare il lavoro di otto persone? O pensa ancora di vivere nel mondo delle favole e del volemose bene?! Alparone riprenda in mano la situazione: fuori gli sfaticati dalla giunta, via i consiglieri demotivati!  

mercoledì 19 settembre 2012

PGT: come d'autunno sugli alberi le foglie


"Signore è tempo, grande era l'arsura". L'autunno si avvicina e molti uccellini sono inquieti. Fino a ieri il sole sfolgorava nel cielo, ma da qualche giorno l'aria è cambiata. Un vento a tratti freddo soffia sulla pianura e gli alberi le cui cime frementi si piegano e ondeggiano, allungano sempre più le loro ombre scure sui prati. Senza contare che la caccia è ormai aperta, risuonano gli spari e il nervosismo dei volatili è più che giustificato.
Due merli stamattina presto sono venuti a twittare sul mio balcone e mi hanno riportato gli ultimi pettegolezzi che girano nell'aria settembrina di Paderno da quando, sabato scorso (io ero assente per lutto), il vicesindaco e assessore al Territorio ha presentato pubblicamente nell'aula consigliare il "suo" PGT. La montagna, di chiacchiere a vuoto, dopo tre anni di "ascolto", 200 mila euro spesi e l'assunzione non necessaria di rissosi funzionari, ha partorito un aborto, un morticino mal vestito che non piace a nessuno per la sua insostenibile pochezza e ambiguità, zeppo com'è di ideologie regressive, omissioni, strane dimenticanze, cose non dette, dichiarazioni smentite dai fatti, vere e proprie balle. Una su tutte, la fantomatica stazione della Metro 3 a Palazzolo. 
Insomma, un documento del nulla urbanistico leghista, mi hanno assicurato i merli prima di volare via, un Piano del Territorio che non piace per niente ai partiti della maggioranza i quali (Lega esclusa) non hanno fatto mistero della loro delusione e insoddisfazione. Ma allora, se le cose stanno così, scontata la bocciatura dell'opposizione, chi lo voterà il PGT di Bogani in consiglio comunale?