I rumors provenienti dal Palazzo comunale non sono solo quelli provocati dai lavori in corso per la ristrutturazione della Corte Stiria che hanno trasformato quest'opera nella fabbrica del Duomo, dal momento che come quelli della cattedrale milanese non finiscono mai.
Allungando le orecchie si colgono altri più interessanti scricchiolii e boati soffocati che segnalano, come le avvisaglie di certi terremoti, improvvisi scossoni del terreno politico locale. Il più interessante di questi rumori viene da destra e annuncia la imminente formazione di un nuovo gruppo politico frutto dello scioglimento del PdL provocato dalla rinascita del fantasma di Forza Italia, il vecchio partito-azienda di Berlusconi.
L'evento che a Roma ha portato alla creazione del partito di Angelino Alfano chiamato senza molta fantasia (i tempi evidentemente erano stretti) "Nuovo Centrodestra", vedrà dunque comparire in Consiglio Comunale, probabilmente già dalla prossima seduta, un nuovo gruppo politico costituito da due consiglieri vicini all'area formigoniana di Comunione e Liberazione.
Ciò significa che gli altri10 consiglieri azzurri del disciolto gruppo del Popolo della Libertà tireranno fuori dal cassetto con la naftalina la vecchia bandiera del berlusconismo nascente?
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giovedì 21 novembre 2013
mercoledì 23 ottobre 2013
Politica: fine settimana di iniziative per Lega, PD ed Ecocivici
Fine settimana all'insegna della politica in vista delle elezioni amministrative del 2014.
Comincia il Partito Democratico, sabato 26 ottobre 2013, dalle 14.00 alle 19.00, presso l’Auditorium Tilane, dove si terrà il Congresso di Circolo per l’elezione di: Segretario provinciale, delegati all’Assemblea provinciale, Segretario di Circolo, Coordinamento di Circolo.
Il rinnovo dei dirigenti locali del partito è il passo che precede l'inizio del confronto che porterà il PD a individuare i temi della campagna elettorale e i possibili candidati alla carica di Sindaco e dei Consiglieri.
Anche Lega ed Ecocivici daranno inizio formalmente con due eventi pubblici alla loro campagna elettorale a Paderno Dugnano.
Domenica 27 ottobre alle ore 9,30 in Tilane si terrà il convegno organizzato dalla Lega Nord: "Paderno Dugnano: ieri, oggi e domani". Previsti gli interventi dei tre assessori comunali del Carroccio, Bogani (Terrirorio), Tagliabue (Cultura), Caldan (Politiche per i Giovani), e del segretario locale. Sarà una sorta di bilancio di mandato e di idee per il futuro che gli amministratori padani presenteranno ai loro elettori.
Gli Ecocivici (ex Verdi), organizzano lunedì 28 ottobre, ore 21, sempre all'Auditorium Tilane, il convegno: "Dal si salvi chi può al salviamoci insieme" durante il quale verranno illustrati i programmi della campagna elettorale del movimento. Chi è andato alla Ecofesta di domenica scorsa, secondo gli organizzatori, dovrebbe già essersi fatta un'idea e lunedì sera potrà entrare nel merito delle singole proposte.
Ancora nessuna notizia proviene invece dal campo del PdL probabilmente a causa delle divisioni e delle voci di rottura imminente tra le due componenti del partito: quella che sostiene il Governo che fa capo ad Alfano e quella che vorrebbe invece rompere tutto e andare a elezioni stretta attorno al decadente Berlusconi. Divisioni che probabilmente si riflettono anche a livello locale.
Comincia il Partito Democratico, sabato 26 ottobre 2013, dalle 14.00 alle 19.00, presso l’Auditorium Tilane, dove si terrà il Congresso di Circolo per l’elezione di: Segretario provinciale, delegati all’Assemblea provinciale, Segretario di Circolo, Coordinamento di Circolo.
Il rinnovo dei dirigenti locali del partito è il passo che precede l'inizio del confronto che porterà il PD a individuare i temi della campagna elettorale e i possibili candidati alla carica di Sindaco e dei Consiglieri.
Anche Lega ed Ecocivici daranno inizio formalmente con due eventi pubblici alla loro campagna elettorale a Paderno Dugnano.
Domenica 27 ottobre alle ore 9,30 in Tilane si terrà il convegno organizzato dalla Lega Nord: "Paderno Dugnano: ieri, oggi e domani". Previsti gli interventi dei tre assessori comunali del Carroccio, Bogani (Terrirorio), Tagliabue (Cultura), Caldan (Politiche per i Giovani), e del segretario locale. Sarà una sorta di bilancio di mandato e di idee per il futuro che gli amministratori padani presenteranno ai loro elettori.
Gli Ecocivici (ex Verdi), organizzano lunedì 28 ottobre, ore 21, sempre all'Auditorium Tilane, il convegno: "Dal si salvi chi può al salviamoci insieme" durante il quale verranno illustrati i programmi della campagna elettorale del movimento. Chi è andato alla Ecofesta di domenica scorsa, secondo gli organizzatori, dovrebbe già essersi fatta un'idea e lunedì sera potrà entrare nel merito delle singole proposte.
Ancora nessuna notizia proviene invece dal campo del PdL probabilmente a causa delle divisioni e delle voci di rottura imminente tra le due componenti del partito: quella che sostiene il Governo che fa capo ad Alfano e quella che vorrebbe invece rompere tutto e andare a elezioni stretta attorno al decadente Berlusconi. Divisioni che probabilmente si riflettono anche a livello locale.
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giovedì 3 ottobre 2013
Berlusconi sconfitto, il titolo è....
Rassegna stampa di una giornata, quella di ieri, che qualcuno ha definita pomposamente la fine di un'era. Berlusconi è politicamente finito, e da quel saltimbanco che è, ha messo in scena la sua ultima malinconica farsa tutto da solo, approfittando della diretta TV.
Uno spettacolo che oggi i principali quotidiani italiani descrivono in modo diverso, ma prevedibile. Cominciamo dall'organo berlusconiano per eccellenza, il Giornale.
"Caccia ai berlusconiani" è il titolone vittimista sormontato da un occhiello: "Il tradimento ha pagato", chiuso da un catenaccio velenoso: "Scissionisti già divisi sulla creazione di un nuovo partito".
Segue Libero che titola ammirato "La piroletta di Silvio", nel tentativo di dare un senso più strategico alla disperata ritirata dell'ex leader del centro destra.
Il Fatto è lapidario "La buffonata" nel sommario si legge "Berlusconi giravolta disperata 'Si al governo'. Letta nipote se lo tiene come alleato" mentre il titolo del fondo di Travaglio è: "Governo Dudù" citando il nome del cagnetto della fidanzata di Silvio, la famosa miss Calippo.
Speranzoso, ma esagerato, il Corriere della Sera: "Resa di Berlusconi, ora il governo è più forte", il fondo di Massimo Franco titola "Il coraggio dei moderati" in cui si continua a evocare il fantasma di una destra che non c'è e si chiede al PD di non "umiliare" il povero Silvio. Incorreggibile.
La Stampa fa la cronaca: "Fiducia a Letta, il PdL si spacca". Due fondi in apertura e di spalla riassumono la situazione. Il primo registra la morte politica: "La fine del leader carismatico", il secondo chiude la bara: "Come gestire l'eredità del Cavaliere".
La Repubblica titola: "La sconfitta di Berlusconi" e nei due fondini in apertura dice: "Il tramonto di una stagione" e sottolinea "Il Cavaliere vice del suo vice". Feroce Altan nella vignetta. Berlusconi saluta il cagnolino, "Oh Dudù!", che gli risponde ingrato "Chi sei?".
L'Unità soddisfatta (ma sperava di più) a tutta pagina: "Berlusconi perde la faccia" e nel fondo avverte: "La battaglia non è finita".
Il titolo del Manifesto è "Scudo incrociato" a sottolineare che il vincitore in campo è ancora una volta la fortissima radice democristiana dei dioscuri Letta-Alfano. Nel fondo si conferma: "Parricidio democristiano".
L'Avvenire. giornale dei Vescovi, afferma contento: "Il governo c'è. Più saldo". La Padania, giornale dei barbari ringhia delusa risalendo le valli: "Farsa italia".
Alla prossima.
Uno spettacolo che oggi i principali quotidiani italiani descrivono in modo diverso, ma prevedibile. Cominciamo dall'organo berlusconiano per eccellenza, il Giornale.
"Caccia ai berlusconiani" è il titolone vittimista sormontato da un occhiello: "Il tradimento ha pagato", chiuso da un catenaccio velenoso: "Scissionisti già divisi sulla creazione di un nuovo partito".
Segue Libero che titola ammirato "La piroletta di Silvio", nel tentativo di dare un senso più strategico alla disperata ritirata dell'ex leader del centro destra.
Il Fatto è lapidario "La buffonata" nel sommario si legge "Berlusconi giravolta disperata 'Si al governo'. Letta nipote se lo tiene come alleato" mentre il titolo del fondo di Travaglio è: "Governo Dudù" citando il nome del cagnetto della fidanzata di Silvio, la famosa miss Calippo.
Speranzoso, ma esagerato, il Corriere della Sera: "Resa di Berlusconi, ora il governo è più forte", il fondo di Massimo Franco titola "Il coraggio dei moderati" in cui si continua a evocare il fantasma di una destra che non c'è e si chiede al PD di non "umiliare" il povero Silvio. Incorreggibile.
La Stampa fa la cronaca: "Fiducia a Letta, il PdL si spacca". Due fondi in apertura e di spalla riassumono la situazione. Il primo registra la morte politica: "La fine del leader carismatico", il secondo chiude la bara: "Come gestire l'eredità del Cavaliere".
La Repubblica titola: "La sconfitta di Berlusconi" e nei due fondini in apertura dice: "Il tramonto di una stagione" e sottolinea "Il Cavaliere vice del suo vice". Feroce Altan nella vignetta. Berlusconi saluta il cagnolino, "Oh Dudù!", che gli risponde ingrato "Chi sei?".
L'Unità soddisfatta (ma sperava di più) a tutta pagina: "Berlusconi perde la faccia" e nel fondo avverte: "La battaglia non è finita".
Il titolo del Manifesto è "Scudo incrociato" a sottolineare che il vincitore in campo è ancora una volta la fortissima radice democristiana dei dioscuri Letta-Alfano. Nel fondo si conferma: "Parricidio democristiano".
L'Avvenire. giornale dei Vescovi, afferma contento: "Il governo c'è. Più saldo". La Padania, giornale dei barbari ringhia delusa risalendo le valli: "Farsa italia".
Alla prossima.
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mercoledì 25 settembre 2013
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sabato 31 agosto 2013
Referendum: il PdL raccoglie solo quelli sulla Giustizia
Nella fotonotizia il tavolo di raccolta firme
sui referendum sulla giustizia che il PdL (seguendo l'indicazione di Berlusconi che è andato a firmarli presso un tavolo dei Radicali a Roma), ha organizzato questa
mattina in piazza Matteotti a Paderno Dugnano.
Alla fine della raccolta alla quale era
presente lo stato maggiore del partito con in testa il sindaco Marco
Alparone, i moduli contenevano circa 100 firme per ogni referendum.
La raccolta proseguirà domani in
Piazza Addolorata a Palazzolo Milanese e probabilmente al mercato di
Dugnano martedì e a quello di Palazzolo venerdì prossimo.
Ricordiamo che si potrà firmare anche
in segreteria comunale, dove si trovano gli altri 6 referendum
radicali (immigrazione, 8 x 1000, stupefacenti, divorzio breve,
finanziamento pubblico) e quello sulla prostituzione promosso da
alcuni sindaci.
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giovedì 29 agosto 2013
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domenica 7 luglio 2013
Blog e siti web: responsabilità o inciviltà?
Il Pdl ha presentato in Parlamento una nuova legge che è stata subito definita "ammazza-blog" perché introduce il reato di omesso controllo anche per i commenti dei lettori. La responsabilità penale sarebbe a carico del gestore del sito o blog che non cancella entro 24 ore i commenti che possono configurare la commissione di reati (diffamazione e vilipendio a mezzo stampa) come avviene da sempre per i giornali di carta.
"E' una norma contro il sito di Beppe Grillo", dicono i "cittadini" del Movimento 5 Stelle che giudicano una limitazione della libertà di espressione il non poter insultare, diffamare, calunniare tutto e tutti, in modo anonimo e irresponsabile come fanno ora moltissimi di loro nei commenti sul blog del loro leader.
Su questo blog, da quando ho incominciato a seguire assiduamente l'attualità politica cittadina mi sforzo di applicare le regole del buon senso e della legge sulla stampa, cioè cestino e cancello i messaggi che mi sembrano configurare una evidente diffamazione, calunnia o insulto a danno di qualcun altro.
Per questo mio comportamento sono stato accusato spesso in passato di essere un "censore" (c'è chi mi ha definito addirittura "l'antico censore locale") , ma non mi sono mai curato delle critiche e ho continuato a regolarmi così perché lo ritengo giusto. Un blog che fa informazione e commento, di fatto, si comporta come un giornale e alle regole del giornalismo deve adeguarsi assumendosene le responsabilità. Come fa il direttore di una testata che è responsabile di tutto quello che si stampa, lettere dei lettori e pubblicità compresi.
Trovo sbagliato e ingiusto, per aumentare l'audience, lasciare ai lettori dei blog la libertà di scrivere impunemente (scripta manent) quello che gli pare, facendo credere loro di essere al di sopra delle leggi dello Stato e delle regole della società civile.
"E' una norma contro il sito di Beppe Grillo", dicono i "cittadini" del Movimento 5 Stelle che giudicano una limitazione della libertà di espressione il non poter insultare, diffamare, calunniare tutto e tutti, in modo anonimo e irresponsabile come fanno ora moltissimi di loro nei commenti sul blog del loro leader.
Su questo blog, da quando ho incominciato a seguire assiduamente l'attualità politica cittadina mi sforzo di applicare le regole del buon senso e della legge sulla stampa, cioè cestino e cancello i messaggi che mi sembrano configurare una evidente diffamazione, calunnia o insulto a danno di qualcun altro.
Per questo mio comportamento sono stato accusato spesso in passato di essere un "censore" (c'è chi mi ha definito addirittura "l'antico censore locale") , ma non mi sono mai curato delle critiche e ho continuato a regolarmi così perché lo ritengo giusto. Un blog che fa informazione e commento, di fatto, si comporta come un giornale e alle regole del giornalismo deve adeguarsi assumendosene le responsabilità. Come fa il direttore di una testata che è responsabile di tutto quello che si stampa, lettere dei lettori e pubblicità compresi.
Trovo sbagliato e ingiusto, per aumentare l'audience, lasciare ai lettori dei blog la libertà di scrivere impunemente (scripta manent) quello che gli pare, facendo credere loro di essere al di sopra delle leggi dello Stato e delle regole della società civile.
mercoledì 26 giugno 2013
Moai
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giovedì 20 giugno 2013
Moai
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venerdì 14 giugno 2013
PGT, la destra lo approva, PD contrario, Rimoldi vota con l'opposizione
Una "maggioranza" di
15 consiglieri su 30, resa legale nei numeri da un espediente
regolamentare (vedi il mio post di ieri), ha approvato ieri sera il Piano di Governo del Territorio berlusco-leghista. Un piano che risponde ai soliti interessi forti e che non piace nemmeno a una parte consistente del centro destra.
Voti contrari quelli dei
consiglieri della minoranza PD, PRC-PdCI, IdV, ai quali si è aggiunto quello dell'ex
capogruppo Maurizio Rimoldi che a fine seduta, dopo aver
sottolineato, motivato e confermato la sua decisa contrarietà a un
"brutto PGT" che, a suo dire, sembra un vecchio Piano Regolatore perché ne persegue la logica, ha affermato di non riconoscersi più nel
PdL, nella maggioranza che sostiene la giunta e di considerarsi d'ora
in avanti un consigliere "indipendente".
"Qualcuno dovrà ricordare ad Alparone che la sua squadra dopo aver perso per strada ben due assessori, Bilancio e Lavori Pubblici, adesso ha perso anche il suo capogruppo. Un bel risultato politico che i cittadini hanno sotto gli occhi, ma che egli finge di non vedere" commenta il capogruppo Marco Coloretti che aggiunge "Non abbiamo fatto le barricate perché non serviva. Il PGT era blindato, la maggioranza era abulica e succube, anime morte che non ascoltavano niente e non avevano niente da dire, inutile perdere tempo".
"Qualcuno dovrà ricordare ad Alparone che la sua squadra dopo aver perso per strada ben due assessori, Bilancio e Lavori Pubblici, adesso ha perso anche il suo capogruppo. Un bel risultato politico che i cittadini hanno sotto gli occhi, ma che egli finge di non vedere" commenta il capogruppo Marco Coloretti che aggiunge "Non abbiamo fatto le barricate perché non serviva. Il PGT era blindato, la maggioranza era abulica e succube, anime morte che non ascoltavano niente e non avevano niente da dire, inutile perdere tempo".
La seduta del resto è stata
caratterizzata dal comportamento abulico ed estraneo del sindaco il quale ha passato il tempo a twittare con il suo telefonino senza seguire minimamente la discussione in aula,
guadagnandosi così un giusto rimprovero da parte del capogruppo del PD.
Il discorso finale di Alparone è
incommentabile nella sua pochezza. Egli ha continuato imperterrito a vendere fumo, come ha sempre fatto. Ha cercato di presentare il libro dei sogni fasulli stampati sulla Calderina di febbraio (quella che scambiava sulle mappe Paderno con Dugnano ndr), come un "progetto di sviluppo" per la città. Ha lamentato di non aver ricevuto contributi dall'opposizione, mentre invece il PD, oltre a decine di Osservazioni, nei mesi scorsi aveva consegnato ben sei documenti estesi di suggerimenti concreti al PGT, nemmeno presi in considerazione dal sindaco. Una chicca su tutte: "faremo la mappa delle piste ciclabili" ha detto, per cercare di dimostrare la validità innovativa del "suo" PGT. Il centrosinistra a Paderno Dugnano ha costruito dal 2000 al 2009 oltre 25 chilometri di piste ciclabili, lui dopo averle sempre dileggiate le ha lasciate andare in malora, e adesso promette che "farà la mappa". La manutenzione no, sarebbe troppo.
giovedì 13 giugno 2013
PGT, diffamazioni e trucchetti di una maggioranza insicura
Non sto seguendo, nemmeno in streaming, la
discussione in aula sul PGT, perché non ho nessuna voglia di
assistere a una farsa messa in scena male da una giunta prona agli
interessi della rendita fondiaria e della proprietà immobiliare,
sostenuta da una maggioranza di anime morte. Seguo però la stampa locale e ancora
una volta ho osservato il modus operandi abituale della destra
padernese: quando viene chiamata a rispondere di un comportamento
sprezzante e offensivo per i cittadini, come quello messo in atto
lunedì sera in Consiglio Comunale, reagisce insultando e diffamando
l'opposizione di centro sinistra nel tentativo di nascondere le sue vere motivazioni.
Basta leggere quello che ha
dichiarato a "Il Giorno" il segretario del PdL, Elia
Torraca, secondo il quale la presenza in aula della minoranza, che ha risposto regolarmente alla prima convocazione, era
motivata solo dal desiderio dei consiglieri di "incassare i gettoni di
presenza" a spese del Comune. Lo stile è come sempre una conferma del livello
miserrimo di questi sedicenti politici.Quanto accaduto invece è
chiarissimo e si spiega diversamente. L'assenteismo dei berluscoleghisti padernesi si
giustifica con la loro esigenza di abbassare, grazie al trucchetto di
indire la riunione in seconda convocazione, il numero legale
necessario per approvare il PGT. Numero che non avevano per diversi
motivi, politici e personali.
Lo illustra molto bene Giorgio Rossetti
in un post pubblicato da Paderno7 on air: "I soldi per i gettoni
di presenza li ha fatti spendere questa maggioranza, che sapendo di
non garantire la presenza (???) di tutti i suoi esponenti ha giocato
sulla mancanza del numero legale in prima convocazione, rimandando la
discussione in seconda convocazione dove il numero legale diminuisce
come puoi vedere dagli articoli del Regolamento del Consiglio
Comunale sotto riportati.
Art. 40 – Numero legale -
1) Il consiglio comunale, in prima convocazione, non può deliberare se non interviene almeno la metà dei componenti assegnati, escluso il Sindaco.
2) Nella seduta di seconda convocazione, che deve aver luogo in giorno diverso da quello in cui fu convocata la prima, le deliberazioni sono valide purché intervengano almeno un terzo dei componenti assegnati, escluso il Sindaco.
3) I consiglieri che escono dalla sala prima delle votazione non si computano nel numero necessario a rendere legale l’adunanza.
Art. 40 – Numero legale -
1) Il consiglio comunale, in prima convocazione, non può deliberare se non interviene almeno la metà dei componenti assegnati, escluso il Sindaco.
2) Nella seduta di seconda convocazione, che deve aver luogo in giorno diverso da quello in cui fu convocata la prima, le deliberazioni sono valide purché intervengano almeno un terzo dei componenti assegnati, escluso il Sindaco.
3) I consiglieri che escono dalla sala prima delle votazione non si computano nel numero necessario a rendere legale l’adunanza.
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mercoledì 5 giugno 2013
Expò tenta di prendersi i soldi delle metro tranvie brianzole
Ricevo da Sandro Archetti, Segretario del Circolo PD di Limbiate il seguente comunicato che segnalo agli interessati.
Giù le mani dalle Metrotranvie della
Brianza. Expò tenta di prendersi i soldi
Dalle notizie che stanno arrivando la
faccenda si mette veramente male. Non bastavano i ritardi
accumulati dai tentennamenti della Provincia di Monza e Brianza, dei
Comuni di Milano, Paderno Dugnano, e dalla storica contrarietà di
Varedo, ora l’attacco in grande stile alle Metrotranvie della
Brianza (Milano-Limbiate e Milano-Seregno), arrivano da EXPÒ MILANO
2015, che sta cercando di ottenere lo storno dei soldi stanziati
dallo Stato per le 2 storiche tranvie a vantaggio di sue
opere pubbliche.
Un tentativo di vero e proprio furto, sotto
gli occhi del neo sottosegretario regionale per EXPÒ, il
pidiellino Fabrizio Sala, brianzolo doc, che evidentemente
conosce così bene la Brianza tanto da sapere con esattezza dove
sottrargli le risorse.
Non riusciamo a capacitarci del perché un evento di carattere internazionale, come EXPÒ MILANO 2015, debba venire a dragare risorse economiche dai nostri territori, specialmente per opere pubbliche legate alla mobilità e che, oltretutto, sono ormai alla conclusione del proprio iter progettuale.
Il Circolo del PD di Limbiate si è già attivato per coinvolgere i vari livelli Istituzionali del Partito, e chiede che il Comune di Limbiate, a cui va il merito di essere stato protagonista di primo piano nel promuovere la realizzazione della metrotranvia, si attivi a sollecitare urgentemente l’Assessore regionale ai trasporti, Maurizio Del Tenno a dare notizie rassicuranti in merito; chiediamo anche che tutti gli Enti interessati dalle due linee tranviarie della Brianza reagiscano a questo scellerato tentativo di furto che va contro gli interessi di tutti i cittadini del territorio.
Non riusciamo a capacitarci del perché un evento di carattere internazionale, come EXPÒ MILANO 2015, debba venire a dragare risorse economiche dai nostri territori, specialmente per opere pubbliche legate alla mobilità e che, oltretutto, sono ormai alla conclusione del proprio iter progettuale.
Il Circolo del PD di Limbiate si è già attivato per coinvolgere i vari livelli Istituzionali del Partito, e chiede che il Comune di Limbiate, a cui va il merito di essere stato protagonista di primo piano nel promuovere la realizzazione della metrotranvia, si attivi a sollecitare urgentemente l’Assessore regionale ai trasporti, Maurizio Del Tenno a dare notizie rassicuranti in merito; chiediamo anche che tutti gli Enti interessati dalle due linee tranviarie della Brianza reagiscano a questo scellerato tentativo di furto che va contro gli interessi di tutti i cittadini del territorio.
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martedì 28 maggio 2013
mercoledì 17 aprile 2013
Moai
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sabato 6 aprile 2013
Moai
lunedì 1 aprile 2013
La saggia ultima mossa
Dopo il "non risolutivo"
tentativo di Bersani di formare un governo di minoranza con
l'appoggio o la non opposizione del Movimento 5 Stelle,
avevo scritto che davanti a Napolitano c'erano due scelte: un altro "governo del Presidente" o nuove elezioni subito.
L'uomo
del Colle che tra un mese e mezzo se ne andrà in pensione a godersi
il meritato riposo si è invece inventato una alternativa
imprevedibile a queste due soluzioni: il sinedrio dei saggi, doppio
per di più, con l'evidente obiettivo di prendere tempo. Tirare in
lungo fino a dopo l'elezione del suo successore al quale lasciare in
mano la patata bollente sembra proprio essere lo scopo della sua mossa.
Una mossa teatrale,
poco credibile, ma umanamente comprensibile. Che poteva fare del
resto? Nessuno infatti se l'è sentita di tirargli la croce addosso
più di tanto anche se la destra berlusconiana, convinta di essere
stata danneggiata nelle sue manovre per rientrare in gioco
dall'iniziativa dilatoria del Quirinale, rumoreggia e si agita,
mentre il PD tira il fiato e Grillo sbanda vistosamente a riprova del suo non
saper che fare dei voti che ha inopinatamente preso.
Cosa succederà nei 15 giorni che
mancano all'inizio delle votazioni per il nuovo Presidente della
Repubblica? Stando a quel che ha dichiarato il saggio dei saggi, le sue
due "commissioni" incaricate di presentare ai partiti, la
prima, una ipotesi di riforma istituzionale (legge elettorale e
riforma del Parlamento) condivisa e da votare subito, la seconda una
serie di punti programmatici per rilanciare l'economia anche questi
da votare alla svelta, dovrebbero fare le veci del "governo del
Presidente" che non c'è, mentre Monti che rimane in carica per gli
affari correnti tiene a bada l'Europa. Poi, a Camere riunite, si
giocherà la partita cruciale della elezione del Presidente che vede favorito
il centro sinistra al quale mancano solo una manciata di voti per eleggere il suo
candidato a maggioranza.
Un presidente molto diverso e lontano da quello che
vorrebbe Berlusconi, che potrà finalmente sciogliere questo Parlamento impotente a formare un Governo e ridarà agli italiani la responsabilità di salvarsi. Crescere e cambiare, o rinunciare ad essere Stato.
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lunedì 25 marzo 2013
Scandalo Salgaro: la "risposta" del PdL
Ricevo da Elia Torraca, coordinatore del PdL questo comunicato che intende rispondere alla richiesta del PD di fare luce sullo scandalo rappresentato dalla gestione non trasparente della cosa pubblica, emerso con "l'affare Salgaro". Lascio ai lettori il giudizio sui contenuti di questo documento che non voglio commentare (per ora), ma mi limito a riportare.
Comunicato Stampa
A PROPOSITO DI ETICA E TRASPARENZA
Cosa pensa di dover ancora scoprire il
Partito Democratico sulla revoca della nomina dell’ex assessore Salgaro? Hanno appurato a
quanto ammontano le spettanze del Comune nei sui confronti, ora il capogruppo Coloretti e il
segretario Figus richiedono congiuntamente che si faccia una commissione di inchiesta. Perché?
Perché vogliono scoprire da quando il Sindaco e la Giunta sapevano delle bollette non pagate da
un assessore! Il Sindaco ha già spiegato i tempi della vicenda: appena ne è stato informato ha fatto
fare le opportune verifiche, ha dato 48 ore di tempo all’interessato e poi lo ha sbattuto
fuori dalla Giunta senza pensarci, con il plauso di tutta la maggioranza.
Ma il PD non ci crede
vuole andare a fondo e allora ci chiediamo: visto che il capogruppo Coloretti è andato a
rovistare negli uffici comunali per leggere le carte di Salgaro perché non ha chiesto direttamente
agli stessi funzionari e dirigente che glieli hanno mostrati, quando e in che tempi hanno informato
il Sindaco su questa vicenda?
C’è bisogno di una commissione di
inchiesta per scoprirlo e fare definitivamente luce? Noi non abbiamo problemi e agiamo in modo
trasparente tanto da mandare l'opposizione direttamente negli uffici e siamo orgogliosi di un Sindaco
che caccia via un assessore che non paga le bollette.
lunedì 18 marzo 2013
L'affare Salgaro in Consiglio comunale
Questa sera l'affare Salgaro sbarca in Consiglio comunale e il Sindaco, sollecitato anche da una interrogazione urgente protocollata nei giorni scorsi dal Capogruppo del PD, Marco Coloretti, dovrà offrire all'assemblea cittadina spiegazioni e chiarimenti su un caso molto delicato che riguarda il suo assessore e i debiti tributari da questi accumulati nei confronti dell'amministrazione comunale.
La storia che, stando a fonti vicine al Palazzo, era nota agli uffici (e dunque alla giunta), già dall'anno scorso, è esplosa fragorosamente il 14 marzo, con il comunicato di Alparone che annunciava il ritiro delle deleghe a Salgaro. Ma c'erano già state delle avvisaglie che qualcosa tra l'assessore ai Lavori Pubblici, la giunta di destra e la maggioranza che la sostiene, non andava per il verso giusto.
E' da metà gennaio infatti che il PdL e Alparone avevano chiesto più o meno ufficialmente a Salgaro di dimettersi lasciando intendere che alla base della richiesta c'erano non ben precisati "motivi politici" legati alla presentazione dell'assessore (già esponente della destra ex missina locale che non era stato eletto, ma nominato dal sindaco per accordi politici) alle elezioni del 24-25 febbraio.
Stasera, si spera, ne sapremo qualcosa di più e ci auguriamo venga fatta un po' di chiarezza (si parla di un debito di alcune decine di migliaia di euro) anche alla luce delle ultime dichiarazioni rilasciate alla stampa dall'assessore che ha affermato in merito alla sua situazione: "Il Sindaco era al corrente della cosa e non ha mai avuto nulla da obiettare". Affermazione che contrasta con quanto va dicendo in questi giorni il primo cittadino che al contrario sostiene di essere sempre stato all'oscuro di questa faccenda. Chi dice la verità?
La storia che, stando a fonti vicine al Palazzo, era nota agli uffici (e dunque alla giunta), già dall'anno scorso, è esplosa fragorosamente il 14 marzo, con il comunicato di Alparone che annunciava il ritiro delle deleghe a Salgaro. Ma c'erano già state delle avvisaglie che qualcosa tra l'assessore ai Lavori Pubblici, la giunta di destra e la maggioranza che la sostiene, non andava per il verso giusto.
E' da metà gennaio infatti che il PdL e Alparone avevano chiesto più o meno ufficialmente a Salgaro di dimettersi lasciando intendere che alla base della richiesta c'erano non ben precisati "motivi politici" legati alla presentazione dell'assessore (già esponente della destra ex missina locale che non era stato eletto, ma nominato dal sindaco per accordi politici) alle elezioni del 24-25 febbraio.
Stasera, si spera, ne sapremo qualcosa di più e ci auguriamo venga fatta un po' di chiarezza (si parla di un debito di alcune decine di migliaia di euro) anche alla luce delle ultime dichiarazioni rilasciate alla stampa dall'assessore che ha affermato in merito alla sua situazione: "Il Sindaco era al corrente della cosa e non ha mai avuto nulla da obiettare". Affermazione che contrasta con quanto va dicendo in questi giorni il primo cittadino che al contrario sostiene di essere sempre stato all'oscuro di questa faccenda. Chi dice la verità?
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lunedì 4 marzo 2013
Voti comprati: l'Italia criminale che inquina la democrazia
La notizia del giorno che apre tutti i TG è
quella dello sbarco a Roma dei grillini con i loro due capi. Per me invece è quella dell'arresto a Monza dell'ex assessore monzese al patrimonio
del PdL per compravendita di voti dalla
camorra.
Venti euro un voto singolo, 50 in caso
di voto famigliare. Questa la tariffa secondo il Gip di Monza,
Claudio Tranquillo, titolare dell'inchiesta che ha portato in
prigione 35 persone tra cui l'ex amministratore monzese del PdL e diversi
personaggi che avrebbero gestito le attività criminali nel capoluogo brianzolo negli
ultimi anni. Questa inchiesta è simile a quella che aveva già portato in
autunno all'arresto dell'assessore regionale del PdL, Zambetti, e
aveva provocato la caduta della giunta Formigoni.
Ciò conferma un pensiero che mi gira
insistentemente per la testa da lunedì sera, quando è terminato lo
spoglio dei voti delle elezioni politiche che hanno visto la
clamorosa e inattesa rimonta del partito di Berlusconi. Dove il capo
della neodestra italiana ha vinto di più? Nelle regioni dove più
forte è il controllo sociale della criminalità organizzata, Sicilia,
Calabria, Campania,Puglia e in Lombardia, dove questa criminalità
si è intrecciata da 20 anni a quella economica, come tutte le
inchieste della Magistratura hanno dimostrato.
Lo scenario italiano uscito dalle
elezioni della scorsa settimana è dunque il seguente: il 30% del
Paese è rappresentato da un centrosinistra che cerca
responsabilmente di salvare l'Italia dalla rovina, il 30% da un
centrodestra irresponsabile, pesantemente inquinato dalle bande criminali, che aveva già portato nel 2011 il Paese sull'orlo del
baratro, e il 30% da un movimento populista antieuropeo, che
disprezza le istituzioni, cavalca la protesta prodotta dal disagio
sociale e punta dichiaratamente allo sfascio.
Se questa è la realtà,
e temo sia così, il problema vero evidenziato dal voto è la incapacità della democrazia
italiana di autoriformarsi che poi vuol dire l'incapacità degli
italiani di autogovernarsi. E una simile carenza non può venire
imputata a questo o a quello: siamo tutti coinvolti. Ha ragione
Bersani a dire a Grillo: "Tutti a casa? Va bene, tutti però, anche
tu".
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venerdì 1 marzo 2013
Elezioni a Paderno: il PdL è il terzo partito, ma il PD è solo
Procede sui blog padernesi l'analisi del voto politico e amministrativo dello scorso fine settimana che ha
terremotato la politica nazionale. Pochi osservatori, però, hanno
preso in esame il piccolo terremoto che si è prodotto a livello
locale dove soprattutto a livello di elezioni regionali i voti hanno
disegnato una geografia diversa di cui sarebbe bene tenere conto in
vista delle elezioni comunali del 2014. Padernoforum e Caraterramia
lo hanno fatto e dunque vale la pena di approfondire il risultato per
mettere meglio in luce il cambiamento avvenuto.
In un blog precedente avevo già
sottolineato il fatto che a seguito dell'emorragia di voti subita, il
PdL che esprime l'attuale sindaco e ha la maggioranza dei voti in
consiglio comunale non è più il primo partito di Paderno. I voti
raccolti alle regionali 2013 sono meno della metà di quelli
ottenuti nel 2010: 16,95% contro 34,66%. A superarlo oggi non è solo
il PD, che con il suo 27,27% guadagna un punto percentuale sul 2010 e agguanta la prima posizione,
ma anche il M5S (18,50%). E' interessante notare che la Lega Nord,
sommando i suoi voti con quelli della lista Maroni che ha
intercettato molti dei voti di leghisti in libera uscita, ha totalizzato il
16,98%, cioè quasi quanto la somma di PdL-Fratelli d'Italia
(18,38%). Ciò significa che mentre la Lega ha perso metà dei voti,
ma li ha per ora parcheggiati vicino a casa, il PdL la metà dei suoi voti l'ha data tutta al movimento di Grillo e solo in parte alla lista Albertini-Monti.
In conclusione i dati indicano due
cose: il PdL nel 2014, se non succede qualcosa di eclatante a livello
nazionale, rischia di non essere più in gioco, ma il PD che ha
conquistato la posizione di testa, è in fuga da solo. A sinistra non
ci sono più forze da aggregare in vista della volata del 2014 e se a quella elezione vuole superare il 40% deve a tutti costi assicurarsi l'appoggio di quanti domenica scorsa hanno scelto la lista Ambrosoli, cioè il 7,34% dei votanti, elettori di un centro sinistra "diverso" da quello
rappresentato dal partito di Bersani.
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