Visualizzazione post con etichetta presidente della repubblica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta presidente della repubblica. Mostra tutti i post
mercoledì 17 aprile 2013
Moai
Etichette:
5stelle,
amato,
PdL,
presidente della repubblica,
rodotà
lunedì 1 aprile 2013
La saggia ultima mossa
Dopo il "non risolutivo"
tentativo di Bersani di formare un governo di minoranza con
l'appoggio o la non opposizione del Movimento 5 Stelle,
avevo scritto che davanti a Napolitano c'erano due scelte: un altro "governo del Presidente" o nuove elezioni subito.
L'uomo
del Colle che tra un mese e mezzo se ne andrà in pensione a godersi
il meritato riposo si è invece inventato una alternativa
imprevedibile a queste due soluzioni: il sinedrio dei saggi, doppio
per di più, con l'evidente obiettivo di prendere tempo. Tirare in
lungo fino a dopo l'elezione del suo successore al quale lasciare in
mano la patata bollente sembra proprio essere lo scopo della sua mossa.
Una mossa teatrale,
poco credibile, ma umanamente comprensibile. Che poteva fare del
resto? Nessuno infatti se l'è sentita di tirargli la croce addosso
più di tanto anche se la destra berlusconiana, convinta di essere
stata danneggiata nelle sue manovre per rientrare in gioco
dall'iniziativa dilatoria del Quirinale, rumoreggia e si agita,
mentre il PD tira il fiato e Grillo sbanda vistosamente a riprova del suo non
saper che fare dei voti che ha inopinatamente preso.
Cosa succederà nei 15 giorni che
mancano all'inizio delle votazioni per il nuovo Presidente della
Repubblica? Stando a quel che ha dichiarato il saggio dei saggi, le sue
due "commissioni" incaricate di presentare ai partiti, la
prima, una ipotesi di riforma istituzionale (legge elettorale e
riforma del Parlamento) condivisa e da votare subito, la seconda una
serie di punti programmatici per rilanciare l'economia anche questi
da votare alla svelta, dovrebbero fare le veci del "governo del
Presidente" che non c'è, mentre Monti che rimane in carica per gli
affari correnti tiene a bada l'Europa. Poi, a Camere riunite, si
giocherà la partita cruciale della elezione del Presidente che vede favorito
il centro sinistra al quale mancano solo una manciata di voti per eleggere il suo
candidato a maggioranza.
Un presidente molto diverso e lontano da quello che
vorrebbe Berlusconi, che potrà finalmente sciogliere questo Parlamento impotente a formare un Governo e ridarà agli italiani la responsabilità di salvarsi. Crescere e cambiare, o rinunciare ad essere Stato.
Etichette:
elezioni,
giorgio napolitano,
PdL,
presidente della repubblica,
saggi. pd
martedì 1 gennaio 2013
Parole di verità per l'anno che verrà
In questo scenario trucido di fine
2012, illuminato dai bagliori sinistri del tramonto di un epoca
torbida, dove tutti gli sconfitti vecchi e nuovi, fino all'ultimo useranno il poco fiato
rimasto per lanciare minacce, ricattare, sgomitare per un po' di
spazio mediatico, raccontare menzogne, sparare insulti a
destra e a manca, il discorso di fine mandato del presidente della
Repubblica, Giorgio Napolitano, è stata per noi cittadini una finestra aperta sul
futuro dalla quale è entrata aria fresca a dissipare le nebbie e i
miasmi della morente seconda repubblica.
Il Presidente ieri sera ci ha detto la
verità ed ha confermato di avere fiducia nella nostra intelligenza. In sintesi ci ha detto quello che sappiamo tutti. I sacrifici che Monti ci ha imposto erano necessari e lo sono ancora,
ma ora dobbiamo far ripartire la nostra economia e questo non sarà
possibile senza equità sociale, senza allargare la sfera dei diritti
civili, senza sanare lo scandalo delle carceri, senza maggiori tutele
della salute specialmente sui luoghi di lavoro, senza garantire pari
opportunità di un futuro a giovani e donne. La politica, soprattutto,
non può affermare il suo ruolo se le manca la capacità di
condivisione umana e morale della enorme questione sociale creata dalla crisi economica mondiale e dal nostro ritardo a riconoscerla per quello che è: una crisi di sistema.
Il debito pubblico accumulato negli ultimi 20 anni ci costringe oggi a pagare 85 miliardi di euro l'anno di interessi, ma preso atto di questo
possiamo e dobbiamo fare qualcosa per distribuire meglio, subito, i
pesi dello sforzo di risanamento indispensabile, definendo in modo
meno indiscriminato e automatico sia gli inasprimenti fiscali sia i
tagli alla spesa pubblica, che va, in ogni settore e con rigore,
liberata da sprechi e razionalizzata. E lo possiamo fare solo insieme
all'Europa non contro l'Europa.
In passato si è parlato troppo poco
"il linguaggio della verità". Ma avere e dare fiducia "non
significa alimentare illusioni, minimizzare o sdrammatizzare" i
dati più critici della realtà : si recupera fiducia "guardandovi
con intelligenza e con coraggio. Il coraggio della speranza, della
volontà e dell'impegno".
I giovani hanno ragione ad essere
indignati per l'ingiustizia sociale per la corruzione, per le scelte
sbagliate fatte dai governi del passato, ma indignarsi non basta,
come non è giusto fare di ogni erba un fascio. Soprattutto i giovani
devono credere nel loro futuro e impegnarsi in prima persona sulla
strada del cambiamento, entrando nelle istituzioni e nella politica
per conquistarsi il loro spazio. E le istituzioni e la politica
devono far loro spazio.
La diseguaglianza sociale è un freno
allo sviluppo, per questo il nostro Paese deve diventare più civile
e più solidale se vuol ricominciare a crescere. E diventare più
civile significa fare decisivi passi avanti sul piano della legalità
e della lotta al crimine, sui diritti civili, sull'accoglienza degli
immigrati, sulla lotta alla criminalità, sulla violenza domestica
contro le donne.
Per crescere dobbiamo puntare a
valorizzare il nostro vero patrimonio che è la cultura, e la sua
qualità che arricchisce i cittadini e il Paese, il nostro grande
capitale umano.
L'Italia ha di fronte un anno per molti
versi decisivo: possiamo voltare pagina e usare lo strumento
elettorale per darci un nuovo Parlamento che faccia le riforme che il
vecchio non è stato capace di fare a cominciare dalla riforma della
politica, dei partiti e della legge elettorale.
Napolitano ha concluso il suo discorso
dicendo: il rifiuto o il disprezzo della politica non porta da
nessuna parte, è pura negatività e sterilità. La politica non deve
però ridursi a conflitto cieco o mera contesa per il potere, senza
rispetto per il bene comune e senza qualità morale.
Parole di verità. Grazie Presidente,
ne avevamo bisogno. Buon 2013.
Etichette:
2013,
futuro,
italia,
napolitano,
presidente della repubblica
Iscriviti a:
Post (Atom)
