martedì 24 gennaio 2012

Taxi: perché "no" allo scontrino fiscale?

La prima cosa che ho visto, uscendo dal nuovissimo e meraviglioso aeroporto di Pechino, quando nel maggio 2008 ho avuto la fortuna di visitare quella città, è stata, salendo su un taxi, la macchina emettitrice di scontrini integrata nel tassametro.
In questi giorni che i tassisti italiani si ribellano alle liberalizzazioni del governo Monti mi è tornata alla mente quella immagine che allora mi colpì perché in Italia non ne avevo mai vedute, nè ancora ne ho viste in funzione sui nostri taxi. E non capisco perché il governo non ne parli nel suo documento in materia di liberalizzazioni. 
Da più parti si comincia a rilevare una certa inconsistenza che il liberismo scolastico dei professori mostra nell’affrontare i problemi più terra terra: professioni, orari dei negozi, numero delle farmacie, organizzazione dei tassisti. Il governo Monti dà l'impressione di agire come chi in realtà non conosca la materia di cui si vuole occupare. Nessuno economista o commentatore economico lo ha scritto, ma la prima misura di buon senso che bisognerebbe adottare nei confronti dei tassisti è proprio imporre loro il rilascio di scontrini fiscali emessi direttamente da un tassametro che funzioni anche da registratore di cassa. Come avviene a Pechino, ma anche in altri Paesi europei più vicini a noi. Nella foto (ripresa dal sito de la Gazzetta del Mezzogiorno) si vede proprio lo scontrino fiscale rilasciato da un taxi danese.
Imporlo sarebbe una misura civile e di buon senso: i tassisti devono pagare le tasse in base al loro reddito come tutti e con lo scontrino si accerterebbe finalmente quanto guadagnano e se le tariffe praticate sono eque. Ma i tassisti da questo orecchio non ci hanno mai sentito e non ci vogliono sentire.  Allora non si stupiscano se tutti o quasi li considerano degli evasori fiscali abituali. Piccoli, ma ugualmente insopportabili. 

1 commento:

di modugno domenico ha detto...

L'emissione di uno documento fiscale deve servire a qualcosa. Se chiediamo la fattura a un dentista una quota (minima) è possibile dedurre dalla propria dichiarazione fiscale. Questa possibilità non è prevista per tutti gli altri beni. Beni, come i combustibili, l'energia elettrica, ritenuti, fiscalmente, non utili a formare un bilancio personale o famigliare. Se si potesse, la richiesta/emissione dello scontrino sarebbe naturale. Naturale perchè contrapponendo gli interessi di ciascuno si otterrebbe l'interesse di tutti.
La naturale contrapposizione degli interessi garantisce il risultato. Il moralismo che contraddistingue talune pubblicità e campagne stampa serve solo a garantire lo status quo e non mettere in discussione le fondamenta economiche della società.
Di Modugno Domenico