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lunedì 13 febbraio 2012

Eternit: sentenza storica, 16 anni ai titolari dell'azienda


16 anni di galera per i due titolari della Eternit (nella foto la fabbrica della morte). Condannati Schmidheiny e De Cartier, uomini al vertice della multinazionale e colpevoli secondo la Corte di disastro doloso e rimozione di misure antinfortunistiche. In aula la sentenza è stata accolta da grida, lacrime e applausi dei familiari delle vittime.
Una sentenza storica quella del Tribunale di Torino emessa pochi minuti fa e attesa da migliaia di cittadini italiani e stranieri, vittime dell'amianto, ammalati e parenti dei lavoratori uccisi dalla fibra killer responsabile del mesotelioma pleurico.
 Il giudice Casalbore, ha disposto anche i risarcimenti provvisionali: 70mila euro per l'associazione Medicina democratica e per il Wwf, 100mila euro per l'Associazione nazionale esposti amianto, 4 milioni per il comune di Cavagnolo e di 15 milioni per l'Inail. Risarcimenti mediamente di 100mila euro ciascuna per le sigle sindacali, parti civili nel processo. Inoltre 25 milioni per il comune di Casale Monferrato, 30mila euro per ogni congiunto di ciascuna vittima e 35mila euro per ogni ammalato. La città piemontese, definita la Hiroshima dell'amianto, ha contato finora 1.800 vittime .

Tumore al seno: diminuisce la mortalità in Europa

Segnalo questo comunicato dell'Istituto Mario Negri sul calo della mortalità per tumore al seno. In Italia il calo percentuale è vicino al valore medio -7,5%. 
Il tumore al seno rimane la principale causa di mortalità per cancro nelle donne dell'Unione Europea (UE) nel suo complesso. Tuttavia, secondo uno studio, pubblicato su The Breast, condotto dal Dipartimento di Epidemiologia dell’Istituto “Mario Negri”, tra il 2002 e il 2006, il tasso di mortalità per tumore della mammella è diminuito del 7%, passando da 17,9 a 16,7 donne ogni 100.000 (tasso standardizzato per età secondo la popolazione mondiale).
Le diminuzioni più forti sono state osservate nei Paesi del Nord Europa (-38% nel Regno Unito), mentre le riduzioni sono state più recenti e più modeste nei Paesi del Centro ed Est Europa, dove la mortalità è risultata in crescita fino alla metà/fine degli anni ‘90. La diminuzione nella mortalità è stata più evidente nelle donne giovani (-11,6% tra i 20 e 49 anni nella UE), mentre era più ridotto con l'avanzare dell'età (-6,6% a 50-69 anni, -5% a 70-79 anni).
Un trend positivo già iniziato del decennio precedente: la mortalità per tumore della mammella, infatti, è diminuita di oltre il 15% nella UE dalla fine degli anni ‘80 all’inizio degli anni 2000.
In Italia, la riduzione nella mortalità totale è stata del 7,5% nel quinquennio considerato. Nel 2007, la mortalità è stata di 16,2 donne ogni 100.000, con 11.916 decessi.
“Lo studio – sostiene Cristina Bosetti, ricercatrice del Dipartimento di Epidemiologia dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche ‘Mario Negri’ – indica una persistente e costante riduzione nella mortalità per tumore della mammella in Europa negli ultimi 25-30 anni, come anche osservato negli Stati Uniti. Ciò è dovuto principalmente ai progressi nella terapia. Gli andamenti più favorevoli nelle giovani donne suggeriscono che la mortalità complessiva per tumore della mammella in Europa si ridurrà ulteriormente in un prossimo futuro.