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venerdì 20 aprile 2012

Candidi come colombe, ma astuti come serpenti

Il mio amico Giovanni Giuranna è una brava e cara persona, ma a volte mi fa cadere le braccia perché, pur essendo un cattolico impegnato e consapevole, pratica solo a metà la raccomandazione di Matteo (che avevo erroneamente attribuito a S. Paolo, grazie della correzione): è candido come una colomba, ma non riesce proprio ad essere astuto come un serpente. Insomma, si rifiuta pervicacemente di guardare la realtà per quella che è e tenerne conto.
Sul suo blog ha scritto un post in cui amaramente prende nota che migliaia di padernesi hanno inscenato una manifestazione piena di rabbia davanti alle telecamere di "Striscia la Notizia", per protestare contro i titolari di una palestra che ha chiuso dopo avere intascato i loro abbonamenti. Giovanni si chiede, accorato e candido, perché i nostri concittadini non hanno sentito il bisogno di protestare allo stesso modo contro la tragedia Eureco, o la minaccia di costruzione di un inceneritore, o per la perdita del posto di lavoro a causa delle truffe dei padroni delle fabbriche, oppure per reagire alla infiltrazione mafiosa?
Caro Giovanni, basta con il candore e con le domande retoriche, è arrivato il momento di aprire gli occhi di fronte alla realtà e di porsi il compito di dare qualche risposta. I cittadini di Paderno si sono mobilitati perché i soldini che ci hanno rimesso con la palestra di Calderara sono usciti dalle loro tasche. Questa volta sono loro personalmente i truffati e quello della soddisfazione dei consumi individuali è il loro legittimo interesse primario. 

lunedì 27 febbraio 2012

Bomba a Paderno: l'immobilismo della politica e il silenzio della città

Fervono i lavori per il ripristino della stazione dei Vigili Urbani di via Buozzi colpita e danneggiata dall'esplosione provocata dall'attentato della scorsa settimana. Mentre gli inquirenti continuano le indagini per individuare i colpevoli del grave gesto e svelarne motivazioni e finalità, la politica non prende iniziative e la città tace, in attesa.
La sua voce non si è fatta sentire con molta forza alla manifestazione di venerdì sera ed era forse prevedibile: prima di manifestare la gente vuole capire e le cose dette finora dai responsabili dell'amministrazione non hanno evidentemente rassicurato i padernesi. I punti oscuri di questa brutta storia sono ancora troppi e la versione della "vendetta" della malavita come risposta all'azione di contrasto portata avanti dalla milizia cittadina non convince. 
Ed è proprio questo, a mio avviso, il colpo più duro che l'attentato ha inferto alla nostra comunità, una ferita che potrebbe diventare un danno permanente se la politica e l'amministrazione non si svegliano dal torpore in cui sembrano cadute e non cominciano a dare risposte più concrete ed attendibili.
Dalla notte della bomba a oggi sono ormai passati sei giorni e il palazzo della politica ancora tace. Forse i responsabili dei partiti pensano che dopo aver inviato il loro doveroso messaggio di solidarietà ai Vigili Urbani non ci sia altro da fare che attendere o peggio liquidare l'attentato derubricandolo ad "atto vandalico" come ha già fatto pubblicamente l'assessore Di Maio titolare della Polizia Locale? Io spero vivamente di no e mi aspetto al più presto qualcosa di più e di meglio di parole vuote e gesti rituali che preludono solo alla rimozione dei fatti.

sabato 4 febbraio 2012

Intercultura: "Tutti per uno" al Metropolis

Mercoledì 8 febbraio alle ore 21 presso lo spazio Metropolis 2.0 primo appuntamento con la mini-rassegna “Tutti per uno” realizzata in collaborazione con la Rete Intercultura delle Scuole di Paderno Dugnano. In programma il film – che dà il titolo al ciclo – Tutti per uno di Romain Goupil con Valeria Bruni Tedeschi: le politiche francesi sull’immigrazione viste con gli occhi dei ragazzini.
Al termine della proiezione piccolo buffet degustazione di prodotti tipici preparato dalle famiglie della Rete.
Per il programma completo della rassegna e il progetto http://metropolis.cinetecamilano.it
Ingresso a 4 € per chi si presenta con la brochure della rassegna.  

mercoledì 4 gennaio 2012

Paderno solidale prega per la pace

Questo è il Comunicato stampa diffuso dalle comunità parrocchiali di Paderno Dugnano sulla "Giornata per la Pace" e sull'attività del Fondo di Solidarietà a favore delle famiglie padernesi in difficoltà.
Nella giornata per la pace annunciato un traguardo di solidarietà:
superati i 40mila euro per il Fondo cittadino “L’avete fatto a me”
Paderno Dugnano, 4 gennaio 2012 – Pregare ed impegnarsi per la giustizia e la pace comporta non soltanto esprimersi con le parole, ma anche compiere gesti concreti. Molte persone della nostra città – in particolare fedeli delle comunità cristiane – lo hanno dimostrato aderendo al progetto “L’avete fatto a me”, che era stato lanciato da tutte le parrocchie cittadine in occasione della Giornata Caritas, in novembre, prima dell’inizio dell’Avvento, e la cui disponibilità a fine 2011 ha “sfondato” il tetto dei 40mila euro, ed anzi ha sinora raggiunto quota 42mila euro.
L’annuncio è stato dato al termine della Messa celebrata – come è ormai tradizione da parecchi anni – alle ore 17 presso il santuario dell’Annunciazione di via Piaggio il 1° gennaio, Giornata mondiale per la pace: diverse centinaia di fedeli vi convergono dalle sette parrocchie cittadine dopo aver camminato per le strade semideserte, compiendo altrettante “marce per la pace” in silenzio o recitando il santo Rosario. Fra i partecipanti certamente c’erano persone o intere famiglie, che con discrezione hanno dato una loro offerta per questa raccolta di fondi o si sono impegnate a dare un contributo fisso per i prossimi mesi, e che quindi hanno appreso che la “goccia” di ciascuno è andata a riempire un grande vaso di carità. Il quale a sua volta andrà a beneficare delle famiglie del territorio che si trovano in difficoltà e le cui situazioni sono state o saranno segnalate ai parroci e al centro d’ascolto “Il Veliero” della Caritas.
L’Eucaristia è stata concelebrata da dieci sacerdoti, di cui quattro provenienti dall’India: don Simone Pallupetta, che ha presieduto la celebrazione e che aveva collaborato per cinque anni presso la comunità pastorale di Dugnano e Incirano, don Jery Njaliath, che ne ha preso il posto, don Biju Giorgio Uarghese (che ha pronunciato l’omelia) e don Giuseppe Kiriyanthan, entrambi studenti a Roma. Con la presenza del diacono permanente don Andrea Spinelli, hanno inoltre concelebrato don Vittorio Inversini (residente a Dugnano), don Giuliano Alberti (cappellano presso la clinica “San Carlo”) ed i quattro parroci della città, ossia monsignor Giacomo Tagliabue (Dugnano e Incirano), don Luciano Galbusera (Palazzolo e Cassina Amata), don Giampiero Borsani (Calderara) e don Gabriele Sala (Paderno e Villaggio Ambrosiano).

lunedì 2 gennaio 2012

Il popolo dello bollicine

Ormai i blog e i social network sono diventati la fonte delle informazioni anche per le società specializzate in ricerche di mercato. Per sapere cosa avrebbero bevuto di più gli italiani per festeggiare l’arrivo del 2012 Nielsen BuzzMetrics ha analizzato le conversazioni tra internauti su blog, forum e altri luoghi di discussione online. I risultati dell'ascolto sono stati diffusi con questo comunicato stampa.

Champagne o spumante?
Lo champagne è nel vissuto degli italiani il simbolo della festa e spesso il termine viene utilizzato con lo scopo di enfatizzazione celebrativa e infatti nei mesi che precedono le festività è discusso e commentato in rete più del rivale, cioè lo spumante nostrano. Negli ultimi quattro mesi lo champagne è stato menzionato in oltre 8.500 messaggi mentre lo spumante in quasi 6.100, con una media settimanale di 500 citazioni per il primo e 350 per il secondo.
Il prodotto italiano vince invece la partita nelle occasioni più tradizionali di consumo, superando il rivale nel periodo di avvicinamento al Natale, con un picco di oltre 800 messaggi proprio nella settimana che precede il 25 dicembre, mantenendo la posizione anche in prossimità di Capodanno. Non solo nelle occasioni di consumo tradizionale: lo spumante ci accompagna negli eventi della quotidianità, come i fatti di cronaca politica del 12 novembre scorso (le dimissioni di Berlusconi ndr).
Lo champagne viene principalmente discusso sui forum (51%) mentre lo spumante registra una maggiore sostanziale equivalenza tra forum e blog (43% vs 42%). Lo champagne piace al popolo di Twitter: un messaggio su cinque condiviso con un cinguettio.
La fonte più rilevante per il mondo delle bollicine è senza dubbio il forum gamberorosso.it, in grado di generare quasi 1.000 messaggi tra spumante e champagne negli ultimi 4 mesi.
lemillebolleblog.it, intravino.com e chetipodivino.com sono le fonti specializzate che registrano la maggior parte dei commenti sui due contendenti.

Il dromedario azzurro

Ho scritto ieri per il blog Restare Umani  questo ricordo dei presepi della mia famiglia. A mia moglie è piaciuto tanto (è raro che gli piaccia qualcosa di quello che scrivo) e mi ha chiesto di ripubblicarlo su padernoforum. La accontento nella speranza che piaccia anche a voi, Buon Anno. 
Il presepio mi piace. E' una tradizione e più o meno l'ho sempre fatto nelle diverse case nelle quali ho vissuto, escluso una (la mia compagna di allora era ebrea). Oggi, giornata sonnacchiosa dopo la vigilia consumata piacevolmente a cena con una coppia di amici e vicini di casa, mi sono messo a curiosare nel presepio fatto dalle mie figlie e ho ripensato ai tanti presepi della mia vita.
Al pranzo di Natale, a casa di mio padre a Chiavari, ho scoperto nel suo presepio alcune statuine della mia infanzia, scrostate e sbiadite, ma ancora inconfonibilmente quelle con le quali avevo giocato da bambino, le ochette bianche che facevo galleggiare sulla carta stagnola di cui era fatta l'acqua dello stagno, l'arrotino e la filatrice di lana sotto l'albero, il pastore con il cane al guinzaglio, le due contadinelle con la cesta delle mele.
Anche in quello che le mie figlie hanno apparecchiato sul piano della massiccia credenza di legno intagliato che viene dalla casa di mia moglie, ci sono molte vecchie statuine. Di sacre famiglie ce ne sono una ufficiale dentro la capanna e due ufficiose sistemate nella mensola soprastante. Quella installata al coperto è fatta di gessose figure vecchie di almeno 80 anni perché eredità di mia suocera. Un gruppo originale che comprende asino e bue, ma non il bambino che è stato sostituito con uno moderno dopo la rottura accidentale di quello antico. Le altre tre natività sono una di radice di tiglio comprata 30 anni fa in Val Gardena, l'altra in terracotta e tessuto proveniente da Tropea dove l'abbiamo trovata in un negozio io e mia moglie nel 1990.

sabato 31 dicembre 2011

Morto all'alba Don Luigi Verzè


"Don Luigi Verzè è morto oggi a Milano, all'età di 91 anni. Lo si apprende da fonti vicine al San Raffaele. Il fondatore del San Raffaele è deceduto intorno alle 7.30 presso l'Unita Coronarica dell'Ospedale, dove era stato ricoverato durante la notte alle ore 2.30 per l'aggravarsi della sua situazione cardiaca. Lo precisa una nota del S.Raffaele. 
Proprio quella di oggi avrebbe dovuto essere la giornata clou per il San Raffaele: in mattinata infatti è prevista l'asta con l'apertura delle buste con le offerte".
Così il Corriere della Sera dà la notizia della morte dell'anziano e discusso sacerdote. Io ho avuto modo di ascoltarlo e parlargli nel marzo 2008, in occasione della posa sulla grande cupola del suo nuovo centro di ricerca, della statua dell'arcangelo (costo 2,5 milioni), figura di guaritore alla quale aveva dedicato la sua opera, l'ospedale creato dal nulla e realizzato caparbiamente in mezzo a mille difficoltà e polemiche. Questo uno stralcio del mio articolo pubblicato da Italia Oggi. In esso Don Verzè ricorda brevemente la nascita dell'ospedale e i suoi difficili inizi.
                                 Un angelo veglia sulla ricerca scientifica
Da ieri un grande angelo bianco con le ali profilate d'oro domina il campus del San Raffaele di Milano dalla sommità della cupola che ricopre il nuovo Diparimento di Medicina molecolare costato 150 milioni di euro. La posa dell'angelo che raffigura il santo a cui Don Verzè ha dedicato l'opera della sua vita è una statua alta otto metri, tutta in resina di carbonio del peso di 3 tonnellate; conclude idealmente la creazione della nuova struttura che fa del San Raffaele il centro di ricerca più grande d'Italia e uno dei primi in Europa. 

Natale triste al supermarket

Gli italiani hanno stretto la cinghia sotto le feste riducendo nettamente i consumi per cene e banchetti. L’andamento negativo è comune a tutte le aree geografiche anche se le contrazioni peggiori si registrano al Nord Ovest e al Sud Italia. Molise, Puglia, Abruzzo e Liguria sono le regioni dove gli operatori della distribuzione alimentare hanno registrato la maggiore contrazione dei volumi venduti rispetto a dicembre 2010.
Lo afferma un rapporto di Nielsen Italia che ha registrato questi dati: le prime due settimane di dicembre hanno segnato una flessione dei fatturati del -1,1% nella distribuzione moderna alimentare (iper+super+lis+discount) e una riduzione dei consumi pari a -3,7%, rispetto alla prima metà di dicembre del 2010 quando la rinuncia del Natale fuori casa aveva dato una spinta molto positiva alla grande distribuzione che cresceva del +2,8%. Tutti i canali ne hanno sofferto, il supermercato ad esempio, che nel Natale del 2010 aveva segnato una crescita dei consumi del +2,5%, ha avuto quest’anno una contrazione del -3,6%. In controtendenza ovviamente la spesa fatta nei discount dove si è registrata una crescita delle vendite del +3,9% (variazione a volume a prezzi costanti).

giovedì 15 dicembre 2011

il "Caffe padano" di Brugherio e la cultura di destra

I leghisti sono proprio dei poveretti. Il loro razzismo e la loro beceraggine plebea e volgare, la loro violenza verbale e morale, il loro odio condominiale che tracima nel nazismo spicciolo, ridicolo, ma non per questo meno pericoloso, stanno diventando insopportabili. 
Ieri il quotidiano online "Affari Italiani" ha pubblicato la notizia corredata da fotografie dell'apertura a Brugherio, importante città del Nord Milano amministrata dal centro destra, che un leghista locale vi ha aperto il primo "caffé padano". "Qui i romani non sono benvenuti", "aperitivo a base di maiale", si legge nei cartelli appesi in vetrina.  Nel locale pubblico "padano", insomma, sono ben accetti solo i clienti di stirpe ariana e celtica, quelli che mangiano il maiale.  Alla larga terroni, ebrei e musulmani.
La storia si ripete sempre, prima come tragedia, poi come farsa, ma con questi tragici pagliacci, senza cervello e senza memoria, non sai mai se si rendono conto o meno delle cose che fanno. Insomma bisogna rimandarli a fare la scuola dell'obbligo oppure prenderli sul serio e trattarli come si meritano? 
Solo una bestia, infatti, può ignorare che quello che hanno fatto a Brugherio è già avvenuto nella Germania nazista dopo la "notte dei cristalli" e nell'Italia fascista dopo le leggi razziali, quando molti negozi esponevano le scritte "Questo negozio è ariano" come si vede nella foto d'epoca. 
Il "caffè padano" di Brugherio, con le sue scritte idiote, appare chiaramente un'aperta provocazione. E' troppo facile prevedere che prima o poi qualcuno ricorderà ai proprietari del bar il vecchio adagio: chi semina vento...

Don Giovanni, trasgressioni a scena aperta

"Trasgressivo" è l'aggettivo che si è guadagnato il Don Giovanni di Mozart messo in scena dal regista Robert Carsen per la prima della Scala del 7 dicembre.
Nella versione del registra canadese è stato infatti sdoganato anche un nudo integrale femminile; per tre lunghissimi secondi tutti i presenti in sala e i telespettatori di Rai 5 hanno potuto ammirare lato A e lato B dell'attrice che interpretava la licenziosa servetta di Donna Elvira. La stuzzicante ragazza dopo aver pomiciato a lungo con l'instancabile seduttore si alzava improvvisa dalla sedia e si scopriva completamente nuda in peccaminose autoreggenti nere.
Ma forse non è stata questa la più clamorosa delle trasgressioni che hanno punteggiato il Don Giovanni scaligero. A mio avviso quella più eclatante che, a differenza del nudo, quasi nessuno dei commentatori ha rilevato e degnato di un commento, sono state le tre o quattro sigarette accese e sfacciatamente sfumacchiate sul palcoscenico dal libertino mozartiano interpretato magistralmente da Peter Mattei. Anche nella scena finale quando Don Giovanni riemerge dall'inferno dove era sprofondato e ricompare arrogante tra i suoi nemici lo fa aspirando e spandendo allegramente fumo dall'ennesima sigaretta accesa impippandosene di leggi e norme che vietano severamente di fumare in un luogo pubblico e di propagandare il fumo.
Il fatto che questa trasgressione non sia stata colta e riportata da nessuno o quasi dei numerosi cronisti la dice lunga sul labile concetto di legalità che contraddistingue gli italiani.
Che senso ha far scrivere a caratteri cubitali sui pacchetti di sigarette in libera vendita "Il fumo uccide" e fare campagne pubbliche antifumo, scrivere leggi contro il fumo attivo e passivo e altre lodevoli iniziative salutiste se poi nessuno trova sbagliato che si fumi più volte in scena durante uno spettacolo come questo, mostrato a milioni di persone in Italia e nel mondo?

mercoledì 14 dicembre 2011

Il cuore di tenebra dell'Occidente

Uno scrittore antisemita che amava i fumetti di Tex e di Ten Ten. Quello che più colpisce nel gesto di razzismo omicida compiuto ieri a Firenze dal neofascista Gianluca Casseri è proprio la personalità del suo autore. Un intellettuale della destra italiana che si scopre con lui identica a quella degli anni 40-50, quella cioè degli Evola, dei Romualdi, dei neonazisti nostrani, minori e frustrati perché in ritardo sulla loro storia finita nel bunker della Cancelleria di Berlino. Una fine ingloriosa, un verdetto definitivo che loro, gli orfanelli delle SS, non hanno mai accettato.
Nel corso della mia vita ne ho conosciuti diversi di questi "intellettuali" che lamentavano sempre la mancanza in Italia di una "vera cultura di destra" e denunciavano la persecuzione della "dittatura culturale comunista" che li aveva sempre emarginati e repressi. 
Perché un "intellettuale" di questa destra una mattina esce di casa e dà corpo finalmente alle sue represse  pulsioni assassinando due venditori ambulanti senegalesi in un mercato rionale per poi togliersi la vita? E' fin troppo facile rispondere: perché a questo conducono le ideologie malate di cui la cultura di destra, la sua cultura, si nutre.
In un libro famoso, "Occidente" scritto nel 1975 da Ferdinando Camon e ambientato nella Padova di quegli anni bui, scossa dagli scontri di piazza tra giovani di estrema destra e di estrema sinistra, dalle trame stragiste e golpiste, tutto questo è ben illustrato. I personaggi principali sono due intellettuali, il capo degli studenti di sinistra e quello dei giovani neonazisti che dopo essersi inutilmente scontrati in piazza e avere parallelamente verificato l'impossibilità di cambiare la storia e di fermare il tempo, finiscono per fare entrambi un attentato dinamitardo.
Il primo colpisce, per distruggerlo, il grande centro di elaborazione dati dell'Università individuato come il potente strumento tecnologico del capitalismo vincente. Il secondo fa saltare in aria un istituto per bambini handicappati, oggetti viventi delle paure profonde e incontrollabili che stanno alla base del razzismo, del superomismo, dell'individualismo portato all'estremo. Un terrore che evidentemente ha radici profonde nell'io fragile dell'uomo, dunque ineliminabile, e che si fa ideologia per trovare un'accettabile compensazione.
La cultura di destra messa alle strette, quando perde il controllo e svela la sua vera essenza, è solo questo: bisogno di oblio e di morte.