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sabato 23 febbraio 2013

Habtamu: per cominciare a riflettere insieme

"Dove abbiamo sbagliato?". Quando un figlio adolescente si suicida i genitori e gli educatori inevitabilmente si pongono questa domanda, che è lecita, ma che rischia di fermare il cammino e lasciare a metà le cose. Di non dare risposte o peggio di negare le ragioni che ci hanno spinto ad essere genitori ed educatori.
La tragica fine di Habtamu continua a stimolare la mia ricerca e a spingermi a riflettere ad alta voce e invitare altri come me a rifettere insieme. Lo faccio perché Habtamu era un figlio della mia comunità e perché anch'io sono genitore di figli adolescenti, quindi coinvolto.
Mario Dupuis, educatore e fondatore del gruppo padovano Edimar, che opera per l'accoglienza e il recupero di minorenni in difficoltà, ha scxritto oggi su il Sussidiario.net una riflessione che mi stimola e che vi invito ad andare a leggere. 
Egli afferma che la domanda apre uno spiraglio di verità solo quando diventa "che cambiamento chiede a me e di me questa sconfitta?", perché non si da educazione e accoglienza se chi educa non è cosciente del fatto che in quanto adulto, genitore e insegnante, egli è sempre educabile ed impegnato nel proprio cambiamento. 
Non per diventare più buono, capace e professionale, ma per addentrarsi ancora di più nel mistero dell'altro che si vuole educare e considerare come un figlio e per entrare di più dentro il mistero di sé stessi.
La morte "innocente" di Habtamu, ci dice Dupuis, non sarà stato un fallimento se chi lo aveva accolto e si era impegnato nella sua educazione, diverrà consapevole del fatto che tutto il bene che gli ha voluto, tutto quello che ha fatto per lui, non potevano bastare a riempire la sua vita, non potevano colmare il suo dolore e sopire la nostalgia per quello che aveva perduto.

giovedì 21 febbraio 2013

Habtamu si è suicidato. Non riusciva ad adattarsi


(ANSA) - MILANO, 20 FEB - Si è impiccato a un albero a Biassono, nel Milanese, un ragazzino etiope di 14 anni che si era allontanato dalla casa in cui viveva con la famiglia adottiva a Paderno Dugnano, nel Milanese. Il corpo del ragazzo è stato trovato oggi dai carabinieri. Il quattordicenne, in casa, aveva lasciato un biglietto in cui scriveva di voler farla finita perché non riusciva ad adattarsi all'ambiente in cui viveva.

Questo lo scarno lancio dell'Ansa che ho rintracciato in rete sulla tragica fine del giovane padernese. Le edizioni on line dei quotidiani milanesi, il Giorno e il Corriere della Sera non danno notizia in home page della tragica fine di Habtamu Scacchi. Anche gli altri blog padernesi tacciono o si limitano a dare la notizia in forma reticente come ha fatto ieri La Scommessa.
La dolorosa fine della corsa terrena del ragazzo mi fa riflettere su tante cose. Anche su questo "vuoto" che si sta creando attorno alla sua morte. L'anno scorso la notizia della sua fuga aveva mobilitato la città che a sua volta era riuscita, con l'impegno di molti cittadini, a mobilitare i grandi media, stampa, radio e televisione. Nei giorni scorsi nessuno aveva saputo della sua nuova fuga e oggi che questa si è conclusa tragicamente mi chiedo il perché di questo silenzio.  

mercoledì 20 febbraio 2013

La corsa di Habtamu è finita in Brianza

Riprendo da diversi siti di informazione on line questa notizia sulla quale per ora non si conoscono altri dettagli. 

I genitori adottivi oggi dovevano andare in RAI negli studi di "Chi l'ha visto" per lanciare un disperato appello dopo la sua scomparsa, invece hanno dovuto recarsi a Biassono per riconoscere il corpo del figlio. 
Il giovane Habtamu Scacchi, lo studente di 14 anni di origine etiope e residente a Paderno Dugnano (Milano) che era scomparso da casa lo scorso 13 febbraio, è stato ritrovato senza vita questo pomeriggio, 20 febbraio, in una località della città brianzola.
Habtamu era già scappato di casa un anno fa quando si trovava in vacanza a Pettenasco sul Lago d’Orta, dopo pochi giorni era stato però ritrovato a Napoli dove il giovane voleva organizzare un viaggio per raggiungere i fratelli rimasti in Etiopia.
Questa volta i genitori adottivi, Marco Scacchi e Giulia Clementi, avevano denunciato la scomparsa alla Polizia locale e ai Carabinieri, senza divulgare la notizia. Purtroppo oggi nel tardo pomeriggio, il tragico ritrovamento. Ancora non si conoscono le cause della morte, anche se il sito Monzatoday parla di suicidio.
Dopo aver letto la tragica notizia sono andato in archivio a rileggere quel che avevo scritto l'anno scorso dopo la felice conclusione della fuga del ragazzo, lieto fine favorito anche dalla grande mobilitazione che parenti, amici, cittadini avevano messo in campo rilanciando in rete decine di messaggi, fotografie e appelli. 
"La mobilitazione on line dei tanti cittadini padernesi, Giovanni Giuranna in testa, ha dunque favorito la conclusione positiva di questa parte della storia di Habtamu. La loro iniziativa e soprattutto la capacità di sfruttare le possibilità di comunicazione capillare offerte dalla rete internet hanno dimostrato che i cittadini oggi hanno davvero la possibilità di partecipare e contribuire collettivamente alla soluzione di problemi difficili come ritrovare una ragazzo perso per le strade d'Italia. Questa è una lezione che dovremo tenere a mente per il futuro".