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giovedì 24 ottobre 2013

E l'uomo incontrò il cane. Un corso in Tilane

L'archeologia ha provato che uomini e cani vivono insieme da 12-13mila anni, ma probabilmente il rapporto è molto più antico. Il "domesticamento naturale" del lupo, una selezione naturale di soggetti meno abili nella caccia, ma al contempo meno timorosi nei confronti dell'uomo, è iniziato secondo gli studiosi 35mila anni fa quando questi lupi "deboli" avrebbero cominciato a seguire i primi gruppi di cacciatori nomadi, nutrendosi dei resti dei loro pasti e fornendo inconsapevolmente un prezioso servizio di "sentinelle", dando il via ad una sorprendente coabitazione tra due specie di predatori, con reciproci vantaggi.
Agli interessati consiglio la lettura del capolavoro di Konrad Lorenz, premio Nobel e padre dell'Etologia, "E l'uomo incontrò il cane". 

Segnalo dal sito comunale questa notizia che interessa tutti i proprietari di cani e di coloro che vorrebbero imparare a vivere con un cane.

L'Assessorato all'Ambiente in collaborazione con l'Associazione Animare Onlus e l'Associazione Tambra organizzano un percorso formativo per proprietari o amici di cani con rilascio di "Patentino".
La finalità del corso è quella di favorire l'integrazione del cane nell'ambito familiare e urbano, mediante l'istruzione dei proprietari di cani e anche di coloro che vorrebbero accoglierne uno. Ci si prefigge di garantire adeguate competenze per una corretta relazione uomo-cane, agevolare l'integrazione dell'animale nel contesto sociale e indirizzare il proprietario verso un possesso responsabile.
Il corso inizia il 6 novembre (Auditorium Tilane, ore 21) e si concluderà il 4 dicembre 2013. I temi trattati sono: comportamento del cane, sviluppo, benessere, comunicazione, informazione e prevenzione, legislazione e figure di riferimento. Il corso si chiude con un test di valutazione dell'apprendimento e la consegna di attestati.
Costo di partecipazione: 50 euro da versare al momento dell'iscrizione, tutto il ricavato sarà devoluto in beneficienza per sostenere Animare Onlus nella sua attività di cura e tutela degli animali. Al termine del percorso verrà rilasciato ai partecipanti un attestato: il patentino per proprietario di cani.

Per info e iscrizione:
Animare Onlus - via San Rocco, 53 - 22070 Bregnano (Co)
tel. 347.3090380
e-mail: info@animareonlus.it
www.animareonlus.it

giovedì 4 luglio 2013

Cani: adozioni o traffico di animali?

Da mesi un mio vecchio post del novembre 2012 è in cima alla classifica di quelli più letti. Di cosa trattava? Di traffico di cani dall'Italia alla Germania, un problema che è arrivato anche in Parlamento. Agli interessati segnalo che oggi Repubblica Inchieste è tornata sull'argomento con  un grande servizio di cui pubblico di seguito il sommario. Buona lettura.


Animali di cui si perdono le tracce, nonostante microchip e "passaporti", prestanome che spuntano fuori appena si indaga, un processo in corso a Ischia. Su tutto aleggia un terribile sospetto: randagi ridotti a cibo per altri cani, usati per la vivisezione e nel traffico di droga. La Lega nazionale per la difesa del cane si dichiara per la prima volta contraria alle adozioni all'estero e annuncia un nuovo regolamento interno anche per i trasferimenti in Italia.

giovedì 8 novembre 2012

Stop alla deportazione in Germania dei randagi italiani


Della deportazione in Germania dei cani e gatti randagi italiani non ne sapevo niente fino a quando non ho ricevuto dal mio amico Samuele Rocca questo invito a firmare una petizione al riguardo che gira sulla rete di cui riproduco il testo per gli interessati:

To: PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA E PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
Si chiede alle Autorità Italiane che siano presi seri e definitivi provvedimenti per interrompere la deportazione di cani e gatti randagi in Germania. Cani randagi rastrellati e inviati in Germania in condizioni precarie e illegali. Le spedizioni hanno l’apparente scopo di favorire le adozioni internazionali, ma in realtà non si bene che fine facciano poi tutti queste povere creature : una volta passato il confine si perde la traccia di almeno il 60 per cento di loro
Si teme, che le centinaia di esemplari che ogni mese raggiungono la Germania facciano un’atroce fine nei laboratori di vivisezione.  Questo spinge a chiedere urgenti provvedimenti.

Con un comunicato, l' Associazione italiana difesa animali ed ambiente (AIDAA) ha espresso preoccupazione e sdegno per una pratica che sta coinvolgendo in particolar modo il centro-sud Italia; cani randagi rastrellati e inviati in Germania in condizioni precarie e illegali.
Il destino delle centinaia di esemplari che ogni mese raggiungono il territorio tedesco e tutt'altro che chiaro; per la maggior parte di loro si prospetta una fine atroce nei aboratori di vivisezione.

mercoledì 22 agosto 2012

Green Hill, Cisl: prima i cani o i lavoratori rimasti disoccupati?

Tutti noi abbiamo seguito con più o meno attenzione la vicenda dell'allevamento Green Hill. Un luogo dove migliaia di cani di razza beagle venivano allevati e mantenuti per fare da cavie nelle sperimentazioni scientifiche, definite da molti con il termine sbrigativo di "vivisezione", dell'industria farmaceutica. Cosa che avviene legalmente da decenni in Italia e all'estero. 
In un'intervista a La Stampa di Torino, il Segretario Generale della Fai Cisl di Brescia, Daniele Cavalleri, esprime preoccupazione per il destino dei 23 lavoratori oggi disoccupati dell'allevamento Green Hill di Montichiari, sequestrato il 18 luglio scorso dalla Procura di Brescia.
"Io lascio volentieri la ribalta alla Procura, alla Lega antivivisezione e a tutti quelli che sono corsi a mettersi in mostra e a farsi fotografare a Montichiari - dichiara Cavalleri - ma non rinuncio a dire il punto di vista del sindacato: 1) la Cisl è contro la vivisezione; 2) Green Hill ha assunto 23 persone per curare l'allevamento dei beagle: nient'altro; 3) questi lavoratori chiedono rispetto perché non sono né torturatori, né aguzzini; 4) se c'è una scala naturale di valori al primo posto non ci sono rane, cani, maiali, gatti e pesci, ma la persona umana".
Per la Cisl ora la priorità è dare un futuro a quei 23 salariati rimasti senza lavoro. Di certo, continua Cavalleri nell'intervista rilasciata a La Stampa, "non aiuta la decisione di mettere l'allevamento sotto sequestro e di svuotarlo affidando i cani a chiunque ne faccia richiesta. Invito tutti a riflettere sull'assurdità di questa cosa. Sarebbe come se una mattina un Procuratore decidesse di mettere sotto sequestro uno stabilimento di automobili e disponesse che le macchine pronte per la consegna venissero distribuite a chi le chiede. Ci voleva e ancora ci vorrebbe un po' più di equilibrio!".
Su Facebook dove è stata rilanciata questa intervista che propone il dilemma "cani-lavoratori", un lettore, Armando De Giovanni, risponde così:  "Prima i cani: i lavoratori che si prestavano a commettere per lucro certe nefandezze ai danni di animali indifesi è giusto che paghino in prima persona ; io li metterei, insieme ai dirigenti dell'azienda, in galera !".
Questo botta e risposta ripropone un tema antico che poi è lo stesso identico dell'Ilva sequestrata dalla magistratura: l'Italia "sostenibile," che noi cittadini democratici e progressisti vogliamo, può rimenere una Repubblica democratica fondata sul lavoro o deve diventare una Repubblica democratica fondata sulla persona umana (e dunque animale)?