Per quale motivo da lunedì i pendolari della Milano-Limbiate, privati del loro tram, sono costretti a viaggiare nelle condizioni mostrate dalla foto? Per capire come vanno le cose in questo Paese, in questa Regione e in questa Provincia, bisogna leggere la cronaca della riunione di ieri pomeriggio che sembra aver sbloccato l'avvio dei lavori di messa in sicurezza già decisi da mesi e mai iniziati. L'autore del report, pubblicato sulla pagina facebook "Salviamo il tram della Comasina", è Stefano Archetti, consigliere comunale di Limbiate delegato alla Metrotranvia. La foto è di Claudia Tassan Pagnochit. L'immagine della pagina seguente è stata scattata da Simone Carcano stamattina alle 7,30 e riprende la "passeggiata pacifica" di protesta che ha visto decine di pendolari manifestare dalla fermata Max Mayer al capolinea di Comasina.
Si inizia con il tentativo di capire a
chi stanno in capo le responsabilità della chiusura della
tranvia. Indagato n. 1 il Comune di Milano con diversi riferimenti
ad ATM che invece sostiene di esserne vittima e di aver subito
ingiustamente delle critiche dai giornali.
De Nicola (assessore provinciale ai trasporti) che all’inizio è il più animato a cercare di definire le responsabilità, quando inizia ad essere tra gli “indagati”, tenta di minimizzare, incalzato da Cattaneo (assessore regionale alle infrastrutture) che invece è molto incazzato. Dice di aver subito un danno politico importante e che da ora in poi sulla questione tranvia Milano Limbiate ci andrà con i piedi di piombo.
All’inizio la questione sembra di carattere tecnico, nel senso che le responsabilità sembrano essere imputate alla questione della burocrazia nel recupero delle traversine sulla Desio Seregno, ma con l’andare del tempo si capisce che c’è qualcosa di diverso, sebbene non così esplicito. Mentre Cattaneo e De Nicola insistono perché i lavori inizino da subito per essere conclusi prima dell’arrivo del Papa (2 e 3 giugno), ATM prende tempo, accampa scuse per ogni cosa, sostiene che non sia possibile finire entro quella data, che bisogna vedere di chi è la proprietà delle traversine, che in fondo con i pullman le cose non vanno malissimo, ecc.
Maran (assessore milanese a mobilità e trasporti) invece ribadisce che i soldi per la prima tranche dell’intervento di messa in sicurezza sono già deliberati da mesi e che non ci sono problemi ad iniziare subito, tenendo conto dei tempi tecnici, ma aggiunge che la seconda tranche è indissolubilmente legata alla firma dell’accordo definitivo sull’ammodernamento in metrotranvia.
De Nicola (assessore provinciale ai trasporti) che all’inizio è il più animato a cercare di definire le responsabilità, quando inizia ad essere tra gli “indagati”, tenta di minimizzare, incalzato da Cattaneo (assessore regionale alle infrastrutture) che invece è molto incazzato. Dice di aver subito un danno politico importante e che da ora in poi sulla questione tranvia Milano Limbiate ci andrà con i piedi di piombo.
All’inizio la questione sembra di carattere tecnico, nel senso che le responsabilità sembrano essere imputate alla questione della burocrazia nel recupero delle traversine sulla Desio Seregno, ma con l’andare del tempo si capisce che c’è qualcosa di diverso, sebbene non così esplicito. Mentre Cattaneo e De Nicola insistono perché i lavori inizino da subito per essere conclusi prima dell’arrivo del Papa (2 e 3 giugno), ATM prende tempo, accampa scuse per ogni cosa, sostiene che non sia possibile finire entro quella data, che bisogna vedere di chi è la proprietà delle traversine, che in fondo con i pullman le cose non vanno malissimo, ecc.
Maran (assessore milanese a mobilità e trasporti) invece ribadisce che i soldi per la prima tranche dell’intervento di messa in sicurezza sono già deliberati da mesi e che non ci sono problemi ad iniziare subito, tenendo conto dei tempi tecnici, ma aggiunge che la seconda tranche è indissolubilmente legata alla firma dell’accordo definitivo sull’ammodernamento in metrotranvia.
