
Ieri sera, Boggia, nella sua introduzione ha criticato senza nominarlo il nostro blog reo di avere dato la notizia del recente episodio di bullismo avvenuto alla scuola media Gramsci.
Avrei gradito di più invece qualche dato di fatto per dare a tutti la percezione del problema, magari una relazione qualitativa e quantitativa del fenomeno nelle scuole padernesi dove i casi di bullismo ci sono e stanno aumentando, me non se ne parla. Lo aveva fatto nel febbraio 2009 con una piccola indagine condotta su un campione molto ridotto di studenti, la scuola media Allende-Croci in collaborazione con l’associazione Alberio. Stando a quei dati circa la metà dei ragazzi dichiarava di avere subito aggressioni e violenze verbali e fisiche. Il 20% dei ragazzi dichiarava di avere preso parte ad atti di bullismo nella scuola, nella metà dei casi la vittima frequentava la stessa classe del bullo, nel 25% dei casi il bullo era un ragazzo di una classe superiore. Dalle interviste emergeva che il bullismo è uno “sport” individuale e non di squadra, i luoghi dove avvenivano le aggressioni erano i corridoi, il cortile e le classi, spessissimo durante l’intervallo o all’uscita. Ma i dati più importanti emersi erano che nel 76-85% dei casi la vittima taceva e non denunciava il bullo, mentre l’insegnate presente al fatto "solo ogni tanto" interveniva (vedi slide della ricerca). Che cosa è seguito sul piano pratico a questa rilevazione, che politiche sono state messe in atto dalla scuola Allende e dalle altre scuole padernesi per contrastare il fenomeno e che risultati hanno dato? Forse i cittadini genitori avrebbero gradito e gradirebbero saperlo.
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