mercoledì 6 gennaio 2010

Elezioni regionali: meno simboli e più politica

E’ tempo di cambiare. Questo è il messaggio scelto dal Partito Democratico Lombardo a sintetizzare il bisogno di un cambio alla guida di Regione Lombardia in vista della prossima scadenza elettorale del marzo 2010. Un cambio di politiche, per l’ambiente, i trasporti, la mobilità, le imprese, il lavoro, la disabilità, le famiglie, gli anziani e i giovani. Dal 21 dicembre è “on air” il primo tempo della campagna elettorale del PD in regione con l’affissione nelle dodici province della Lombardia di oltre 1.000 manifesti di grandi formati, anche nelle stazioni ferroviarie e nelle metropolitane. Un cambio di guida e di marcia dopo tanti, troppi anni di strapotere.

Il candidato del PD a sostenere la sfida con Formigoni è Filippo Penati che, nell’immagine scelta come elemento simbolo della campagna, rappresenta la “marcia in più” (il suo nome segnato in rosso) sul pomello del cambio sportivo di un automobile. Un’immagine che a mio avviso è sbagliata perché poco emozionante e significativa. Abbiamo deciso di candidare la persona che più di altri può rappresentare i potenziali elettori del centro sinistra? Bene, ma perché, se non vogliamo personalizzare la campagna con l’immagine del candidato, dobbiamo ricorrere proprio a questa bolsa simbologia anni 60? Siamo da molti anni per la limitazione del trasporto privato individuale a favore di quello pubblico collettivo, e allora perché comunichiamo il futuro con l’immagine di un’automobile?
Bisogna riflettere prima di agire così banalmente sul terreno della comunicazione perché quello che si mette sui grandi manifesti rivela più di ogni altra cosa agli elettori il senso della nostra alternativa. Piuttosto che ricorrere a queste vuote simbologie o al corpo fisico del leader, come fa la destra, diamo sostanza alla nostra proposta politica dicendo con chiarezza perché, per chi e con chi vogliamo batterci per l’alternativa in Lombardia. Mettiamo sui manifesti le nostre parole d’ordine, che sono quelle che lanciano dai tetti delle fabbriche occupate gli operai licenziati, quelle che gridano nelle piazza gli studenti e i docenti della scuola pubblica impoverita, quelle che scrivono sui loro striscioni i cittadini che difendono l’ambiente urbano, la qualità della loro vita, la loro pensione sempre più misera, la casa che non c’è o che è diventata un debito insostenibile. Non sarebbe più chiaro e più efficace fare così?

2 commenti:

Anonimo ha detto...

poveri illusi,io lo dico con onestà,formigoni ha stancato tanti elettori ma la sinistra non sarà mai in grado di governare la lombardia,i due schiramenti se la giocano ma la spunterà formigoni grazie ad un aumento di voti di quella forza politica ago della bilancia, la lega nord, che seguendo un trend già noto aumenterà ancora i consensi

Anonimo ha detto...

Arcari ti spiego bevemente il mio pensiero su Penati.
E' la stessa sinistra e il suo partito che lo vogliono fare fuori perchè se veramente contavano su Penati lo avrebbero candidato al comune di Milano contro la Moratti con cui avrebbe avuto qualche chanche e non lo avrebbero "suicidato" contro Formigoni.
Se questa è la correttezza verso le persone mi tengo la mia destra.