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domenica 16 giugno 2013

La Madonna di Fatima per i giornalisti

Ricevo dal collega Manzoni questo invito che segnalo agli interessati.
 
All’attenzione delle/dei gentili:
- colleghe/i giornalisti e collaboratori di testate giornalistiche;
- responsabili di siti internet, blog o altre iniziative nel campo della informazione e dei mezzi di comunicazione sociale;
- edicolanti e rivenditori di stampa e affini;
- operatori delle “buone stampe” parrocchiali;
- lavoratori o volontari nel campo del cinema e del teatro.
Vi chiedo pochissimi minuti per valutare la seguente proposta.
All’interno della settimana con la presenza della “Madonna Pellegrina di Fatima”, dal 16 al 23 giugno p. v. a Dugnano e Incirano (vi allego programma integrale), la giornata di lunedì 17 è stata dedicata alla vita sociale, al lavoro ed al mondo delle comunicazioni sociali.
D’accordo con il parroco, don Giacomo Tagliabue, e con i responsabili organizzativi della settimana mariana, presso la chiesa di Santa Maria Assunta in via Italia, durante la santa Messa delle ore 21, che sarà celebrata da don Alberto Rivolta – sacerdote d’origine inciranese –, una intenzione della preghiera dei fedeli sarà anche per coloro che operano, sia professionalmente sia in termini di volontariato, nell’ambito della comunicazione.
Alle ore 22.30 chi di voi lo desidera (e ne avrà la possibilità) è invitato a partecipare ad un momento di preghiera pensato apposta per noi, con qualche brano biblico o di altro autore sul quale sarà possibile riflettere brevemente; chi lo vorrà potrà fermarsi per il “saluto a Maria” alle ore 23 che conclude la giornata (dura pochi minuti). 
Ciascuno può scegliere liberamente se partecipare al primo o al secondo momento, o a tutti e due; potete mandarmi un messaggio di adesione, ma non è necessario, potete arrivare anche all’ultimo momento e portare altri che ritenete interessati alla proposta.
Invio questo messaggio a tutti quelli che conosco, e che sono attivi in questi settori, indipendentemente dal fatto che mi abbiano detto di essere credenti o praticanti o meno e così via: non mi permetto di fare una selezione a mio giudizio o a mia memoria, chi è interessato decide cosa fare, chi non lo è cancella la mail e siamo – come si suol dire – amici come prima.
Da ultimo, segnalo che nella notte fra sabato 22 e  domenica 23 la statua della Madonna di Fatima sarà nel santuario dell’Annunciazione, in via Piaggio. Siccome sto collaborando per organizzare i turni di presenza, se qualcuno desidera partecipare ad una parte della veglia notturna di preghiera (per un’ora o più, a libera scelta) me lo faccia sapere, grazie.
Ciao a tutti, Alberto Manzoni.

martedì 9 ottobre 2012

Equo compenso: il giornalismo precario non è libero


Oggi in Italia, a fronte di circa 20.000 giornalisti dipendenti, 24.000 sono i lavoratori autonomi, e la stragrande maggioranza di questi è ultraprecarizzata e senza alcuna tutela. E di questi, nelle attuali condizioni di “libertà di mercato” senza regole, il 75% si trova a guadagnare meno di 10.000 euro lordi l’anno, e il 62% meno di 5.000.
La raccolta adesioni sull'appello per l'approvazione della legge sull'equo compenso dei giornalisti freelance sta per concludersi. Oggi, martedì 9 ottobre, infatti, le firme verranno consegnate al Parlamento dove, in Commissione Lavoro del Senato, è all'esame la proposta di legge già approvata all'unanimità alla Camera. Sono quasi 2000 le firme raccolte in pochi giorni sotto l'appello promosso dalla Commissione nazionale Lavoro autonomo della Fnsi (il sindacato dei giornalisti italiani) e fatto poi proprio, supportato e rilanciato on line dall'Associazione Articolo 21. Le adesioni non sono solo di giornalisti, ma anche di personalità della cultura e dello spettacolo, delle istituzioni e della politica, di realtà sindacali, sociali e di lavoratori di altre categorie (insegnanti, impiegati, professionisti...), trasversalmente alle appartenenze.
Una battaglia tesa a fare cessare l’indegno e incontrollato sfruttamento a cui è oggi sottoposta la maggior parte dei giornalisti lavoratori autonomi. 5-10-20 euro lordi ad articolo, senza rimborsi spese e tutele di welfare, contratti spesso inesistenti, retribuzioni modificate unilateralmente al ribasso dai datori di lavoro, ritardi di mesi nei pagamenti, articoli commissionati e non pagati: sono queste le condizioni di lavoro tipiche della maggior parte dei freelance italiani. E non solo quando collaborano con piccoli giornali e radio locali ma, ormai sempre più spesso, anche nei rapporti con testate nazionali. Se la metà dei giornalisti italiani vive di precariato ciò significa che la libertà di stampa in Italia è dimezzata.  

sabato 7 aprile 2012

'Ndrangheta: la stampa nel mirino

Continuano gli episodi di intimidazione da parte della mafia e della 'ndrangheta ai danni di giornalisti, al Nord e al Sud. L'ultimo contro un giornalista del quotidiano regionale, Calabria Ora, diretto da Piero Sansonetti. E' ormai una guerra quella contro l'informazione scatenata dalla criminalità che vede nel rinnovato impegno dei giornalisti il nemico principale e segnala che questo dell'informazione è divenuto il fronte più caldo. 

L'auto di Ilario Filippone, un giornalista di cronaca nera e giudiziaria diel quotidiano Calabria Ora, è stata data alle fiamme durante la notte a Locri, probabilmente con un ordigno incendiario che ha anche danneggiato la cassetta postale dell’abitazione del giornalista.
La madre e la sorella del giornalista si trovavano all’interno dell’abitazione e hanno dato l’allarme. Le fiamme hanno lambito l’edificio. Gli investigatori hanno sequestrato la registrazione della telecamera di sicurezza di un vicino distributore di carburante. Numerosi gli attestati di solidarietà.  E’ un giornalista impegnato in inchieste sulla ‘ndrangheta, tra le penne più pregiate che esistono in Calabria. Negli ultimi tempi ha tirato fuori, in particolare, atti esclusivi circa un summit avvenuto tra alcuni maggiorenti delle cosche della Locride, e ha denunciato con tanto di fotografie, come un noto narcotrafficante abitasse ancora in una casa che gli era stata confiscata dallo Stato.
ASP per  www.ossigenoinformazione.it  

sabato 31 marzo 2012

Giornalisti: mozione del PD regionale contro il precariato

Dalla Newsletter Settegiorni PD segnalo questa notizia ai giornalisti precari interessati
Una mozione voluta dal PD chiede il rispetto dei diritti dei lavoratori della stampa. A sostenerla un fronte ampio e un orizzonte di unanimità consiliare
In Lombardia sono in costante aumento i giornalisti titolari di contratto di lavoro autonomo o parasubordinato. Un trend simile a quello nazionale che acuisce la distanza fra i compensi dei lavoratori autonomi rispetto a coloro che lavorano in redazione. Solo per fornire un raffronto nel 2010 il 62% dei freelance dichiara meno di 5.000 Euro annui. Nell'anno precedente questa quota era del 55,3%. Fra i Co.Co.Co il 54,3% dichiara meno di 5.000 euro nel 2010, mentre sul lato del lavoro subordinato i redditi più bassi (inferiori ai 30.000 euro) sono scesi al 33,4% nel 2010.
Una situazione difficilmente sostenibile che incide sulla qualità del lavoro e sul prodotto finale. Lo sanno bene i giornalisti precari che, su spinta dei loro coordinamenti di base, si sono ritrovati a Firenze nell'ottobre scorso per porre le basi per un cammino comune volto al riconoscimento dei loro diritti fondamentali, a partire dal riconoscimento di un equo compenso. L'atto denominato Carta di Firenze è stato poi approvato dal Consiglio nazionale dell'Ordine professionale come strumento deontologico, acquisito anche per le proprie competenze della Federazione Nazionale della Stampa Italiana e attivo dal 1° gennaio 2012.
Accogliendo le sollecitazioni provenienti dai lavoratori della Lombardia, i consiglieri del PD. Fabio Pizzul, Sara Valmaggi, Alessandro Alfieri ed Enrico Brambilla, insieme a consiglieri di UDC, IDV e SEL hanno presentato nei giorni scorsi una mozione che impegna la Giunta regionale ad attivarsi, per le proprie competenze e con gli strumenti, anche legislativi, di cui dispone, al fine di contrastare le condizioni di sfruttamento dei giornalisti precari ed i livelli inaccettabili delle loro retribuzioni.

mercoledì 28 marzo 2012

Giornalisti free lance: la camera approva "l'equo compenso"

Riprendo da il Corriere.it questa notizia che riguarda presente e futuro di migliaia di giornalisti precari sottopagati e sfruttati dagli editori.

È stata approvata dalla commissione Cultura della Camera dei deputati la legge sull'equo compenso per i giornalisti autonomi. Il testo, presentato da Silvano Moffa e firmato da parlamentari di tutti i gruppi, è stato votato alla unanimità. Il parere favorevole del governo è stato dato dal sottosegretario Paolo Peluffo. "Ci auguriamo che questo provvedimento possa ora essere approvato anche al Senato ed entrare così immediatamente in vigore - ha spiegato Giuseppe Giulietti, portavoce di Articolo 21 - tanto più in un momento segnato dalla crisi del settore e da una riforma del mercato del lavoro che rischia di aggravare ulteriormente il regime delle tutele sociali e degli ammortizzatori".
La norma contiene importanti novità per la tutela dei giornalisti autonomi. In pratica viene istituita una Commissione per la valutazione dell'equità retributiva che aggiornerà un elenco di datori di lavoro che rispettano i requisiti di «equo compenso». L'iscrizione a questo elenco sarà necessario per l'accesso ai contributi pubblici in favore dell'editoria. In questo modo le testate che sfruttano i precari non potranno più accedere ai contributi pubblici.

venerdì 23 marzo 2012

Giornalisti liberi: sempre più precari e minacciati

Le minacce e le aggressioni ai giornalisti in Italia sono diventate un titolo ricorrente nella cronaca quotidiana che nel 2011 ne ha contati ben 325. L'episodio accaduto di recente a Cinisello Balsamo che ha coinvolto due giornaliste del periodico "LaCittà" è solo uno degli ultimi.
Fino al 2006 fatti del genere erano rari e isolati, poi i mezzi di informazione hanno registrato il loro aumento e da quando l'osservatorio Ossigeno dell'Ordine dei Giornalisti ha cominciato a censirli e darne notizia si è visto che il fenomeno era molto più vasto di quel che sembrava.
Perché questa improvvisa aggressione nei confronti della professione, iniziata cinque anni fa, è cresciuta in modo esponenziale e oggi presenta le caratteristiche di una guerra dichiarata alla libera informazione?
Gli elementi nuovi rispetto al recente passato a mio avviso sono due: il numero dei giornalisti negli ultimi dieci anni è molto cresciuto e il loro campo di attività e di inchiesta sulla società (dopo Mani Pulite) si è molto allargato; contemporaneamente la qualità e il valore del lavoro giornalistico si sono molto degradati e impoveriti per via delle scelte degli editori. 
Attualmente il numero dei giornalisti in Italia è di circa 60 mila lavoratori in attività, tra professionisti, pubblicisti e precari, ma il numero di questi ultimi è in continuo aumento perché il modello di produzione dei giornali ormai si basa sulla figura del collaboratore freelance che rappresenta più della metà dei giornalisti censiti. Una figura, quella del freelance che nel tempo è molto cambiata. 30 anni fa fare la libera professione in Italia voleva dire (come avviene ancora in Europa) guadagnare mediamente il 20% in più di un giornalista dipendente e, cosa molto gratificante, lavorare senza le restrizioni di tempo e di luogo che comportava l'assunzione in una redazione.