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martedì 22 gennaio 2013

Acqua pubblica: i comitati dicono "no" al nuovo metodo tariffario

Il Coordinamento Regionale Lombardo dei Comitati Acqua Pubblica per venerdì 25 gennaio 2013, giornata di mobilitazione nazionale contro il nuovo metodo tariffario promulgato il 28 dicembre 2012 dall'Autorità Energia Elettrica e Gas, ha organizzato a Milano un presidio in Piazza San Babila dalle 10 alle 18.

APPELLO AI CANDIDATI ALLE ELEZIONI REGIONALI DELLA LOMBARDIA
PER UNA NUOVA LEGGE REGIONALE SULL’ACQUA E SUL SERVIZIO IDRICO INTEGRATO
La Regione Lombardia si appresta a scegliere il suo nuovo Presidente e ad intraprendere un nuovo modello di governo regionale. In un momento in cui la crisi finanziaria mette a dura prova la stabilità ed il ruolo degli Enti Locali, troppo spesso i governi, invece di proporre strategie di rilancio dell’economia e della società, hanno proposto la svendita dei beni comuni, allontanandosi dalle scelte espresse con i Referendum del 2011 contro la mercificazione e privatizzazione dei servizi pubblici locali e in particolare del servizio idrico.
La richiesta di rispettare le scelte referendarie, portata avanti dal Comitato promotore e dal Forum dei Movimenti dell’acqua, si è dovuta brutalmente confrontare con lo svuotamento messo in atto dai poteri politici ed economici che hanno contrastato l’autonomia degli Enti Locali e contraddetto la volontà espressa da 27 milioni di cittadini italiani.
Anche lo scenario post-referendario di Regione Lombardia si è caratterizzato per forti negatività in materia di legislazione sui servizi pubblici locali e su quello idrico in particolare. La legge sui servizi pubblici locali vigente, già falcidiata dall’abolizione referendaria dell’art.23bis e in seguito dichiarata incostituzionale in alcune sue parti, va rivista complessivamente nel suo impianto. I modelli gestionali devono essere revisionati in funzione della gestione territoriale della risorsa, l’identificazione degli ambiti territoriali di riferimento va riformulata, ed è necessario mettere in atto politiche di investimenti per prevenire i cambiamenti climatici, migliorare lo stato dell’ambiente e delle risorse idriche locali che, secondo le ultime stime dell’Agenzia europea dell’ambiente, non godono certo di buona salute.
L’insieme di queste constatazioni, associato alla volontà espressa dai cittadini lombardi con i Referendum in particolare per quanto attiene la gestione del servizio idrico, al pronunciamento della Corte Costituzionale rispetto al ruolo degli Enti Locali, alla delega alle Regioni per la riorganizzazione delle Autorità d’Ambito e al riordino delle Province, evidenzia l’urgenza per la Regione Lombardia di mettere mano ad una profonda revisione del quadro legislativo regionale in tema di servizi pubblici locali.