Ricevo da Oscar Figus, segretario del PD di Paderno Dugnano, questo comunicato stampa sulla serata dedicata al lavoro che il Partito Democratico ha organizzato all'auditorium Tilane venerdì scorso
IL LAVORO DOPO LA CRISI, QUALE FUTURO?
Paderno Dugnano, 27 marzo 2012 - Si è svolto, lo scorso venerdì 23 marzo, presso l’auditorium Tilane di Paderno Dugnano, il convegno “IL LAVORO DOPO LA CRISI, QUALE FUTURO?” promosso dal PD Zona Nord Milano.
Alla presenza di Stefano Fassina, Responsabile economia e lavoro Partito Democratico, Luca Bernareggi, Presidente della Lega Coop Lombardia, Onorio Rosati, Segretario generale CGIL Milano, Mario Soldano, Sindaco di Cologno Monzese, Tatiana Cocca, Coordinatore di zona, e Marco Coloretti, Capogruppo del PD a Paderno Dugnano, sono stati affrontati i temi più caldi dell’agenda politica nazionale di questi giorni: lavoro, welfare, articolo 18, sviluppo.
Tatiana Cocca ha introdotto l’argomento parlando della situazione del Nord Milano evidenziando la situazione di Paderno Dugnano colpita più di tutti dalla crisi del settore manifatturiero. Ha poi espresso la sua preoccupazione sulle modifiche all’articolo 18 la cui abolizione colpirebbe soprattutto i più deboli e le donne e, da amministratore locale, a un maggior respiro sul patto di stabilità che blocca i pagamenti verso coloro che lavorano per i comuni.
Luca Bernareggi sull’articolo 18 ha raccontato come l’Alleanza delle Cooperative Italiane, riunito il direttivo nazionale, ha convenuto che il governo rischia di introdurre nuovi elementi di conflitto sociale in un momento di crisi per le aziende, per gli enti locali e per le famiglie.
Bernareggi ha inoltre sostenuto che l’interesse dei lavoratori non si fa soltanto difendendone i diritti ma anche chiedendo che vengano coinvolti nelle decisioni, ad esempio nei comitati di sorveglianza come in Germania.
Onorio Rosati, ha difeso l’articolo 18 non solo per l’aspetto di deterrenza ma anche in quanto simbolo di quei diritti dei lavoratori conquistati in tanti anni di lotte ma prima ancora di far entrare in fabbrica i comitati di sorveglianza sarebbe necessario far rientrare in fabbrica le organizzazioni sindacali che sono state lasciate fuori dalla porta perché in disaccordo con Marchionne.
Sul merito della proposta del governo il sindacato ha verbalizzato il suo parere negativo: attraverso la riforma del mercato del lavoro non si creano le condizioni per la ripresa, per nuova occupazione o per la crescita e lo sviluppo del paese. I veri problemi del nostro paese, per cui le aziende non investono, sono: la mancanza di una riforma della pubblica amministrazione, l’assenza di infrastrutture, il costo del denaro, il rapporto con le banche, la lentezza della burocrazia.
.jpg)
