Giovanni Giuranna sul suo blog ci informa che a Paderno Dugnano: “qualcuno vorrebbe cambiare il nome alla Festa della Liberazione trasformandola in Commemorazione della nostra Libertà”. Giuranna osserva che la “proposta” in realtà è la ripetizione pappagallesca del pensiero di Berlusconi che l’anno scorso ebbe a dichiarare: “i tempi sono maturi perché la festa della Liberazione possa diventare la festa della Libertà”. In realtà non è neanche il capo della destra imprenditoriale l’inventore di questa posizione, perché prima di lui una generazione di reazionari ci aveva già provato, teorizzandola come “pacificazione nazionale” per giungere alfine a una rilettura “condivisa” di una storia scomoda: quella della Resistenza. Perché è proprio la Resistenza che si vuole rimuovere. Ha detto benissimo Giovanni: “libertà e liberazione non sono la stessa cosa. Liberazione è il processo dinamico (pagato a caro prezzo!) per cui la libertà si rende possibile e concretamente esperibile in un preciso momento storico. La liberazione è il sale che non fa perdere alla libertà il proprio sapore, è il 'principio attivo' della libertà, ciò che le permette di restare quello che è nonostante le mille possibili contraffazioni”. Chi chiede di sostituire il concetto di Liberazione, infatti, vuole negare quello che è stata: una guerra di popolo e una guerra patriottica, ma anche una guerra civile, feroce e sanguinosa come sempre sono le guerre civili. Nè una festa, nè una passeggiata.Questa, insomma, è la “Liberazione” di cui i “promotori della Libertà” vorrebbero "liberarsi". In Italia e a Paderno Dugnano. E chi sono questi nuovi “liberatori” che vorrebbero affermare una nuova memoria riscrivendo la storia? Sono quelli che tentano di censurare “Bella Ciao” perché è la canzone simbolo della Resistenza, e poi, davanti alla reazione dei cittadini, negano di averci provato. Perché sono, prima ancora che dei reazionari, dei pavidi che si vergognano di affermare ad alta voce e davanti a tutti, quello che pensano e dicono in privato.
La Resistenza a suo tempo divise gli italiani: da una parte c’erano i combattenti per la libertà e la democrazia, dall’altra i complici di Hitler. Dobbiamo prendere atto che li divide ancora oggi e che la Resistenza non ha vinto la sua battaglia il 25 aprile del '45? La guerra civile continua?
7 commenti:
Berlusconi ama talmente tanto la libertà che è per questo che non vuole farsi processare.
Baraviera Aris
Trovo di pessimo gusto la scelta della foto.
Chi conosce un minimo di storia sa a cosa fa riferimento.
Questo è mancanza di rispetto, anche per un uomo che ha commesso degli errori, ma che non è stato un mostro.
Ha pagato per i suoi errori, forse adesso può essere lasciato in pace.
Caro Anonimo, le foto dei lager con i bambini da sterminare sono di pessimo gusto? Quella di Mussolini e dei suoi gerarchi giustiziati ed esposti, sono di pessimo gusto? Hai ragione, è il gusto amaro della verità, tanto scomoda da ricordare che tu e quelli come te vorreste tanto dimenticare, mentre io e quelli come me ve la sbatteremo sempre in faccia fino a che non la smetterete di cercare di affermare una cosa sulla quale non saremo mai d'accordo. Gli aguzzini e le vittime non sono uguali. Viva la Resistenza, no al fascismo.
La foto sarà anche un po' "forte" ma il commento sulla mancanza di rispetto verso colui che NON è stato un mostro è assurdo !!!
Quindi Stalin e il comunismo vanno bene. Certo loro, non hanno fatto nulla di male.
Allora metti anche le foto dei gulag accanto a quelle dei campi tedeschi.
O ti fa solo comodo la TUA di verità?
Ipocrita!
caro Anonimo,lucida il busto di Mussolini e accendi pure un cero a Hitler. Ma vai a manifestare la tua fede fascista da un altra parte..
C'e' un altro piccolo particolare: in Italia (nota nazione governata per anni dai Comunisti) non ci sono mai stati i Gulag....i Campi si.
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