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domenica 26 maggio 2013

Più taxi per i cittadini di Paderno Dugnano

Ricevo dall'amico Gianluca Mercuri questo comunicato stampa comunale (l'Ufficio Stampa del sindaco ha sempre ignorato questo blog e non mi ha mai inviato direttamente i comunicati) che pubblico per il suo contenuto di servizio.


COMUNICATO STAMPA
Paderno entra nel bacino aeroportuale per il servizio taxi
Paderno Dugnano - 23 maggio 2013. La città di Paderno Dugnano potrà entrare a far parte del bacino aeroporto lombardo per quanto concerne il servizio taxi. Ieri la conferenza dei servizi preposta tenutasi in Regione Lombardia ha dato parere favorevole alla richiesta avanzata dal Sindaco Marco Alparone, il passaggio conclusivo per rendere operativa l’adesione spetterà alla giunta regionale che dovrà ratificare quanto emerso in fase di analisi tecnica.
“L’accoglimento della nostra richiesta – ha sottolineato il Sindaco Marco Alparone – si tradurrà in un ampliamento del servizio a favore dei nostri concittadini. A oggi l’unico operatore del servizio taxi presente a Paderno Dugnano non può ragionevolmente garantire la copertura delle 24 ore mentre, quando l’adesione sarà operativa, anche altri taxi potranno rispondere alle chiamate sul nostro territorio dando totale copertura oraria al servizio stesso”.
La richiesta del Comune rispondeva infatti ad un’esigenza più volte espressa dai cittadini ed era avvalorata dalla interdipendenza con Milano, la vicinanza con la Stazione Centrale, l’ospedale Niguarda e il nuovo polo fieristico di Rho-Pero oltre che dalla mancanza di collegamenti diretti con gli aeroporti di Malpensa e Linate.
“A regime, molti tassisti residenti a Paderno Dugnano in possesso di licenze rilasciate da altri Comuni aderenti al bacino aeroportuale, potranno iniziare a lavorare e quindi rispondere alle chiamate sin da subito e per gli utenti questo abbatterà i tempi di attesa e proporzionalmente anche i costi della corsa – aggiunge il Sindaco - Il nostro prossimo obiettivo sarà quello di essere autorizzati a rilasciare qualche altra licenza taxi proprio per garantire un servizio migliore e più efficiente per i padernesi. A oggi, infatti, il rapporto in base agli abitanti a Milano è di 1 ogni 270, a Segrate 1 ogni 576 mentre a Paderno è di 1 ogni 48.000: mi sembra che i numeri parlino da soli”.

martedì 24 gennaio 2012

Taxi: perché "no" allo scontrino fiscale?

La prima cosa che ho visto, uscendo dal nuovissimo e meraviglioso aeroporto di Pechino, quando nel maggio 2008 ho avuto la fortuna di visitare quella città, è stata, salendo su un taxi, la macchina emettitrice di scontrini integrata nel tassametro.
In questi giorni che i tassisti italiani si ribellano alle liberalizzazioni del governo Monti mi è tornata alla mente quella immagine che allora mi colpì perché in Italia non ne avevo mai vedute, nè ancora ne ho viste in funzione sui nostri taxi. E non capisco perché il governo non ne parli nel suo documento in materia di liberalizzazioni. 
Da più parti si comincia a rilevare una certa inconsistenza che il liberismo scolastico dei professori mostra nell’affrontare i problemi più terra terra: professioni, orari dei negozi, numero delle farmacie, organizzazione dei tassisti. Il governo Monti dà l'impressione di agire come chi in realtà non conosca la materia di cui si vuole occupare. Nessuno economista o commentatore economico lo ha scritto, ma la prima misura di buon senso che bisognerebbe adottare nei confronti dei tassisti è proprio imporre loro il rilascio di scontrini fiscali emessi direttamente da un tassametro che funzioni anche da registratore di cassa. Come avviene a Pechino, ma anche in altri Paesi europei più vicini a noi. Nella foto (ripresa dal sito de la Gazzetta del Mezzogiorno) si vede proprio lo scontrino fiscale rilasciato da un taxi danese.
Imporlo sarebbe una misura civile e di buon senso: i tassisti devono pagare le tasse in base al loro reddito come tutti e con lo scontrino si accerterebbe finalmente quanto guadagnano e se le tariffe praticate sono eque. Ma i tassisti da questo orecchio non ci hanno mai sentito e non ci vogliono sentire.  Allora non si stupiscano se tutti o quasi li considerano degli evasori fiscali abituali. Piccoli, ma ugualmente insopportabili.