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sabato 8 dicembre 2012

Primarie Lombarde: Comitato Kustermann a Paderno Dugnano


Ricevo dalla Sig.ra Domenica Massetti questo appello al voto per Alessandra Kustermann con la proposta di dar vita a un "Comitato Kustermann" in vista dalle Primarie civiche del centrosinistra del 15 dicembre 2012. Colgo l'occasione per annunciare la mia personale adesione al nascente Comitato.

Appello per il voto ad Alessandra Kustermann
Ho ascoltato le parole e condiviso la visione di Alessandra Kustermann e credo che sia la persona più giusta per la Presidenza della Regione Lombardia. Una donna, un medico, una persona competente e impegnata da anni nelle battaglie del centro sinistra. Per questo mi faccio proponente di un “Comitato Kustermann” e invito i cittadini di Paderno Dugnano a votarla il 15 dicembre.
Dice Alessandra Kustermann: “Non voglio vivere in un mondo in cui i diritti vadano urlati. Non voglio tornare indietro. Almeno che i diritti acquisiti restino: il diritto alla salute, all’autodeterminazione, alle scelte consapevoli tra le diverse opzioni terapeutiche. Da lì vorrei partire per conquistare diritti ancora non riconosciuti: il diritto di amare, il diritto di essere italiano di ogni bambino che nasce sul nostro suolo, il diritto di chiunque soffre al rispetto e all’attenzione. Mi piacerebbe vivere in un’Italia che ha il coraggio di affermare che perseguire la felicità è un diritto, purché questo non prevarichi l’identico diritto degli altri nostri simili e delle altre forme di vita (compresi animali e piante).Vorrei che chi sussurra ricevesse la stessa considerazione di chi urla. Vorrei curare e avere cura senza vergognarmi della compassione. Vorrei che il diritto all’autodeterminazione, riconosciuto per legge alle donne, non venisse negato dal progressivo aumento, a volte anche di comodo, dei medici obiettori. Vorrei che il diritto alla vita del nascituro fosse affermato con forza, anche con un impegno concreto verso le donne che, lasciate sole, non ce la fanno a divenire madri.Vorrei che i giovani che si avvicinano alle professioni sanitarie lo facessero con la coscienza che una laurea in medicina o in scienze infermieristiche non dà loro il diritto di giudicare. L’empatia, la compassione, la capacità di ascolto sono alla base della cura e della buona politica. Il diritto all’autodeterminazione del medico o del politico non prevarichi quello dei suoi concittadini. Il titolo di un libro sulla mortalità infantile, che avevo letto mentre iniziavo la mia carriera di medico, è appropriato anche in questo momento di crisi economica: Non sparate agli uccellini. Non basta non sparare. Oggi aggiungerei anche “e date speranza”: agli inermi, ai bambini più fragili, a chi da solo non ce la fa, a chi non sa pretendere rispetto, a chi è troppo povero per avere voce, a chi arriva in Italia per lavorare, a chi cerca una soluzione alla sua fatica di vivere, a chi ha sbagliato e vuole riscattarsi.Vorrei una buona politica, capace di avvalersi dell’impegno di tante persone di buona volontà.Vorrei che curassimo l’ambiente con la stessa attenzione che abbiamo per la nostra casa.Vorrei che il merito venisse riconosciuto, sapendo che riconoscerlo è cosa ben diversa dal dimenticare chi parte svantaggiato. I vincoli economici non siano la scusa per negare il diritto al benessere…."
Aderisci al “Comitato Kustermann di Paderno Dugnano”: domenica.massetti@alice.it

Primarie del centro sinistra in Lombardia

Il prossimo SABATO 15 DICEMBRE si terranno a Paderno Dugnano le PRIMARIE REGIONALI DEL PATTO CIVICO LOMBARDIA, con cui i cittadini potranno scegliere il candidato del centrosinistra alla Presidenza della nostra Regione.
Tutte le informazioni sul voto - molto semplificato rispetto a quello per le Primarie nazionali - insieme alle informazioni sui candidati e ai loro profili personali e professionali sono pubblicate nel sito www.pattocivicolombardia.it.
Vi segnaliamo anche che sta per iniziare una serie di CONFRONTI PUBBLICI con cui i candidati si presentano agli elettori:
LUNEDI’ 10 DICEMBRE è in programma un confronto a tre (Ambrosoli, Kustemann e Andrea Di Stefano che verrà realizzato e diffuso da TELELOMBARDIA dalle 20.30 alle 22.30. la trasmissione potrà essere vista oltre che su Telelombardia (tasto 10 del telecomando) anche, in contemporanea, su Milanow (191) e sarà inoltre trasmessa su tutto il territorio nazionale in streaming sui siti www.telelombardia.it e www.mediapason.it.

lunedì 3 dicembre 2012

Primarie a Paderno Dugnano: il mattino (dopo) ha l'oro in bocca

"Ora sta al PD padernese scegliere se chiudere la questione pensando che i renziani non esistano a parte un po' di elettori di centrodestra un po' confusi che torneranno alla loro casamadre oppure se provare a continuare un dialogo con una parte della città che anche se non ha formato un comitato comunque si è recata alle urne per due domeniche consecutive registrandosi e donando 2 euro".
Questo commento a caldo sul risultato elettorale delle primarie cittadine scritto da Gianni Rubagotti ieri sera su questo blog, è fondato e centra un problema vero. Un problema politico difficile che ha di fronte il coordinatore del Partito Democratico, Oscar Figus e di cui si devono fare carico i rappresentanti locali dei partiti della coalizione che appoggiano Bersani e quelli dei partiti che fanno comunque riferimento al centro sinistra.
Il problema principale che Figus e i dirigenti del centro sinistra devono affrontare subito è far emergere in modo più chiaro i contorni dell'area renziana, cioè quel 37% circa di elettori che hanno dichiarato con il voto di riconoscersi nelle idee, nel linguaggio e nel modo di far politica del sindaco di Firenze. Che approvano il suo attacco ostile, nei modi e nelle intenzioni, a un PD maggioritario in cui non si riconoscono. Insomma di coloro che esprimono un'idea diversa di centro sinistra, dove il centro liberista internettiano si impone sulla sinistra socialdemocratica analogica, dove il merito rock viene prima dell'uguaglianza lenta, per dirla con Celentano.
Il primo compito, a mio avviso, del PD vincente a Paderno Dugnano, è proprio quello di convocare in tempi brevi una grande assemblea cittadina aperta agli elettori delle primarie che dichiari anche nel titolo la sua intenzione di dare spazio a un confronto schietto tra le due visioni, tra i due sistemi valoriali, tra le due opzioni politiche di governo, perché il silenzio e l'anonimato nel quale hanno vissuto finora le idee renziane dentro e fuori il centro sinistra, deve tradursi in parole e discorsi chiari e articolati, nomi, cognomi e facce.
 I Saita, le Colnago e i Boggia, citati da Rubagotti nel suo commento integrale pubblicato qui  non sono assolutamente i rappresentanti di questa "minoranza silenziosa" del centro sinistra padernese anche perché finora hanno usato pubblicamente solo parole prese a prestito dal loro candidato e con parole "loro" non hanno detto nulla. 
Gli elettori di Renzi non hanno a Paderno Dugnano un profilo politico riconoscibile. Si tratta dunque di far emergere ed analizzare correttamente i confini di questa nuova realtà, le differenze e i punti di convergenza tra i due mondi; anche per verificare se siano davvero tali e se il centro sinistra attuale può essere in grado di integrarli nel dialogo e nel confronto politico per dar luogo a una sintesi positiva. Possibilmente entro la prossima primavera.

venerdì 30 novembre 2012

Con Bersani, per cambiare l'Italia davvero


Ricevo da Gianfranco Massetti, consigliere comunale del Partito Democratico questa dichiarazione di voto alle primarie del centrosinistra di domenica prossima.

Adesso è tutto più chiaro. Renzi usa la camicia per sembrare Obama ma, tra i due, il conservatore è proprio lui.
Ama Monti, la riforma Formero va bene, la CGIL è conservatrice, la Palestina può attendere, farà un governo con soli 10 ministri,negli ultimi 20 anni ha governato e male solo il centro sinistra e regalerà 100 euro al mese a tutti. Non ama le regole e si comporta come vuole. E poi?
Poi arriverà lui e miracolosamente risolverà tutti problemi dell’Italia; è tutto facile. Basta essere moderni e saper vendere bene un prodotto qualsiasi. E’ un discorso che ho già sentito nel 1994. Io sono convinto che Renzi non è il futuro dell’Italia ma sarà un problema per il futuro dell’Italia e del PD. Perché?
Perché si comporta come un venditore, propone ricette già fallite e sembra lui il genio delle soluzioni innovatrici. Invece ascolta i Gori, i Marchionne e il finanziere Serra. Non vuole nemmeno Casini perché la conservazione la rappresenta bene lui e non vuole concorrenti.
Io invece sono contento se Bersani, per cambiare l’Italia davvero, ascolterà Vendola, i sindacati, i lavoratori in crisi,gli studenti delusi,i giovani arrabbiati e all’estero. Se sarà condizionato da un paese che chiede più uguaglianza, più opportunità, più merito, più onestà, più regole, più Europa. Un paese dove sanità,scuola, pensioni , acqua…siano pubblici e più efficienti . Un paese che non ha paura di usare lo Stato quando serve. Un paese dove la buona politica sia autonoma dall’economia e sia capace di dare nuove speranze e opportunità a tutti i suoi figli. Non solo a chi ha già un vantaggio sociale. Non servono vecchie rimasticature liberiste. L’Italia insomma ha bisogno di un moderno programma di centrosinistra saldamente ancorato all’Europa e solo con Bersani lo potrà avere.
Abbiamo bisogno di una persona affidabile che ci aiuti ad uscire da questa crisi; che indichi misure concrete per creare lavoro,ridare competitività, sviluppare innovazione sapere e tecnologie al servizio delle città e dell’ambiente. Non abbiamo più bisogno di chiacchiere e di favole. Sono convinto che le cose che dice le farà davvero.
Cambiare vuol dire cambiare la vita dei cittadini che hanno bisogno di più salario,più pensioni, più lavoro, più sanità pubblica, più scuola, più ambiente, più partecipazione, più serietà anche nei dirigenti politici.
Pierluigi Bersani non sarà perfetto secondo i criteri del marketing e dell’immagine mediatica, ma è una persona seria e competente e di questi tempi, Dio sa, quanto ne abbiamo bisogno.

Primarie, finale di partita


Domenica 2 dicembre i 1.940 elettori del centro sinistra, che si sono dichiarati tali domenica scorsa alle primarie di Paderno Dugnano, torneranno ai seggi per scegliere tra Bersani e Renzi il loro candidato premier. 
In questo secondo tempo della partita tra i due candidati si riparte, non dallo zero a zero, bensì dal seguente punteggio: 916 voti a 669, a favore del segretario del PD.
Ieri si è assistito al tentativo di Renzi, di forzare in modo sleale e scorretto il risultato del ballottaggio, ma "l'Opa ostile" (come l'ha definita giustamente Oscar Figus) lanciata dal sindaco di Firenze difficilmente riuscirà a cambiare le carte in tavola.
A questo punto per fare una previsione sul risultato finale a Paderno Dugnano, è importante cercare di capire per chi voteranno i 350 sostenitori degli altri tre candidati esclusi dal secondo turno. Per quanto riguarda gli elettori di Puppato e Tabacci è possibile ipotizzare il loro voto a favore di Bersani dal momento che così si sono espressi il promotore del comitato padernese della prima (Efrem Maestri) e lo stesso Tabacci. I sostenitori locali di SEL invece sembrano ancora incerti nonostante la dichiarazione di Vendola a favore del segretario PD. Mentre il capogruppo di PRC-PdCI Mauro Anelli si è schierato ieri nettamente per Bersani motivando la sua scelta, Maurizio Cerioni capogruppo di IdV non lo ha ancora fatto e Ferdinando Napolitano, promotore del comitato per Vendola, non ha dato indicazioni di voto. "Sarebbe diverso se l’orizzonte a Marzo 2013 fosse un’alleanza PD-SEL profumata di sinistra e (come nella Regione Puglia) costruita senza l’UDC - ha dichiarato -.Come promotore del comitato Vendola a Paderno tengo a precisare che non ritengo sudditi o adepti i nostri elettori, ma liberi e intelligenti da poter ragionare con la propria testa a differenza di molti altri. Da parte mia ci sarà personalmente una convinta astensione e se qualcuno/a che al 1° turno ha votato per Vendola dovesse (come già accaduto) chiedermi consigli e intende recarsi a votare dirò loro come il buon Montanelli; turatevi il naso e chiudete anche un’occhio e votate per  Bersani".
In conclusione a Paderno Dugnano, Pierluigi Bersani dovrebbe confermare la sua percentuale vincente che con quei voti potrebbe arrivare al 65%. L'ultima parola naturalmente spetta agli elettori e il risultato finale uscirà domenica sera dalle urne.  

martedì 27 novembre 2012

Bersani ha vinto, ma gli elettori di Renzi sono fuori o dentro il PD?


Finalmente i dati nazionali delle primarie del centrosinistra sono definitivi: Bersani si aggiudica il 45% dei suffragi, Renzi il 35%, Vendola il 15%. Puppato il 2,5% e Tabacci l’1,5%.
In termini assoluti, significa che su 3.107.000 di votanti, Bersani è stato scelto da 1.393.900 e Renzi da 1.103.700. Il sindaco di Firenze ha vinto il confronto in tre regioni, con un grande successo in Toscana (le altre sono Umbria e Marche). Bersani ha tenuto in Piemonte, è rimasto nella media nazionale in Lombardia, e sbancato da Roma in giù, con percentuali altissime.
E' possibile a questo punto fare qualche analisi del voto in vista del ballottaggio di domenica prossima. Togliendo i voti degli altri candidati (ammesso che nessuno dei loro sostenitori dovesse recarsi alle urne), si riparte da circa 56 a 44%, ma ovviamente questo non è automatico e la sfida resta tutta aperta.
La lettura dei numeri offre diversi spunti di riflessione. Se si confronta il risultato della sfida Bersani-Renzi del 2012 a quella Bersani-Franceschini del 2009 si registra che, a livello nazionale, il segretario ha preso molti più voti: 1,623,239 contro 1,387,465, mentre Renzi con 1,099,612 voti ha sostanzialmente mantenuto quelli di Franceschini (1,045,123). Il terzo sfidante del 2009, il senatore Marino, ne aveva totalizzati 380,904 contro i 605,028 ottenuti da Puppato, Vendola e Tabacci.
A fronte di questo risulta evidente che la strategia di Renzi, tesa a mobilitare elettori esterni al perimetro classico del centro sinistra in realtà è fallita, nonostante tutte le previsioni e le affermazioni dei politologi della grande stampa che ha sempre appoggiato sostanzialmente il "rottamatore". A votare domenica è andato alla fine solo il "popolo" del centro sinistra. La destra e i suoi elettori sono rimasti a guardare e Renzi ha perso perché non ha di fatto spostato gli equilibri politici nazionali catturando nuovi voti, né quelli interni del centro sinistra e nemmeno quelli del PD.
Questo è ciò che appare, ma Renzi non è Franceschini e la sua affermazione (che non ha avuto il sostegno dell'area ex popolare che faceva riferimento a Franceschini) basata sullo slogan martellante, "noi il nuovo, loro il vecchio", pone qualche domanda cruciale. 
La prima è: gli elettori del PD che hanno scelto Renzi sono elettori che guardano dentro oppure fuori l'attuale Partito Democratico? La seconda è: se dovesse perdere la sfida di domenica prossima, Matteo Renzi, parteciperà nel 2013 al Congresso del PD per organizzare all'interno del partito una nuova area politica e porre la sua candidatura a guidarlo, oppure no? Insomma Renzi, come i suoi elettori, vede il suo futuro dentro o fuori il PD?

venerdì 23 novembre 2012

Moai


Primarie: il Comitato per Bersani scrive ai padernesi



LETTERA APERTA 
AI CITTADINI DI PADERNO DUGNANO

Concittadini carissimi,
se vi riconoscete nei valori di libertà, democrazia, pluralismo, se vi riconoscete nella Costituzione e nell’Italia, ci rivolgiamo a Voi e vi chiediamo qualche minuto del Vostro tempo.
Siamo del Partito Democratico e, ancora una volta, domenica 25 novembre organizziamo delle primarie per chiedere ai cittadini di fare una scelta, la scelta del candidato premier alle prossime elezioni politiche.
Sappiamo bene che oggi la politica non gode di buona fama, troppi scandali, troppi problemi irrisolti, troppi ladri (e chiamiamoli con il loro nome) ma proprio per questo è necessario che tutti i cittadini si riprendano il loro diritto di scegliere per troppo tempo negato da leggi elettorali ingiuste, da leader incapaci, da privilegi inaccettabili.
Ma le primarie servono proprio a questo: permettere ai cittadini di scegliere ancor prima delle elezioni
Avremmo potuto farle via Internet, ma sarebbero state solo per pochi, avremmo potuto confidare solo negli spot televisivi, ma vogliamo metterci la faccia e scriverVi, come si usava una volta.
Siamo gli amministratori, ex-amministratori, consiglieri di opposizione, coordinatori del PD, dirigenti e semplici militanti del Nord Milano che hanno scelto di appoggiare Pierluigi Bersani alle primarie, e vogliamo dirvi perché. 
Intanto perché non era obbligato a farlo, lo statuto del PD parla chiaro: il candidato premier è il segretario, eppure, generoso come sempre, ha scelto di non nascondersi e di accettare il confronto con altri due bravi amministratori del PD: Laura Puppato e Matteo Renzi, e con altri candidati di altre forze politiche che si riconoscono nei nostri stessi valori.
Poi perché Pierluigi Bersani è una persona seria, ama come tutti noi lo scherzo e la battuta ma ha dimostrato di saper lavorare. E non siamo noi a dirlo, lo dice la sua storia personale: quindicenne a Firenze, angelo del fango a salvare opere d’arte dopo l’alluvione, il più apprezzato Ministro del Governo Prodi per le sue battaglie progressiste e riformiste a favore delle liberalizzazioni e per la tutela dei consumatori, suo l’unico serio esempio di politica industriale degli ultimi 30 anni; il “disegno di legge per la competitività ed il rilancio della politica industriale” denominato Industria 2015 che prevedeva i Progetti di innovazione industriale, le Reti d’impresa, il Fondo per la competitività e lo sviluppo, il Fondo per la finanza d'impresa, abbandonato da Berlusconi e ripreso da Monti. Eppure, pur con questa esperienza e con lui segretario del PD, l’età media dei segretari regionali è scesa a quarant’anni, molti segretari provinciali e cittadini sono giovanissimi o sono alle prime esperienze in politica e la sua squadra al nazionale è giovane e competente.
Il rinnovamento nel Partito Democratico è cominciato da tempo con Pierluigi Bersani, ma senza sprecare l’esperienza, essenziale per contribuire a cambiare questo Paese. Altri uomini, nonostante il nome nel simbolo, nonostante partiti ed il carisma personali, nonostante le maggioranze parlamentari più ampie dal dopoguerra, alcuni nonostante la ricchezza personale, hanno rovinato l’Italia.
Pierluigi Bersani, con la sua carica ideale, non si è fatto frenare da interessi personali e ha scelto il bene dell’Italia prima di tutto, poi il bene ed il confronto nel Partito Democratico ed oggi, prossimi alle elezioni, mette in primo piano il lavoro piuttosto che la finanza dicendo: Il lavoro è il parametro di tutte le politiche
Metteremo la creazione di nuovi posti di lavoro e la dignità del lavoratore  al centro dell’azione del governo italiano ed europeo
Oggi dire “siete tutti uguali” fa comodo a chi cerca di nascondere il proprio fallimento, a chi cerca visibilità per se e non il bene del Paese, a chi non vuole l’alternanza, normale in un Paese “normale”. Noi non ci stiamo, non è così, e per questo preferiamo Pierluigi Bersani.
Grazie del Vostro tempo

Anna Perico, Carlo Arcari, Elpidio Di Lorenzo, Ezio Casati, Gianfranco Massetti,
Giorgio Grassi, Marco Coloretti, Oscar Figus, Pasquale Taccone, Roberto Ranzenigo

mercoledì 21 novembre 2012

Primarie: SEL e IdV voteranno per Vendola (2)

Ricevo da Maurizio Cerioni capogruppo IdV di Paderno Dugnano e da Ferdinando Napolitano del comitato Vendola per le primarie del centrosinistra questo comunicato dichiarazione di voto. 
Lo stile dello scritto è quello di Cerioni, riconoscibile sia dagli argomenti, identici a quelli già esposti nel comunicato di due giorni fa, sia dall'ortografia iperrealista. I due dedicano quasi tutto il loro scritto a criticare il PD e strattonare il suo segretario. E naturalmente a magnificare i loro partiti "vincenti". Insomma se il centrosinistra vincerà le elezioni di primavera sarà solo merito loro. Vi giuro cari lettori che questo sarà l'ultimo comunicato dei due rappresentanti politici padernesi che pubblicherò. Io sono un sincero democratico, ma i 13 punti esclamativi del testo, che uniti agli 11 di lunedì scorso fanno 24 in 36 ore, sono troppi. Si rischia l'overdose.

Comunicato stampa
OGGETTO: SEL – IDV – PDCI PER VENDOLA ALLE PRIMARIE DI CENTRO - SINISTRA
Totale appoggio e sostegno x le primarie del Centro-Sinistra da parte di Maurizio Cerioni IdV, Pdci, oltre naturalmente Sel, di cui è il Leader, a Nichi Vendola.
Spiace aver ricevuto come risposta: “Bersani ha già deciso!”, forse ci manca qualche informazione da “segrete stanze”, persiste un'ambiguità di fondo su troppe tematiche e i cittadini di centro-sinistra devono sapere in maniera netta con quali alleati vuole governare PierLuigi Bersani.
In un Paese normale ed informato, cosa che purtroppo l’Italia non è, un anno di appoggio a Monti, da parte del PD, vale a dire massacro sociale a danno dei soliti noti, giustificato dall’aver evitato la “catastrofe”, avrebbe portato un elettorato di Sinistra più attento a prendere le distanze dal PD, in quanto da esso sostanzialmente traditi!
Il PD ha votato leggi da partito di destra, vedasi Decreto Salva Italia, Riforma delle Pensioni modifica dell’ articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, l’ ha fatto in buona fede per senso di responsabilità? Lo speriamo ma ha sbagliato e chi sbaglia dovrebbe essere punito dal proprio elettorato. Bersani continua nell'affermare di non tirare x la giacca Monti ci chiediamo: ha timore di perderlo???