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martedì 8 luglio 2014

Seveso: quando il bene comune bussa alla porta

Il fortissimo temporale di stanotte ha fatto, com'era prevedibile,  straripare il Seveso e poco prima dell'alba l'acqua limacciosa del torrente ha allagato una zona di Palazzolo ed è arrivata fino al centro di Dugnano, tra le vie Oslavia, Edera e Rotondi.
Acqua alta anche nella piazza del mercato (a sinistra una foto scattata stamattina presto) che oggi non si è potuto tenere.
Il Seveso ormai non dà tregua e più le autorità continueranno a rimuoverne la pericolosità senza fare nulla di concreto e i cittadini a fregarsene come loro solito, se non vengono direttamente allagati e ricoperti di melma, più la nostra città andrà sott'acqua ad ogni temporale.
I cittadini soprattutto devono svegliarsi dal torpore civico che li addormenta. Seveso, Rho-Monza, Leganti Naturali (chi l'ha più vista?), Eureco, inceneritore, cosa aspettano i padernesi, di morire affogati, avvelenati, cementificati prima di reagire e cominciare a interessarsi del bene comune, al posto di continuare a farsi gli affaracci loro?   
(gli autori delle fotografie sono Baracchi, Caputo, Zilioli)

lunedì 13 gennaio 2014

Aiòò, aperitivo solidale per Terralba

Lunedì 13 gennaio alle 18.15 presso la bottega del commercio equo e solidale Effetto Terra,
in Via Gramsci 45 (cortile interno), le Associazioni di Paderno Dugnano: "Effetto Terra", "Circolo ARCI di Palazzolo Milanese" e "Circolo Eco-Culturale La Meridiana"  si terrà una conferenza stampa per illustrare le motivazioni e l'obiettivo dell'iniziativa di solidarietà in programma sabato 18 gennaio a sostegno di Terralba (Oristano), un comune della Sardegna colpito dall'innondazione dello scorso novembre. Il programma prevede un laboratorio  gratuito, aperto a tutti, di danze sarde, un aperitivo a base di specialità gastronomiche sarde e uno spettacolo di cori sardi. L'intero ricavato sarò devoluto alla città per la ricostruzione del teatro comunale.


sabato 26 gennaio 2013

Sibari sepolta dal fango del Crati e dall'indifferenza

Pubblico questo appello lanciato da Francesca Canino per salvare l'area archeologica dell'antica Sibari sepolta dal fango trascinato a valle dal fiume Crati. Gli scavi dell'antica Sibari sono di valore storico inestimabile, ma nessun grande organo di stampa ha finora dedicato articoli e servizi a questa catastrofe archeologica mentre tutte le istituzioni locali e nazionali appaiono disinteressate e distratte. Perché?


Sibari è stata sommersa dal fango dopo un'esondazione del Crati che ha allagato otto giorni fa l’area archeologica dell’antica città. Non sappiamo se sarà possibile asportare il fango alluvionale in tempi brevi, non sappiamo, dunque, quando gli scavi saranno di nuovo visitabili. E’ un tesoro che scompare temporaneamente alla nostra vista. Il Quotidiano dellaCalabria sta svolgendo un lavoro eccezionale di informazione (vedi foto sopra), nonostante ciò nulla si sta muovendo né si è riusciti ad avere l'attenzione dei media nazionali e del Governo. Perché tanta indifferenza? E' un caso che la Calabria balzi agli onori delle cronache nazionali per i fatti di 'ndrangheta e cali, invece, il silenzio assoluto in casi come questo di Sibari? La cultura non fa cassa, lo sappiamo bene e la vicenda di Sibari non è spendibile politicamente nemmeno in periodo elettorale. Lo dimostrano i fatti. Che ci indignano, tuttavia, e ci inducono a scrivere affinché il nostro patrimonio storico non scompaia sotto il fango o nel silenzio di quanti hanno interesse a mantenerlo. In prima pagina, nell'edizione di venerdì 25 gennaio, un collega ha scritto che il Quotidiano “sta facendo tutto ciò che può, svolgendo di nuovo una funzione di supplenza verso una classe politica arrotata su se stessa e incapace di programmare, di prevedere e persino di vedere. Ma gli altri dove sono? Dov'è il Corriere della Sera coi suoi dossier, Mentana con le sue raccolte di fondi? E le telecamere della Gabbanelli? Perché Vespa non fa un plastico degli scavi? Perché Sgarbi non gli dedica una sbraitata? Perché Ruotolo non insegue il ministro? la Calabria sta in Italia?”.
Ci ha sorpreso il silenzio di alcuni organi istituzionali, distratti da competizioni elettorali e relative beghe politiche. In altri tempi, in campagna elettorale, i vari schieramenti avrebbero fatto a gara per promettere interventi, fondi, visite e quant'altro per un qualunque territorio colpito da una qualsivoglia calamità naturale. Sarebbe diventato il cavallo di battaglia con cui tentare di vincere le elezioni. Invece ha prevalso il silenzio della politica e della Soprintendenza archeologica di Reggio Calabria per oltre quattro giorni dall'allagamento, come se fossero mondi distanti. Come se Sibari non fosse stata la metropoli del passato magnogreco, tanto che ci è sorto il dubbio che molti non conoscessero la sua storia. Allora abbiamo scritto e pubblicato delle tre antichissime città sovrapposte, abbiamo ricordato che gli scavi di Sibari sono solo una minima parte di quello che ancora non è venuto alla luce. Nulla di fatto. Solo qualche passerella politica, inutile e contestata. Gli scavi archeologici oggi sono sotto acqua e fango, vogliamo farli riemergere perché sono una parte importante della nostra storia.
Francesca  Canino