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domenica 24 novembre 2013

Una sedia vuota per dire "no" al femminicidio

Oggi c'era una sedia vuota coperta di rosso al pranzo partigiano organizzato dall'Anpi padernese nella sala del Centro Ein Karem al Villaggio Ambrosiano. Ricordava che in Italia ogni tre giorni  viene uccisa una donna. 
Per dire basta al femminicidio, il 25 novembre su tutto il territorio nazionale è stato indetto uno sciopero generale contro le violenze che le donne subiscono in casa e nei luoghi di lavoro. Dopo l’appello lanciato in rete e centinaia di firme raccolte, la manifestazione nazionale prenderà forma domani in concomitanza con la Giornata mondiale contro la violenza di genere proclamata dall’Onu. In ogni ufficio, scuola, locale pubblico gli organizzatori invitano a manifestare lasciando una sedia vuota coperta di rosso o con sopra un paio di scarpette rosse in memoria delle donne uccise dagli uomini, mariti, compagni, fidanzati che in Italia l'anno scorso sono state 120.

martedì 23 ottobre 2012

Consiglio Comunale: l'opposizione manda a casa Alparone

Seduta record quella di ieri sera in Consiglio comunale. Record perché è iniziata in ritardo a causa di un guasto tecnico che ha impedito la registrazione video, ma soprattutto perché ha visto ben due ordini del giorno presentati dal capogruppo di PRC-PdCI, Mauro Anelli, raccogliere il voto unanime dell'assemblea, cosa inaudita, e perché per la prima volta la giunta Alparone ha dovuto andare ingloriosamente a casa per mancanza del numero legale, dopo aver presentato il suo primo punto in discussione.
Il tema era quello dello scioglimento anticipato della società Energie Locali deciso dalla giunta per motivi di basso profilo (recupero di 70mila euro dalle quote di capitale) secondo l'opposizione, che aveva chiesto di poterne discutere meglio e più approfonditamente in Commissione prima di portarlo in aula, ma non era stata ascoltata. Pertanto ieri sera, approfittando di numerose assenze tra le file della maggioranza (quattro consiglieri), alla minoranza è bastato uscire per far mancare il numero legale e chiudere anticipatamente la seduta mandando tutti a casa.
Il sindaco ci è rimasto male anche perché la mossa che gli era stata ampiamente annunciata dai capigruppo dell'opposizione, è arrivata in una sera che vedeva il banco della giunta stranamente molto sguarnito. Erano assenti infatti tutti gli assessori della Lega e l'assessore Salgaro, un vuoto che qualcuno ha letto come un visibile segnale delle tensioni che stanno portando allo sfaldamento di questa maggioranza, dopo le dimissioni dell'assessore Ruzzon. Dimissioni politiche il cui significato, chiaro a tutti, Alparone sembra intenzionato a rimuovere e negare testardamente contro ogni evidenza.
In sintesi la cronaca di questa seduta breve durata in tutto dalle 21 alle 22.30. Si inizia con il benvenuto dell'aula al nuovo assessore Torraca e al nuovo consigliere Scurati. Il capogruppo Coloretti chiede all'amministrazione di chiarire se non esistono motivi di incompatibilità per la surroga di Scurati che era consigliere di Energie Locali. Alla domanda ha risposto il Segretario Generale che ha affermato la compatibilità della surroga dal momento che Scurati aveva già rassegnato le dimissioni dalla società partecipata. E' intervenuto ancora Coloretti dichiarando di essere un po' deluso dalla scelta del sindaco e della maggioranza di ridurre le dimissioni dell'assessore Ruzzon a un mero fatto personale mentre invece si tratta di un segnale che indica la crescente sofferenza dell'amministrazione. Una questione di merito che meritava una discussione seria e che non può venire liquidata così. A questa lettura dei fatti si è opposto il sindaco che ha negato una relazione tra i due fatti confermando che per lui le dimissioni di Ruzzon erano solo una scelta personale da rispettare come tale, e che l'equilibrio di bilancio verrà raggiunto senza problemi. Pertanto il collegamento fatto da Coloretti è fazioso. Il capogruppo Anelli ha chiuso la discussione dichiarando che l'amministrazione nominando Torraca ha perso un'occasione per ridurre il numero degli assessori.

lunedì 22 ottobre 2012

Donne e violenza in Consiglio comunale

Il femminicidio che ogni anno vede aumentare in Italia il numero delle donne assassinate da mariti, compagni, ex fidanzati è al centro di un'iniziativa del  capogruppo di PRC e PdCI, Mauro Anelli, che presenterà questa sera un ordine del giorno su questo fenomeno che appare tragicamente in crescita. Ecco il testo:
Oggetto: ODG e richiesta di un minuto di silenzio per la morte di Carmela Petrucci
Premesso che dall’inizio dell’anno sono state 101 le morti ricondotte ai “femminicidi”
Verificato che la violenza sulle donne non è un’emergenza, ma un fenomeno strutturale di una società che pone uomini e donne in una relazione di disparità.
Considerato che non è più tollerabile, in un Paese che si definisce civile, le violenze sulle donne e i “femminicidi” avvengano nell’indifferenza della società e della politica.
chiede
innanzi tutto un minuto di silenzio simbolico al Consiglio Comunale ed alla Giunta che si appelli al Governo Italiano, al Parlamento, alla società civile, affinché, in tempi brevissimi, sia ratificata nel nostro ordinamento la Convenzione del Consiglio d’Europa firmata a Istanbul che vincola i Paesi aderenti ad azioni e iniziative importanti di contrasto alla violenza sulle donne, sia finalmente attuato il Piano Nazionale antiviolenza e si sostengano con finanziamenti adeguati, tutti i centri antiviolenza aderenti alla Rete nazionale.
Il Capogruppo PRC/PdCI Mauro Anelli

sabato 20 ottobre 2012

Femminicidio: fermare la violenza maschile


Sono padre di tre figlie femmine e oggi, dopo l'ennesima uccisione "per amore" di una ragazza di 17 anni da parte del suo ex fidanzato incapace di accettare la sua piccola sconfitta di maschio insicuro, invito tutti a riflettere su questo fenomeno del nostro tempo che è il femminicidio. A riflettere e ad agire, come genitori, come educatori, come cittadini.
(Da il Corriere.it)  Un centinaio di donne uccise dall’inizio dell’anno (101), e parliamo quasi sempre di delitti che hanno a che fare con relazioni sentimentali finite o malate. Cento storie più o meno fotocopia: i litigi, i soprusi, la sopraffazione crescente fino alla violenza cieca. Fino all’omicidio. Fidanzati, mariti, amanti, spasimanti, ex. Persone che hanno scelto di uccidere invece di fermarsi, di armarsi e colpire lei invece di «curare» le proprie gelosie folli o il panico da abbandono. Una contabilità impervia dove i numeri non riescono mai a quadrare. E i volti non riescono sempre ad affiorare. Ci sono le storie delle quali raccontiamo dettagli qui (le abbiamo cercate negli schedari, negli archivi delle cronache, ci hanno aiutato i dati raccolti dalla "Casa delle donne per non subire violenza" di Bologna). Ciascuna corrisponde a una donna uccisa per mano di un marito geloso, un innamorato abbandonato, un corteggiatore respinto, un ex qualsiasi di tempi più felici e perduti. La lista è più lunga se contiamo le donne scomparse o quelle ammazzate per ragioni legate alla criminalità, si arriva quasi a una vittima ogni due giorni. Nel 2011 il numero delle uccise era 137 (dieci di meno nel 2010) e tutto lascia pensare che il 2012 si chiuderà, volendo essere ottimisti, con una cifra quantomeno simile.


giovedì 8 marzo 2012

8 marzo: basta mimose nell'Italia del femminicidio

http://bollettino-di-guerra.noblogs.org/ questo è solo uno dei numerosi indirizzi ai quali sono arrivato stamattina cercando su google la tag "uomini che odiano le donne".
In Italia la violenza soprattutto domestica continua ad essere la prima causa di morte per  le donne tra i 15 e i 44 anni . Ai mazzi di mimosa una volta l'anno si alternano quasi quotidianamente corone e mazzi di fiori dietro una bara. Il bollettino di guerra che segnala il livello del femminicidio in Italia registra 26 donne morte ammazzate dall’inizio del 2012. Alle donne, insomma, i maschi italiani sembrano ben decisi a continuare a "fare la festa".
Violenze private, insulti e mobbing poi battono ogni record, è raro trovare chi nella sua vita non sia mai stata oggetto di “particolari” attenzioni. Nell’epoca del web 2.0 poi ci sono ulteriori sottili modi di agire contro le donne, non sono più rare le denunce di mobbing e violenza virtuale, spesso c’è chi agisce  in modo subdolo nella rete “seguendo” una vittima.
In tutto il mondo, la violenza maschile è la prima causa di morte per le donne, ma in Italia le uccisioni sono in continuo aumento. Le vittime di omicidio da parte di partner o ex partner sono passate da 101 nel 2006 a 127 nel 2010. Molte violenze non vengono neppure denunciate, per quello che è ancora il contesto italiano, patriarcale e incentrato sulla famiglia. Ma il problema vero è che ancora la violenza domestica non venga da noi percepita come reato.
Un quadro giuridico frammentario e l’inadeguatezza delle indagini, delle sanzioni e del risarcimento alle vittime sono fattori che contribuiscono al muro di silenzio e di invisibilità che circonda il femminicidio in atto. L’Italia non ha ancora ratificato la Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta alla violenza nei confronti delle donne firmato a Istanbul lo scorso maggio da 10 stati europei. La piattaforma italiana «Lavori in Corsa: 30 anni CEDAW», D.I.Re (Donne in Rete contro la violenza), e l’UDI (Unione Donne italiane), ne chiedono in questi giorni l’immediata ratifica.
Ps. mia figlia sta preparando la sua tesina per la maturità classica. il titolo è "La sventurata rispose. L'onore e la donna". Sono molto orgoglioso della sua scelta.